Cassazione Penale, Sentenza n. 33596/2023 del 01/08/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnano il decreto del 25/11/2022 della Corte d'appello di Bari che confermava la confisca di un appartamento e di un box a Cerignola, disposta ai sensi dell'art. 24 D.Lgs. 6/9/2011 n.159 per la pericolosità qualificata di Brandonisio. Sostengono che la Corte d'appello ha frainteso la portata della sentenza della Cassazione (sentenza rescindente) e ha illegittimamente circoscritto il giudizio di rinvio alla sola verifica dell'autonoma disponibilità economica di Dantone, invece di valutare globalmente il patrimonio e i contributi familiari (compreso il reddito e le risorse di Brandonisio), contestando inoltre la motivazione ritenuta illogica e la mancata considerazione della documentazione prodotta dalla difesa.
La decisione
La Corte di legittimità ha dichiarato inammissibili i ricorsi. Per Brandonisio il ricorso è inammissibile perché la sua posizione era già stata integralmente rigettata in Cassazione e quindi non sussistevano questioni riapribili. Quanto a Dantone, la Corte ha ritenuto che la Cassazione avesse rimesso al giudice del rinvio un tema limitato: verificare se Dantone avesse effettivamente fornito un contributo economico all'acquisto. La Corte d'appello ha correttamente mantenuto il perimetro del rinvio, ha constatato l'assenza di redditi o di documentazione probatoria in capo a Dantone riferibili al periodo dell'acquisto e ha quindi respinto la richiesta di estendere il giudizio a temi coperti dal giudicato. Per tali ragioni il ricorso è stato dichiarato inammissibile, i ricorrenti condannati al pagamento delle spese e ciascuno a versare euro 3.000 alla Cassa delle ammende.
Norme richiamate
D.Lgs. 6 settembre 2011 n.159 (codice antimafia), art.24
Norma utilizzata come titolo legittimante la confisca per pericolosità qualificata; la Corte ha confermato la confisca sulla base della normativa antimafia applicata alla figura di Brandonisio
Norma richiamata per la dichiarazione di inammissibilità dei ricorsi; applicata per escludere il riesame di questioni non più riaperte dal rinvio
Riferimento utilizzato dalla difesa per sostenere l'effetto espansivo della decisione della Cassazione; la Corte ha però ritenuto che il rinvio fosse limitato al tema specifico indicato dalla Cassazione (contributo economico di Dantone)
art. 159 e ss. c.c. (comunione legale)
Richiamato nel ragionamento sulla titolarità apparente dell'immobile (50% risultante dal rogito e dal regime di comunione); la Corte ha osservato che la mera indicazione del regime di comunione non prova di per sé l'effettivo apporto economico di Dantone
art. 611 (richiamato nel testo come riferimento alla trattazione)
Riferimento processuale alla trattazione del ricorso in udienza; indicazione procedurale riportata nel dispositivo
Massime di principio
- La portata del rinvio disposta dalla Cassazione va rispettata: il giudice del rinvio deve pronunciarsi solo sulle questioni specificamente rimesse e non può riaprire in modo esteso il giudicato.
- Se la Cassazione ha rigettato integralmente il ricorso di una parte, quella posizione è ormai definita e non può essere rimesse in discussione nel procedimento di rinvio.
- Nelle misure di confisca fondate sulla pericolosità qualificata, la titolarità formale (es. quota risultante dal rogito o dal regime di comunione) non è sufficiente a dimostrare la legittimità dell'acquisto: è necessario provare l'effettivo apporto economico del soggetto cui si attribuisce la quota.
- Documentazione nuova che abbia lo scopo di travolgere aspetti già coperti dal giudicato può essere disattesa se esula dal tema effettivamente rimesso dalla Cassazione.
- Ricorsi che sollevano questioni sottratte dal rinvio o già decise comportano il rischio di inammissibilità, condanna alle spese e sanzioni per responsabilità nella proposizione del gravame.
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