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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 30336/2024 del 24/07/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato la conferma, da parte della Corte d'Appello di Roma, delle loro condanne in abbreviato: Prestileo ha dedotto quattro censure - (1) richiesta di derubricazione di taluni capi (E, F, H, I) da art. 73, comma 1 a comma 5 D.P.R. n. 309/1990; (2) contestazione della configurazione del reato di estorsione (art. 629 c.p.) soprattutto sul valore e natura dell'orologio ricevuto; (3) mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche (art. 62-bis c.p.); (4) illegittimità della confisca per equivalente di Euro 11.000 trovati in suo possesso. D'Ascenzi ha proposto un unico motivo, chiedendo la derubricazione del capo H) a tenore dell'art. 73, comma 5, D.P.R. n. 309/1990, richiamando la diversa qualificazione attribuita a coimputati giudicati separatamente.

La decisione

La Corte di Cassazione ha: (1) dichiarato inammissibile il ricorso di D'Ascenzi Jessica; (2) rigettato tutti i motivi di Prestileo Ivan eccetto l'ultimo relativo alla confisca per equivalente: su quest'ultimo punto ha annullato la sentenza impugnata limitatamente alla confisca degli Euro 11.000 e ha disposto il rinvio ad altra Sezione della Corte d'Appello di Roma per un nuovo giudizio sul solo punto della confisca. Prestileo è quindi mantenuto condannato per il resto delle imputazioni; D'Ascenzi è condannata al pagamento delle spese processuali e di Euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309 - art. 73

    Art. 73, comma 5 (fattispecie di lieve entità): la Corte richiede una valutazione complessiva e motivata di mezzi, modalità, circostanze, quantità e qualità della sostanza per riconoscere la lieve entità; assenza di tale valutazione o presenza di elementi quali consistenti quantitativi, serialità e professionalità giustificano il diniego. Art. 73, comma 7-bis (confisca per equivalente): l'applicazione richiede motivazione che colleghi l'importo sequestrato al prodotto o profitto dell'attività illecita; motivazione generica è insufficiente.

  • Codice penale - art. 110

    Richiamato per la partecipazione e concorso nei reati; utilizzato nella rubricazione delle imputazioni.

  • Codice penale - art. 629

    Estorsione: la Corte di merito ha motivatamente ritenuto che le condotte minacciose e la sottrazione dell'orologio fossero finalizzate al recupero di crediti illeciti; la Cassazione non consente una rivalutazione librettistica del materiale probatorio salvo macroscopici vizi logici.

  • Codice penale - art. 648

    Ricettazione: richiamato tra le imputazioni, senza specifica riesegesi in cassazione.

  • Codice penale - art. 62-bis

    Circostanze attenuanti generiche: dopo le modifiche normative il giudice, se ne esclude l'applicazione, è tenuto a dimostrare di aver valutato i criteri dell'art. 133 c.p.; non è obbligato a un'analitica motivazione dell'esclusione, mentre chi chiede il riconoscimento deve indicare elementi positivi che giustifichino la mitigazione.

  • Codice penale - art. 133

    Criteri per la determinazione della pena: il giudice deve fare esplicito riferimento ai criteri ai fini della valutazione delle attenuanti generiche.

  • Codice penale - art. 240

    Confisca diretta: richiamata come distinta dalla confisca per equivalente; la sentenza non ha motivato alcuna applicazione di questa forma.

  • Codice penale - art. 240-bis

    Confisca "allargata": menzionata come ipotesi normativa collegata, ma la Corte osserva che la motivazione non ha indicato presupposti giustificativi per l'applicazione.

  • D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309 - art. 85-bis

    Richiama la connessione tra i reati in materia di stupefacenti e le fattispecie di confisca estesa previste dal codice penale; la Corte nota che non è stato dato alcun fondamento motivazionale per usarle in concreto.

  • Codice di procedura penale - art. 444

    Procedura di applicazione della pena (patteggiamento): citata nella comparazione con coimputati giudicati separatamente cui è stata attribuita diversa qualificazione, legittimando differenziazioni tra contesti probatori distinti.

Massime di principio

  • Per la derubricazione a lieve entità ex art. 73, comma 5 D.P.R. 309/1990 è indispensabile una valutazione motivata e complessiva di quantità/qualità della sostanza, modalità, mezzi, circostanze e durata: singoli elementi contrari possono escludere l'attenuante.
  • La stessa fattispecie di cessione di stupefacenti può essere qualificata diversamente per coimputati se il contesto probatorio relativo a ciascun soggetto presenta caratteristiche differenti (quantitativi, ruolo, professionalità).
  • La Cassazione non rivede i fatti e le valutazioni probatorie dei giudici di merito se motivate logicamente: i ricorsi che replicano motivi già decisi in appello senza critiche specifiche sono inammissibili.
  • Per la confisca per equivalente ex art. 73, comma 7-bis D.P.R. 309/1990 è richiesta motivazione che colleghi l'importo sequestrato al prodotto o profitto dell'illecito; l'assenza di tale collegamento determina annullamento e rinvio.
  • In tema di attenuanti generiche (art. 62-bis), l'esclusione non richiede una motivazione analitica esaustiva, ma il giudice deve dimostrare di aver valutato i criteri dell'art. 133 c.p.; chi invoca le attenuanti deve indicare elementi concreti che giustifichino la loro concessione.
  • Le questioni di fatto (es. valore di un bene, natura di un rapporto patrimoniale) sono tipicamente sottratte al sindacato di legittimità salvo macroscopici vizi logici nella motivazione.

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