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Cassazione Civile, Ordinanza n. 37818/2021 del 01/12/2021

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (proprietario)

La controversia

La controversia riguarda due porzioni contigue di un complesso immobiliare. La società proprietaria di una porzione ha agito per far accertare l'esistenza di una servitù di aria e luce a carico dell'unità confinante, in relazione a un'apertura lucifera presente nel muro divisorio da epoca risalente e poi chiusa dall'altro proprietario mediante la costruzione di un muro adiacente. Il convenuto ha resistito negando la servitù e sostenendo che l'apertura fosse una luce irregolare; in via riconvenzionale ha chiesto il risarcimento dei danni, deducendo di avere subito per anni immissioni sonore provenienti dall'apertura e di avere chiuso il varco per impedirle. Il Tribunale ha respinto entrambe le domande, qualificando l'apertura come luce irregolare e negando prova dei danni. La Corte d'appello ha invece riformato in parte la decisione, riconoscendo la servitù di aria e luce per destinazione del padre di famiglia, ordinando la rimozione del muro e il ripristino dello stato dei luoghi, e ritenendo coperta da giudicato interno la questione delle immissioni sonore e della domanda risarcitoria. Il ricorso per cassazione ha dedotto: 1) violazione degli artt. 901 e ss. c.c. e dell'art. 115 c.p.c., sostenendo che la qualificazione di luce irregolare fosse coperta da giudicato e impedisse il riconoscimento della servitù per usucapione o destinazione del padre di famiglia; 2) violazione dei limiti oggettivi del giudicato, lamentando che la Corte d'appello avesse escluso la rilevanza del mutamento di destinazione dell'immobile dominante e dell'asserito aggravamento della servitù, con conseguente illegittimità della chiusura dell'apertura come reazione a immissioni acustiche intollerabili.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato entrambi i motivi. Ha ritenuto il primo motivo non autosufficiente e comunque infondato, osservando che l'appello della controparte aveva effettivamente censurato il capo della sentenza di primo grado relativo alla natura dell'apertura e che la Corte territoriale aveva correttamente qualificato i vani luce come aperture interne a un complesso immobiliare con vocazione condominiale, sottratte alla disciplina delle luci su fondo altrui e quindi suscettibili di servitù per usucapione o destinazione del padre di famiglia. Ha inoltre ritenuto corretta la valutazione di merito sull'esistenza di opere visibili e permanenti idonee a dimostrare la costituzione della servitù e sull'ostruzione dell'apertura mediante un muro. Il secondo motivo è stato respinto perché introduceva questioni nuove, mai trattate nella sentenza impugnata e non adeguatamente dedotte nei gradi di merito, relative all'estensione della servitù, alle modalità di esercizio e a un preteso aggravamento conseguente alla trasformazione dell'immobile in bar-discoteca. La Corte ha quindi confermato la condanna del ricorrente al pagamento delle spese di legittimità e ha dato atto dell'obbligo di versare l'ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 901 c.c.

    La disciplina sulle luci regolari non si applica alle aperture interne a un complesso immobiliare con vocazione condominiale; la qualificazione dell'apertura dipende dallo stato dei luoghi e dai requisiti strutturali previsti dalla norma.

  • artt. 901 e ss. c.c.

    La Corte distingue tra luci irregolari su fondo altrui, che non consentono acquisto per usucapione o per destinazione del padre di famiglia, e aperture interne a un edificio/complesso immobiliare, alle quali tale disciplina non si applica nello stesso modo.

  • art. 115 c.p.c.

    La censura sulla non contestazione richiede specificità e autosufficienza, con indicazione puntuale dei fatti processuali e trascrizione dei passaggi rilevanti.

  • art. 360, comma 1, n. 3, c.p.c.

    È richiamato come parametro del ricorso per denunciare violazione e falsa applicazione di legge.

  • art. 366, comma 1, n. 6, c.p.c.

    Il ricorso deve indicare la sede processuale delle deduzioni e trascrivere i passaggi argomentativi rilevanti, specie quando si invoca la non contestazione.

  • art. 1079 c.c.

    La presenza di un muro che impedisce il passaggio di aria e luce integra un impedimento all'esercizio della servitù e può fondare la tutela confessoria.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115

    In caso di rigetto del ricorso, sussistono i presupposti per l'obbligo di versamento dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato.

  • art. 13, comma 1-bis, d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115

    È il parametro per determinare l'ulteriore importo dovuto a titolo di contributo unificato in caso di rigetto.

Massime di principio

  • Chi impugna in cassazione una statuizione fondata sulla mancata contestazione o su un preteso giudicato interno deve rispettare rigorosi oneri di specificità e autosufficienza, indicando puntualmente dove e come la questione sia stata dedotta nei gradi di merito e trascrivendo i passaggi rilevanti.
  • Le aperture lucifere collocate all'interno di un edificio o di un complesso immobiliare con assetto condominiale non vanno automaticamente trattate come luci irregolari su fondo altrui; la loro disciplina va valutata in base alla concreta conformazione dei luoghi.
  • Una servitù di aria e luce può essere riconosciuta per destinazione del padre di famiglia quando risultino opere visibili e permanenti incompatibili con una mera tolleranza e idonee a rivelare l'originario assetto di servizio tra le porzioni immobiliari.
  • Nel giudizio di cassazione non possono essere introdotte questioni nuove che richiedano accertamenti di fatto non compiuti dal giudice di merito; la loro deduzione è preclusa se non risulta allegata e specificamente trattata nei precedenti gradi.
  • La chiusura materiale di un'apertura che impedisca il passaggio di aria e luce può integrare un impedimento all'esercizio della servitù e giustificare la tutela reale tipica della confessione servitutis.

Come è indicizzato

MaterieServitùProveImpugnazioni
RamiDiritti realiProcesso civile
IstitutiOnere della provaGiudicato

Testo integrale

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