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Cassazione Civile, Ordinanza n. 17422/2022 del 30/05/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (pubblica amministrazione)

La controversia

Un cittadino tunisino ha impugnato per cassazione il decreto del giudice di pace di Torino che aveva convalidato la proroga di 30 giorni del trattenimento presso il CPR di Torino, disposta dalla Questura dopo un primo trattenimento connesso a un provvedimento di espulsione. Il ricorrente ha dedotto cinque motivi: (1) violazione degli artt. 13 e 14 del t.u. immigrazione, dell'art. 13 Cost. e dell'art. 5 CEDU, sostenendo l'illegittimità del trattenimento di fatto subito in precedenza, la tardività del decreto di espulsione e della convalida; (2) violazione dell'art. 112 c.p.c., dell'art. 111 Cost., dell'art. 14 t.u. immigrazione e dell'art. 15 della direttiva 2008/115/CE per omessa pronuncia sulla richiesta di rigetto della proroga in ragione di tale illegittimità; (3) nullità del provvedimento di espulsione presupposto per erroneità dei presupposti di fatto, in relazione agli artt. 10 e 13 t.u. immigrazione; (4) ulteriore omessa pronuncia sulla richiesta di rigetto della proroga per nullità del provvedimento di espulsione presupposto; (5) violazione dell'art. 14 t.u. immigrazione, dell'art. 15 della direttiva 2008/115/CE e dell'art. 111 Cost. per asserita motivazione apparente del decreto di proroga.

La decisione

La Corte ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto infondati i primi due motivi, affermando che la motivazione del decreto, pur sintetica, non era apparente perché richiamava la necessità di identificare con sicurezza il migrante tramite interlocuzione con la rappresentanza diplomatica del Paese d'origine; ha inoltre escluso il vizio di omessa pronuncia, poiché la motivazione implicava il rigetto delle deduzioni difensive. Ha dichiarato inammissibili il terzo e il quarto motivo, perché diretti contro il provvedimento di espulsione, che non risultava impugnato autonomamente: il giudice della convalida del trattenimento può verificarne solo incidentalmente l'esistenza ed efficacia, mentre i vizi propri dell'espulsione devono essere fatti valere con impugnazione diretta dell'atto. Il quinto motivo è stato assorbito. Nessun contributo unificato aggiuntivo è stato posto a carico del ricorrente, in quanto il processo era esente.

Norme richiamate

  • art. 13 Cost.

    richiamato dal ricorrente a sostegno dell'illegittimità del trattenimento, ma non ritenuto violato dalla Corte nei limiti della decisione sulla proroga

  • art. 111 Cost.

    invocato per dedurre vizi di motivazione e omessa pronuncia; la Corte ha escluso tali vizi quanto ai primi due motivi

  • art. 5 CEDU

    invocato dal ricorrente a tutela della libertà personale, senza accoglimento

  • art. 10 d.lgs. n. 286 del 1998

    richiamato in relazione alla dedotta nullità del provvedimento di espulsione presupposto

  • art. 13 d.lgs. n. 286 del 1998

    richiamato in relazione al trattenimento e al provvedimento di espulsione

  • art. 14 d.lgs. n. 286 del 1998

    la Corte lo interpreta nel senso che la proroga del trattenimento è ammessa quando l'accertamento dell'identità e della nazionalità o l'acquisizione dei documenti di viaggio presenti gravi difficoltà

  • art. 14, quinto comma, d.lgs. n. 286 del 1998

    "Qualora l'accertamento dell'identità e della nazionalità ovvero l'acquisizione di documenti per il viaggio presenti gravi difficoltà, il giudice, su richiesta del questore, può prorogare il termine di ulteriori trenta giorni"

    norma posta a fondamento della proroga del trattenimento; la Corte ritiene sufficiente la necessità di identificazione tramite rappresentanza diplomatica

  • art. 112 c.p.c.

    invocato per lamentare omessa pronuncia; la Corte esclude il vizio perché la motivazione implicita assorbe le questioni dedotte

  • art. 15 Direttiva 2008/115/CE

    richiamato dal ricorrente in tema di trattenimento e proroga; la Corte non ravvisa violazione nei motivi esaminati

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115 del 2002

    la Corte precisa che non trova applicazione nel caso, perché il processo è esente dal contributo unificato

Massime di principio

  • Nel giudizio di convalida della proroga del trattenimento dello straniero, la motivazione del giudice può essere sintetica purché consenta di comprendere la ragione concreta della proroga; non è apparente se rende intelligibile che il trattenimento è mantenuto per la necessità di completare l'identificazione o acquisire documenti di viaggio.
  • Il vizio di omessa pronuncia non sussiste quando la decisione del giudice, pur concisa, mostri di avere implicitamente disatteso le questioni difensive incompatibili con la ratio espressa nel provvedimento.
  • La contestazione della legittimità del trattenimento originario o della tardività del decreto di espulsione non può essere veicolata solo contro la proroga del trattenimento, se tali profili attengono a un atto presupposto autonomamente impugnabile.
  • Nel controllo sulla proroga del trattenimento ex art. 14 t.u. immigrazione, il giudice può verificare incidenter tantum l'esistenza ed efficacia dell'espulsione presupposta, ma i vizi propri di quest'ultima devono essere fatti valere con impugnazione diretta del provvedimento amministrativo.
  • La proroga del trattenimento è legittima quando risultino gravi difficoltà nell'accertamento dell'identità e della nazionalità dello straniero o nell'acquisizione dei documenti per il rimpatrio, specie se l'amministrazione abbia attivato richieste di identificazione presso la rappresentanza diplomatica competente.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniOpposizioni esecutive
RamiProcesso civileEsecuzioni
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della provaGiudicato

Testo integrale

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