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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 24297/2025 del 01/07/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza di rigetto del riesame avverso gli arresti domiciliari disposti dal GIP per detenzione ai fini di spaccio di hashish (59,5 g) e cocaina (32 g). Il ricorrente deduce: 1) mancata e insufficiente valutazione della sua condotta, ritenuta dalla difesa mera 'vedetta' o connivenza non punibile e non idonea a integrare il concorso; 2) errata esclusione della riconduzione del fatto alla 'lieve entità' ex art.73, comma 5 DPR 309/90, con richiamo alla valutazione complessiva dei quantitativi e degli indici; 3) carenza motivazionale rispetto alle esigenze cautelari e mancata considerazione di misure meno afflittive, tenuto conto della personalità e situazione dell'indagato.

La decisione

La Corte ha respinto il primo motivo (ritenuto infondato) e dichiarato il secondo inammissibile per mancata indicazione di un concreto interesse impugnatorio. Il terzo motivo è stato ritenuto fondato: la motivazione del Tribunale sul pericolo di reiterazione è risultata generica, standardizzata e non adeguatamente ancorata a dati specifici riferibili al ricorrente. Per tale ragione la Corte ha disposto il rinvio al Tribunale di Catanzaro per integrazione della motivazione sulle esigenze cautelari e sulla scelta della misura, lasciando comunque ferme le contestazioni sostanziali iniziali.

Norme richiamate

  • Codice penale, art. 110

    La partecipazione è valutata anche sulla base di comportamenti esteriori che apportano un contributo apprezzabile alla commissione del reato; la funzione di 'vedetta' può integrare il concorso.

  • Codice penale, art. 99

    Richiamato in relazione alla responsabilità penale concorrente (norma di riferimento per la fattispecie di reato in concorso).

  • Codice penale, art. 81, comma 2

    Riferimento alla continuazione/concorrente nella commissione del reato (no ulteriore specificazione nell'ordinanza).

  • D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309, art. 73, commi 1 e 4

    Contestata la detenzione ai fini di spaccio; i giudici di merito hanno ritenuto i quantitativi, la diversificazione delle sostanze, le modalità di occultamento e il bilancino elementi indiziari della finalità di spaccio.

  • D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309, art. 73, comma 5

    La difesa invocava la lieve entità; il Tribunale ha escluso tale ricaduta sulla base del quadro complessivo; la Corte ha ricordato che la riclassificazione avrebbe avuto rilievo solo se idonea a produrre un vantaggio pratico, ma la modifica normativa post 15/11/2023 ha reso meno decisivo tale profilo.

  • Codice di procedura penale, art. 273

    Richiamato rispetto al vizio di motivazione; la Corte valuta la completezza e specificità della motivazione sulle esigenze cautelari.

  • Codice di procedura penale, art. 125

    Riferimento alla decisione del giudice del riesame sulle misure cautelari e alla necessità di motivazione adeguata.

  • Codice di procedura penale, artt. 274 e 275

    Richiamati in relazione alla valutazione delle esigenze cautelari e alla scelta della misura; la Corte ha ritenuto la motivazione del Tribunale carente sotto il profilo della specificità riferibile al ricorrente.

  • Costituzione, art. 111, comma 6

    Richiamato nei motivi come garanzia di motivazione e decisione conforme ai diritti di difesa; la Corte controlla la aderenza a principi di motivazione sufficientemente specifica.

  • Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo, art. 6

    Invocata come riferimento ai diritti di giusto processo e alla necessità di motivazione e ragionevolezza delle misure restrittive.

  • Codice di procedura penale, art. 192

    Citati nel contesto delle censure sulla valutazione degli elementi probatori e della gravità indiziaria.

  • Codice di procedura penale, art. 591, comma 1, lett. a

    Richiamato per il principio dell'interesse ad impugnare: l'impugnazione deve mirare a ottenere un vantaggio pratico concreto, non una mera rettificazione teorica della qualificazione del reato.

Massime di principio

  • La figura della 'vedetta' può integrare il concorso ex art.110 c.p. se il comportamento esteriore fornisce un contributo apprezzabile (es. vigilanza, avviso di arrivo di forze di polizia).
  • La valutazione della finalità di spaccio tiene conto del complesso degli indizi: quantitativi, diversificazione delle sostanze, strumenti per il frazionamento (bilancino), modalità di occultamento e disponibilità di denaro in vario taglio.
  • Il narcotest prova la natura della sostanza ma non fornisce misura del principio attivo; tuttavia, il giudice può comunque valutare i quantitativi in combinazione con altri indici per desumere la finalità di cessione.
  • L'attrazione dell'ipotesi di 'lieve entità' richiede valutazione complessiva e concreta degli elementi; tuttavia l'interesse a impugnare la qualificazione giuridica dipende dalla concreta utilità pratica (se la diversa qualificazione inciderebbe sulle misure cautelari applicabili).
  • Le decisioni cautelari devono contenere motivazioni specifiche e personalizzate: formule generiche o frasi standardizzate sulla pericolosità o professionalità del reato sono insufficienti e possono comportare il rinvio per integrazione motivazionale.
  • Per contrastare esigenze cautelari è importante che la difesa produca elementi concreti sulla personalità, situazione soggettiva e alternative non restrittive, poiché il giudice deve motivare la scelta della misura alla luce di dati riferibili al singolo indagato.

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