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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 4942/2022 del 10/02/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il PM ha impugnato l'ordinanza del Tribunale di Bologna che aveva confermato il rigetto, da parte del G.I.P. di Piacenza, della richiesta di applicazione di misure cautelari nei confronti degli indagati. L'accusa riguarda principalmente bancarotta fraudolenta patrimoniale per distrazioni e fatture per operazioni inesistenti (2007-2011), nonché reati successivi di riciclaggio, autoriciclaggio e trasferimento fraudolento di valori connessi a un'operazione immobiliare a Zoagli e a fittizie intestazioni di quote societarie. Il PM ha censurato: 1) la esclusione dell'appropriazione indebita (capo 2) sostenendo che il versamento di ingenti somme da Mc Project a favore della fallita non fosse giustificato da una effettiva definizione tributaria; 2) la valutazione sulla provenienza lecita delle somme impiegate per l'acquisto/ristrutturazione dell'immobile (cap. 5 e 6); 3) la non configurabilità del trasferimento fraudolento di valori (cap. 7) e la mancanza delle esigenze cautelari (pericolo di inquinamento e di reiterazione).

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Pubblico Ministero, ritenendolo complessivamente infondato. Ha confermato che: 1) il Tribunale correttamente ha escluso l'appropriazione indebita per le somme prelevate da Mc Project, avendo motivatamente ritenuto che Mc Project avesse un interesse a finanziare la definizione agevolata delle pendenze fiscali di M.C.R. e che l'art. 14 d.lgs. 472/1997 fosse applicabile; 2) l'autoriciclaggio e il riciclaggio non risultano sufficientemente dimostrati rispetto all'operazione immobiliare di Zoagli, in quanto la Corte ha ritenuto provata l'origine lecita della provvista utilizzata per l'acquisto e la ristrutturazione; 3) il trasferimento fraudolento di valori non è dimostrato nella specifica componente del dolo richiesto dall'art. 512-bis c.p.; 4) le esigenze cautelari (pericolo di inquinamento e di reiterazione) sono state valutate correttamente come non sussistenti dal giudice del riesame. È stata dichiarata irricevibile la memoria relativa a Cipelli Cristina nella parte non impugnata dal PM. Complessivamente il procedimento di impugnazione del PM è stato respinto e quindi prevalgono le decisioni favorevoli agli indagati rispetto alla richiesta di misure cautelari.

Norme richiamate

  • art. 310 c.p.p.

    Individua il rimedio dell'appello per il Procuratore avverso i provvedimenti rilasciati nell'ambito delle misure cautelari; la Corte ha preso in esame il ricorso ex art. 310 quale strumento impugnatorio utilizzato dal PM.

  • d.l. n. 119/2018 (conv. L. n. 136/2018)

    Norma sulla definizione agevolata delle pendenze tributarie ("pace fiscale"). La Corte ha ritenuto che la possibilità, anche pendente, di definire le pendenze giustifichi il versamento delle rate da parte di Mc Project e sia rilevante nella valutazione dell'assenza dell'elemento soggettivo dell'appropriazione indebita.

  • art. 14 d.lgs. n. 472/1997

    La Corte lo considera norma speciale che può rendere il cessionario (Mc Project) obbligato in solido per debiti tributari della cedente; tale rischio legittima l'interesse della cessionaria a finanziare la definizione tributaria della cedente, escludendo l'appropriazione indebita quando sussista un interesse societario.

  • art. 2560 c.c.

    Richiamato nel dibattito; la Corte ha ritenuto che l'art. 14 d.lgs. 472/1997 sia norma speciale prevalente rispetto all'art. 2560 c.c. nella materia della responsabilità per debiti tributari del cessionario.

  • art. 2556 c.c.

    Richiamato dalle parti in relazione alle formalità di trasferimento dei rami d'azienda; la Corte ha ritenuto irrilevante il richiamo alla disciplina codicistica ove operi la norma speciale tributaria.

  • art. 648-ter.1 c.p. (autoriciclaggio)

    La Corte ricorda che l'autoriciclaggio richiede condotte dissimulatorie successive al perfezionamento del reato presupposto; non può coincidere con l'atto costitutivo del reato presupposto.

  • art. 648-bis c.p. (riciclaggio)

    Richiamato come reato presunto per l'uso di proventi illeciti nell'operazione immobiliare; la Corte ha ritenuto che l'origine della provvista impiegata per l'acquisto e ristrutturazione sia stata dimostrata lecita, escludendo i gravi indizi richiesti.

  • art. 512-bis c.p. (trasferimento fraudolento di valori)

    Per configurare questo reato occorre il dolo specifico (es. elusione di misure di prevenzione patrimoniali); la Corte ha ritenuto che tale dolo non sia stato provato in sede cautelare rispetto alla fittizia intestazione delle quote.

  • art. 271 c.p.p.

    Norma sull'inutilizzabilità delle intercettazioni; la difesa ha eccepito l'inutilizzabilità di intercettazioni tra indagato e suo difensore, eccezione comunque trattata dalle parti.

Massime di principio

  • Per ottenere misure cautelari personali il giudice richiede sia gravi indizi di colpevolezza sia esigenze cautelari attuali (pericolo di fuga, di inquinamento probatorio o di reiterazione); la loro assenza legittima il rigetto.
  • Quando un atto dispositivo di risorse aziendali può essere ricondotto a un interesse societario anche indiretto, ciò può escludere la configurabilità dell'appropriazione indebita se tale interesse è dimostrato.
  • La norma speciale tributaria (art. 14 d.lgs. 472/1997) può rendere il cessionario solidalmente obbligato per debiti fiscali della cedente e dunque giustificare l'impiego di risorse per una definizione agevolata; va sempre valutata rispetto alle norme codicistiche generali.
  • L'autoriciclaggio richiede condotte di dissimulazione successive al perfezionamento del reato presupposto: non è sufficiente riconoscere la disponibilità di proventi illeciti senza dimostrare l'atto dissimulatorio successivo.
  • Per reati di riciclaggio/trasferimento fraudolento è necessaria una chiara connessione tra risorse illecite e il reinvestimento/operazione contestata; prove indiziarie generiche o documenti non autonomamente idonei (es. perizie di valore non dimostrate) non bastano a fondare misure cautelari.
  • La produzione in sede di Cassazione di documenti sopravvenuti (es. decisioni della Commissione Tributaria) è ammissibile e può influenzare la valutazione sulla legittimità degli atti posti in essere in un arco temporale anteriore alla decisione impugnata.
  • Nel valutare il pericolo di inquinamento probatorio, la mera esistenza di tentativi investigativi o di contatti non dimostrati in modo attuale e concreto non è sufficiente se le indagini sono concluse e il materiale probatorio prevalente è documentale.

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