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Cassazione Penale, Ordinanza n. 01569/2025 del 14/01/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte di appello che aveva confermato la condanna per detenzione illecita di cocaina a fini di spaccio. I cinque motivi hanno riguardato: 1) l'affermazione di responsabilità, deducendo violazione di legge e vizio di motivazione, sostenendo che la quantità di stupefacente non bastasse da sola a provare la destinazione allo spaccio; 2) il mancato riconoscimento della particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis c.p.; 3) il mancato riconoscimento dell'attenuante del lucro di speciale tenuità ex art. 62 n. 4 c.p.; 4) il diniego delle circostanze attenuanti generiche e la mancata esclusione della recidiva; 5) la determinazione della pena, censurata per violazione degli artt. 132 e 133 c.p. e vizio di motivazione. La difesa ha anche depositato memoria.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto inammissibili o manifestamente infondati tutti i motivi: la responsabilità era sorretta da più elementi convergenti oltre alla quantità di cocaina; la causa di non punibilità di cui all'art. 131-bis c.p. non poteva essere dedotta per la prima volta in cassazione; l'attenuante di cui all'art. 62 n. 4 c.p. era correttamente esclusa per l'entità della sostanza e per la somma di denaro rinvenuta, incompatibili con un lucro di speciale tenuità; il diniego delle attenuanti generiche e il giudizio di recidiva erano adeguatamente motivati alla luce dei precedenti e della personalità dell'imputato; infine, la dosimetria della pena era congruamente motivata e non sindacabile in sede di legittimità. È stata quindi confermata la decisione di merito, con condanna del ricorrente alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000 alla Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • art. 73 d.P.R. n. 309 del 1990

    comma 1 bis, lett. a); comma 5

    Il superamento del limite tabellare della sostanza stupefacente non è prova decisiva della destinazione allo spaccio, ma può concorrere con altri elementi a dimostrarla; la fattispecie di lieve entità richiede una valutazione complessiva del fatto e del potenziale lucro.

  • art. 131-bis c.p.

    La causa di non punibilità non può essere dedotta per la prima volta in cassazione se la questione era proponibile e la norma era già vigente al momento della decisione di appello.

  • art. 62 n. 4 c.p.

    L'attenuante del lucro e dell'evento di speciale tenuità è applicabile anche ai reati in materia di stupefacenti, ma richiede un ulteriore elemento specializzante, cioè la speciale tenuità del lucro e dell'evento dannoso o pericoloso; può essere esclusa quando il dato ponderale e gli altri indici rendano non tenue il profitto perseguito.

  • art. 132 c.p.

    La determinazione della pena rientra nel potere discrezionale del giudice di merito e non è censurabile in cassazione se sorretta da motivazione congrua e non manifestamente illogica.

  • art. 133 c.p.

    La valutazione dell'adeguatezza della pena può fondarsi su intensità del dolo, vita antecedente e condotta successiva al reato, se il giudice lo motiva in modo logico.

  • art. 606, comma 3, c.p.p.

    Preclude la deduzione in cassazione di questioni non prospettate nei motivi di appello, salvo i casi consentiti dalla legge.

Massime di principio

  • In materia di stupefacenti, la quantità di droga superiore al limite tabellare non basta da sola a provare lo spaccio, ma può essere valorizzata insieme ad altri indici fattuali, come confezionamento, strumenti di pesatura, modalità della condotta e disponibilità di somme di denaro.
  • La causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto non è deducibile per la prima volta in cassazione quando la questione era già proponibile in appello e non è stata devoluta al giudice di secondo grado.
  • L'attenuante del lucro di speciale tenuità è compatibile con i reati in materia di stupefacenti, ma richiede che sia speciale la tenuità non solo del lucro, ma anche dell'evento dannoso o pericoloso; un profitto non modesto esclude il beneficio.
  • Le circostanze attenuanti generiche possono essere negate valorizzando i precedenti penali e il disvalore del fatto, purché la motivazione si concentri sulla personalità negativa dell'imputato e sugli indici concretamente rilevanti.
  • La recidiva facoltativa richiede una motivazione specifica sulla maggiore capacità a delinquere desumibile dalla nuova condotta, dalla omogeneità del reato e dalla contiguità temporale con i precedenti.
  • La determinazione della pena è censurabile in cassazione solo per manifesta illogicità o difetto di motivazione, non per una diversa valutazione di merito degli elementi di cui agli artt. 132 e 133 c.p.

Come è indicizzato

MaterieSpaccioImpugnazioniCircostanze del reatoPena e commisurazioneCause di non punibilità
RamiStupefacentiProcesso penaleParte generale
SottomaterieLieve entità
IstitutiParticolare tenuità del fattoRecidiva

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