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Sentenza

Sentenza del 07/06/2024 n. 2114 - Corte di giustizia tributaria di secondo grado della Puglia

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

Impugnazione dell'avviso di accertamento n. TVMXXXXXXXXX/2015 (periodo d'imposta 2010) che contestava alla società costi per operazioni inesistenti per Euro 43.887,20 e indebita detrazione IVA per Euro 8.777,44 (con sanzioni), sulla base di un PVC della Guardia di Finanza che rilevava assenza di pagamenti tracciabili per fatture ricevute.

La decisione

La Corte d'appello ha rigettato l'appello dell'Agenzia delle Entrate e confermato la sentenza di primo grado che aveva annullato l'avviso di accertamento. I giudici hanno ritenuto che gli elementi probatori prodotti dall'Ufficio e dalla Guardia di Finanza non fossero gravi, precisi e concordanti al punto da dimostrare l'inesistenza delle operazioni; l'assenza di pagamenti tracciabili non è stata considerata sufficiente a dichiarare i costi indeducibili, anche in ragione della documentazione (fatture, D.D.T., registrazioni e contabilizzazioni) e della coincidenza con il reddito del fornitore. Le spese sono compensate.

Norme richiamate

  • TUIR (D.P.R. 917/1986) art. 109

    Per la competenza e la deducibilità i componenti devono essere certi e determinati; il requisito dell'inerenza richiede che il costo sia funzionale all'attività d'impresa (anche in fasi preparatorie) e collegato alla produzione di reddito.

  • D.lgs. 471/1997

    Normativa sanzionatoria richiamata dall'Ufficio per le violazioni in materia di imposte dirette e IVA; la Corte ha osservato che l'applicazione di sanzioni non può fondarsi su mere formalità senza elementi probatori idonei.

  • D.lgs. 231/2007 (antiriciclaggio)

    Limita l'uso del contante oltre determinate soglie e impone obblighi di segnalazione; la mancata avvio di procedimento sanzionatorio o comunicazione obbligatoria è stata considerata elemento che indebolisce la presunzione di irregolarità dei pagamenti in contanti.

Massime di principio

  • Onere della prova: l'Amministrazione finanziaria deve provare, con elementi gravi, precisi e concordanti, che un'operazione non sia mai stata posta in essere; mere anomalie formali o l'assenza di pagamenti tracciabili non sono di per sé sufficienti.
  • Valutazione globale degli indizi: il giudice del merito deve valutare analiticamente e sinteticamente la combinazione degli elementi noti per verificare se costituiscono una prova presuntiva valida.
  • Tracciabilità dei pagamenti: la mancanza di pagamenti tracciabili (pagamenti in contanti) non determina automaticamente l'indeducibilità dei costi; è necessario anche l'accertamento delle violazioni antiriciclaggio o altri elementi che dimostrino l'inesistenza dell'operazione.
  • Inerenza del costo: un costo è deducibile se risulta inerente all'attività d'impresa, anche quando riguarda fasi preparatorie; il contribuente può documentare l'inerenza con elementi che dimostrino il nesso diretto con la produzione di reddito.
  • Prova documentale favorevole al contribuente: l'esistenza di fatture, D.D.T., annotazioni contabili regolari e la ricaduta del ricavo nel reddito del fornitore sono elementi che rafforzano la posizione del contribuente.
  • Limiti del giudizio: il processo tributario si concentra sulle censure specifiche indicate nel ricorso di primo grado; il giudice decide nei limiti della causa petendi proposta.

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