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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 33874/2024 del 06/09/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza di sequestro preventivo disposta in relazione a contestazioni di associazione a delinquere, indebita compensazione (art. 10‑quater d.lgs. 74/2000) e reati collegati; censure principali: errata quantificazione della soglia di punibilità per l'indebita compensazione, insufficiente fumus commissi delicti rispetto al ruolo soggettivo degli odierni ricorrenti (in particolare per la breve carica sociale di Lo Russo), violazione del principio del ne bis in idem/cumulazione con procedimenti pendenti in altre sedi, e mancata prova del periculum in mora e della necessità dell'anticipazione ablativa del sequestro.

La decisione

La Corte di Cassazione ha: 1) annullato l'ordinanza impugnata limitatamente alla posizione di Lo Russo Marta e rinviato al Tribunale del Riesame di Caltanissetta per nuovo giudizio, ritenendo fondato il motivo relativo al fumus commissi delicti con riguardo al breve periodo di carica e alla mancanza di specificazione temporale degli atti contestati; 2) dichiarato inammissibili per manifesta infondatezza gli altri ricorsi (Gerj e Peppino Di Piazza, Francesco Traina e Richard Petrucci), confermando in sostanza l'operato del Tribunale del Riesame sul sequestro per equivalente di euro 53.649,44 e rigettando le doglianze sul ne bis in idem rispetto a procedimenti pendenti in altre sedi; 3) condannato gli inammissibili al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p. e disposto, in via equitativa, l'obbligo di versare euro 3.000 ciascuno alla Cassa delle ammende (per i ricorrenti dichiarati inammissibili).

Norme richiamate

  • art. 38‑bis d.lgs. n. 81/2015

    La fattispecie contravvenzionale prevista dall'art. 38‑bis è di natura non cautelare; pertanto non idonea a formare oggetto di richiesta di misure cautelari personali nel quadro del procedimento descritto

  • art. 10‑quater d.lgs. n. 74/2000

    La soglia di punibilità per l'indebita compensazione va valutata in modo unitario e complessivo sommando i crediti inesistenti rilevanti; il profitto del reato è costituito dall'imposta evasa nella sua totalità e può costituire oggetto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente

  • art. 321 cod. proc. pen.

    Nel sequestro preventivo finalizzato alla confisca l'organo che dispone deve motivare l'urgenza dell'anticipazione ablativa (periculum in mora) e le ragioni che rendono necessario il sequestro prima della definizione del giudizio

  • art. 29, comma 2, d.lgs. n. 276/2003

    Richiamata la responsabilità solidale del committente in materia di appalto di servizi: ciò giustifica l'attenzione verso il ruolo del committente nell'accertare che il terzo appaltatore abbia effettivamente adempiuto agli obblighi tributari e contributivi

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Previsione dell'obbligo per i ricorrenti inammissibili di sostenere le spese del procedimento di cassazione

  • art. 606 cod. proc. pen., lett. E

    Limiti del ricorso per cassazione contro ordinanze cautelari: l'illogicità manifesta della motivazione è deducibile con il motivo specifico di cui all'art. 606, lett. E; in materia di sequestri la cassazione è ammessa per violazione di legge e per vizi motivazionali radicali

  • Principio giurisprudenziale delle Sezioni Unite (richiamato: Sez. Un. n. 34655/2005 e altre pronunce)

    Il divieto del ne bis in idem richiede coincidenza di regiudicanda, identità dell'ufficio del pubblico ministero e dell'ufficio giudicante che ha già deciso irrevocabilmente; per i procedimenti pendenti innanzi a uffici diversi la via da seguire è quella dei conflitti di competenza e non l'automatica applicazione del ne bis in idem

  • Sentenza Sezioni Unite n. 10561/2014 (Gubert) e successiva giurisprudenza

    Criteri e ordine di apprensione dei beni nel sequestro per equivalente: prima va accertata l'impossibilità del sequestro diretto del profitto sul soggetto giuridico e quindi valutata la responsabilità patrimoniale degli amministratori/soggetti terzi

Massime di principio

  • La valutazione della soggettività colpevole (fumus commissi delicti) di un amministratore nominato per un breve periodo richiede prove specifiche che colleghino temporaneamente quell'incarico agli atti contestati; la mera carica formale e la durata limitata non bastano a giustificare misure cautelari senza riferimento temporale alle condotte
  • In materia di indebita compensazione l'accertamento della soglia di punibilità deve essere unitario: si sommano i crediti inesistenti rilevanti e si valuta il superamento della soglia nel complesso, non impiegando una suddivisione per singola imposta
  • Il principio del ne bis in idem non si applica automaticamente a procedimenti pendenti in sedi diverse: per contestare duplicazioni occorre agire con gli strumenti dei conflitti di competenza e non evocare il ne bis in idem quando non esiste un precedente giudicato irrevocabile
  • I ricorsi per cassazione avverso ordinanze cautelari sono ammissibili principalmente per violazione di legge o vizi motivazionali radicali; doglianze di mera illogicità della motivazione devono essere formulate con il motivo specifico previsto dall'art. 606 c.p.p., lett. E
  • Per disporre il sequestro per equivalente finalizzato alla confisca è necessario motivare il concreto rischio di dispersione delle somme e l'impossibilità di sequestrare direttamente il profitto sul soggetto giuridico; la motivazione deve tener conto delle modalità elusive e del contesto temporale e territoriale dei fatti

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