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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 43499/2023 del 26/10/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso contro l'ordinanza che aveva confermato la custodia cautelare in carcere per tentato omicidio aggravato dai futili motivi e per detenzione e porto di arma comune da sparo. Due censure principali: 1) violazione dell'art. 61 n.1 cod. pen. e vizio di motivazione sulla configurabilità dell'aggravante dei futili motivi; 2) violazione degli artt. 274 e 275 cod. proc. pen. in combinato con l'art. 3 CEDU e questione di illegittimità costituzionale per la mancata previsione, per indagati infra-venticinquenni, di collocazione in comunità analoghe a quelle per minori invece che in carcere, nonché nuovi motivi ex art. 311, comma 4, tesi sulla disapplicazione concreta della separazione tra infra-venticinquenni e ultra-venticinquenni nelle carceri

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile come manifestamente infondato. Sul primo motivo ha richiamato il consolidato orientamento secondo cui è privo di interesse impugnare un provvedimento cautelare esclusivamente per contestare l'esistenza di circostanze aggravanti quando la loro presenza o meno non incide sulla legittimità della misura cautelare. Sul secondo motivo la Corte ha ritenuto infondata la doglianza relativa alla collocazione degli infra-venticinquenni, osservando che il vigente ordinamento penitenziario già prevede la separazione dei giovani adulti sino a 25 anni e la separazione tra imputati e condannati, e che la questione non era stata adeguatamente dedotta o valutata nei gradi precedenti. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende

Norme richiamate

  • art. 61 n. 1 Codice penale

    Riferimento all'aggravante dei futili motivi; la Corte valuta che la contestazione della sola configurabilità di tale aggravante, se non incide sulla legittimità della misura cautelare, non dà interesse all'impugnazione del provvedimento de libertate

  • art. 274 Codice di procedura penale

    Citato nella censura processuale relativa alla motivazione e ai diritti dell'indagato; la Corte non accoglie la doglianza ritenendola inidonea a fondare l'impugnazione cautelare nel caso specifico

  • art. 275 Codice di procedura penale

    Collegato all'art. 274 e alla presunta violazione dell'art. 3 CEDU; la Corte non ritiene che dalla lettura emergano profili tali da assorbire la misura cautelare

  • art. 3 Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo

    Richiamato in relazione alla presunta incompatibilità del trattamento detentivo per giovani adulti; la Corte ritiene assorbita la questione alla luce delle garanzie previste dall'ordinamento penitenziario e della mancata deduzione effettiva nel processo

  • art. 22 d.P.R. n. 448 del 1998

    Richiamato dal ricorrente come parametro per chiedere trattamenti analoghi a quelli per minori; la Corte osserva che l'ordinamento dispone comunque specifiche tutele per i giovani adulti e che la questione non è stata correttamente prospettata nei gradi precedenti

  • art. 14 Ordinamento penitenziario (Ord. pen.)

    La Corte evidenzia che l'ordinamento penitenziario assicura la separazione dei giovani adulti fino al 25esimo anno e la separazione di imputati, condannati e internati, smentendo l'allegata disapplicazione della separazione

  • art. 1 Ordinamento penitenziario (Ord. pen.)

    Richiama il principio di individualizzazione del trattamento e dell'assegnazione/raggruppamento dei detenuti in modo da evitare influenze nocive reciproche; la Corte lo usa per sostenere che esistono già garanzie normative adeguate

  • art. 311, comma 4 Codice di procedura penale

    Il ricorrente ha prodotto motivi nuovi ex art. 311 comma 4; la Corte li considera comunque insufficienti per modificare l'esito, perché non provano la concreta lesione o disapplicazione delle regole di separazione

  • art. 94, comma 1-ter Codice di procedura penale

    Norma richiamata per gli adempimenti esecutivi della sentenza; la Corte dispone gli adempimenti di cancelleria in base a quest'articolo

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione

    Sez. 3, n. 20891 del 18/06/2020, Rv. 279508

    Principio consolidato secondo cui manca interesse all'impugnazione dei provvedimenti de libertate quando si contestano solo circostanze aggravanti che non incidono sulla legittimità della misura cautelare

Massime di principio

  • Un ricorso in cassazione contro un provvedimento de libertate è inammissibile per carenza di interesse se mira solo a contestare l'esistenza di aggravanti quando la presenza o meno di tali aggravanti non incide sulla legittimità o sulla natura della misura cautelare
  • Le doglianze circa il trattamento penitenziario dei giovani adulti (infra-25enni) devono essere adeguatamente dedotte e documentate nei gradi precedenti; la normativa penitenziaria prevede già tutele specifiche come la separazione dei giovani adulti e l'individualizzazione del trattamento
  • Motivi nuovi ex art. 311 comma 4 sono ammissibili solo se introducono elementi rilevanti e pertinenti in grado di influire sull'esito del giudizio di legittimità; mere affermazioni non supportate non modificano l'inammissibilità
  • Chi propone impugnazioni infondate o manifestamente temerarie in materia de libertate può essere condannato alle spese e a sanzioni pecuniarie a favore della Cassa delle ammende
  • Quando si contesta la sussistenza di circostanze aggravanti nell'ambito di misure cautelari, è strategicamente importante dimostrare che la rimozione o la diversa qualificazione di tali circostanze avrebbe rilevanza sul quadro indiziario o sulle esigenze cautelari, altrimenti il ricorso rischia di essere dichiarato inammissibile per mancanza di interesse

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