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Cassazione Civile, Ordinanza n. 35942/2023 del 27/12/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (fallimento)

La controversia

La controversia nasce dalla dichiarazione di fallimento, in estensione, di una società di fatto ritenuta esistente tra una società già fallita, una società a responsabilità limitata e una persona fisica, nonché dei relativi soci illimitatamente responsabili. La Corte d'appello aveva respinto il reclamo dei soggetti che contestavano la sentenza di fallimento emessa dal tribunale. Il ricorso principale lamentava la nullità/mancanza di motivazione della decisione d'appello nella parte in cui aveva ritenuto sussistente lo stato di insolvenza della supersocietà di fatto senza un effettivo accertamento autonomo, limitandosi a traslare l'insolvenza dei singoli soci sulla società di fatto. Il ricorso incidentale sosteneva che, ai fini dell'estensione ex art. 147 l.fall., la società di fatto dovesse essere autonomamente insolvente in relazione alle proprie obbligazioni, e che nel caso concreto lo stato passivo non dimostrasse crediti riferibili alla società occulta, essendo stata la decisione fondata impropriamente sui debiti personali dei soci.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato entrambi i ricorsi. Ha ribadito che, per dichiarare il fallimento della supersocietà di fatto, occorre l'accertamento di una autonoma insolvenza della società occulta; tuttavia tale insolvenza può essere desunta anche dai debiti assunti in nome proprio dal soggetto che ha agito per conto della società occulta e dalla impossibilità di farvi fronte con mezzi normali di pagamento. Nel caso concreto, la Corte d'appello si era attenuta a tali principi, valorizzando l'esposizione debitoria della società inizialmente fallita, la situazione di sostanziale nullatenenza di uno dei soci e la complessiva debitoria risultante dallo stato passivo, ricavandone implicitamente e correttamente l'insolvenza della società di fatto. Sono state quindi confermate le spese in favore della parte fallimentare controricorrente e l'obbligo del contributo unificato aggiuntivo per entrambi i ricorrenti.

Norme richiamate

  • art. 132, comma 2, n. 4, c.p.c.

    La censura per difetto di motivazione è stata disattesa perché la sentenza impugnata conteneva una motivazione sufficiente, sia pure sintetica, sullo stato di insolvenza della società di fatto.

  • art. 360 n. 4 c.p.c.

    È stato invocato come vizio processuale per nullità della sentenza, ma il motivo è stato ritenuto infondato.

  • art. 147, commi 4 e 5, l. fall.

    Per l'estensione del fallimento ai soci occulti o alla supersocietà di fatto è necessario accertare l'esistenza della società occulta e la sua insolvenza; tuttavia, nel caso di società occulta, l'insolvenza può essere desunta dai debiti imputabili all'impresa comune già emersi nei confronti del soggetto fallito.

  • art. 5 l. fall.

    L'insolvenza consiste nell'impossibilità di far fronte regolarmente e con mezzi normali alle obbligazioni; tale criterio vale anche per la società di fatto.

  • art. 2291 c.c.

    È richiamato per affermare la responsabilità personale e illimitata dei soci verso i terzi, anche nel contesto della società occulta.

  • art. 2297, comma 2, c.c.

    I debiti assunti dal socio che agisce in nome proprio ma per conto della società occulta sono imputabili giuridicamente alla società stessa.

  • art. 2266 c.c.

    La disciplina della spendita del nome viene considerata recessiva rispetto alla responsabilità personale illimitata dei soci nella società occulta.

  • art. 1705 c.c.

    È evocato per chiarire che, nella società occulta, la responsabilità dei soci e l'imputazione dei debiti operano in deroga alla logica della rappresentanza indiretta.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115 del 2002

    È stata dichiarata la sussistenza dei presupposti per il versamento dell'ulteriore contributo unificato da parte di entrambi i ricorrenti.

  • art. 1, comma 17, l. n. 228 del 2012

    Norma richiamata per l'introduzione dell'obbligo di ulteriore contributo unificato.

  • art. 13, comma 1-bis, d.P.R. n. 115 del 2002

    È la base del contributo unificato aggiuntivo dovuto in caso di rigetto del ricorso.

Massime di principio

  • Per la dichiarazione di fallimento di una supersocietà di fatto occorre un accertamento autonomo dello stato di insolvenza della società occulta, distinto dalla mera insolvenza dei singoli soci o del soggetto già fallito.
  • L'insolvenza della società occulta può essere desunta dai debiti assunti in nome proprio dal soggetto che operava per conto dell'impresa comune, quando tali debiti siano riferibili all'attività sociale e la società non sia in grado di soddisfarli con mezzi normali.
  • Nel giudizio di estensione ex art. 147 l.fall. il debitore o i soci possono vincere la presunzione/ricostruzione indiziaria dell'insolvenza provando che le obbligazioni contestate non erano riferibili all'impresa comune oppure che la società era comunque capace di farvi fronte regolarmente.
  • La motivazione della sentenza d'appello è sufficiente se, pur sinteticamente, consente di comprendere il percorso logico seguito nell'individuare i debiti sociali e la conseguente insolvenza della società di fatto.

Come è indicizzato

MaterieLiquidazione giudizialeImpugnazioni
RamiFallimentare / Crisi d'impresaProcesso civile
IstitutiOnere della provaGiudicato

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