Cassazione Civile, Ordinanza n. 20078/2024 del 22/07/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (pubblica amministrazione)
La controversia
La controversia riguarda la determinazione dell'indennità di espropriazione relativa a parte di un'area sita nel Comune di Uta, acquisita per la realizzazione di un nuovo istituto penitenziario. La società proprietaria aveva contestato l'indennità determinata in sede di opposizione alla stima e la Corte d'appello aveva riconosciuto un importo inferiore rispetto a quello inizialmente domandato, qualificando il suolo come non edificatorio e applicando il valore di mercato in ragione del vincolo conformativo imposto dalla variante urbanistica. Nel ricorso per cassazione la società ha dedotto: 1) la tardività dell'opposizione delle amministrazioni alla stima peritale, ai sensi degli artt. 21 e 54 d.P.R. 327/2001 e art. 29 d.lgs. 150/2011; 2) la violazione dell'art. 37 T.U. espropriazioni per non avere riconosciuto la vocazione edificatoria del fondo, sostenendo l'assenza di un vincolo assoluto di inedificabilità; 3) la mancata applicazione della maggiorazione del 10% prevista per aree edificabili; 4) la violazione dell'art. 33 T.U. espropriazioni sulla stima dell'area; 5) l'erroneità della liquidazione dell'indennità di occupazione temporanea, dipendente dall'erronea qualificazione del suolo e dal quantum dell'indennità di esproprio.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto infondato il primo motivo perché l'opposizione alla stima non era tardiva: il termine decadenziale decorre dalla notifica del decreto di esproprio o della stima, se successiva, e nel caso concreto il decreto di esproprio era sopravvenuto rispetto alla stima, sicché l'opposizione proposta prima del decreto era ammissibile e procedibile. Ha dichiarato inammissibile il secondo motivo perché sulla natura non edificatoria del terreno si era già formato giudicato interno con la sentenza non definitiva non impugnata. I motivi terzo, quarto e quinto sono stati dichiarati assorbiti, poiché tutti presupponevano la diversa qualificazione edificatoria del suolo. Conseguentemente, la società ricorrente è stata condannata alle spese e al versamento dell'ulteriore contributo unificato.
Norme richiamate
richiamato come disciplina della stima dell'indennità di espropriazione e del procedimento peritale
il termine decadenziale per proporre opposizione alla stima decorre dalla notifica del decreto di esproprio o della stima, se successiva
richiamato come disciplina applicabile ratione temporis all'opposizione alla stima
richiamato dalla ricorrente a sostegno della dedotta decadenza
art. 37 T.U. espropriazioni
richiamato in tema di determinazione dell'indennità di esproprio e di maggiorazione per aree edificabili
art. 33 T.U. espropriazioni
richiamato in tema di criteri di stima dell'area espropriata
art. 50 T.U. espropriazioni
richiamato in tema di indennità di occupazione temporanea
art. 13, comma 1-quater, d.P.R. 115/2002
richiamato per il raddoppio del contributo unificato in caso di rigetto del ricorso
Massime di principio
- In materia di opposizione alla stima dell'indennità di espropriazione, la decadenza per proporre l'opposizione decorre dalla notifica del decreto di esproprio o della stima, se successiva; la sola predisposizione o notifica della stima, senza decreto, non basta a far decorrere il termine perentorio.
- L'emissione del decreto di esproprio costituisce condizione dell'azione di determinazione dell'indennità: in difetto del decreto la domanda è improcedibile, perché solo il decreto trasforma il diritto di proprietà in diritto all'indennizzo.
- Se una sentenza non definitiva accerta con efficacia di giudicato interno la natura del bene espropriato, tale qualificazione non può essere rimessa in discussione nei successivi gradi o con il ricorso per cassazione.
- Quando il capo impugnato presuppone una qualificazione del bene già coperta da giudicato interno, i motivi che ne contestano gli effetti economici sono assorbiti o comunque non esaminabili nel merito.
- L'indennità di occupazione temporanea e gli eventuali aumenti legati alla edificabilità del suolo dipendono dalla qualificazione giuridica del bene: se il suolo è definitivamente accertato come non edificatorio, vengono meno le contestazioni fondate sulla diversa natura edificabile.
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