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Ordinanza

Ordinanza n. 2079/2026 - Napoli, Sezione 4

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, a) della Disposizione Dirigenziale n. 388 del 14 maggio 2026 (prot. n. 10511/2026/0000388, notificata a mezzo PEC in data 18 maggio 2026, adottata dall'Area Urbanistica-Servizio Sportello Unico Edilizia del Comune di Napoli; b) della comunicazione dei motivi ostativi ex art. 10-bis della L. 7 agosto 1990, n. 241, notificata con nota PG/325263 del 16 marzo 2026; c) della proposta istruttoria del Responsabile del Procedimento del 30 aprile 2026, ove autonomamente lesiva, richiamata e recepita integralmente nel provvedimento sub a; d) di ogni altro atto presupposto, connesso e conseguente, ancorché non conosciuto.

Giustizia amministrativa202604007

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. IVOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: Diniego di mutamento di destinazione d’uso da ufficio a civile abitazione, connesso a una ristrutturazione edilizia eseguita senza idoneo titolo edilizio

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha impugnato la disposizione dirigenziale comunale di diniego, la comunicazione dei motivi ostativi ex art. 10-bis l. 241/1990, la proposta istruttoria e gli ulteriori atti connessi, chiedendone l’annullamento previa sospensione cautelare. Dal testo emerge che il diniego riguardava il cambio di destinazione d’uso da ufficio a civile abitazione, qualificato dall’amministrazione come intervento di ristrutturazione edilizia eseguito in assenza di idoneo titolo edilizio. Le ragioni ostative indicate dal Comune consistevano nel mancato rispetto dei requisiti minimi igienico-sanitari e abitativi: superficie utile di 23,40 mq, ritenuta insufficiente; assenza di apporto diretto di aria e luce naturale; non corrispondenza tra l’altezza del bagno indicata nell’elaborato grafico, pari a 2,40 m, e quella risultante dall’elaborato di condono, pari a 1,90 m, inferiore ai minimi richiesti. L’amministrazione rilevava inoltre la necessità di acquisire preventivamente il parere archeologico previsto dall’art. 58 della Variante generale al PRG e la carenza di documentazione, tra cui elaborati grafici dello stato pregresso legittimo e attuale, fotografie dell’immobile con indicazione dei coni ottici, riferimenti alla variazione catastale, nonché elaborati o atti di assenso relativi alla sicurezza degli impianti, al risparmio energetico, alle fonti rinnovabili e ai requisiti acustici passivi.

La decisione

Il TAR ha respinto la domanda cautelare ritenendo che il ricorso non fosse assistito dal prescritto fumus boni iuris. La valutazione è stata fondata sulle plurime e specifiche ragioni ostative risultanti sia dal diniego sia dalla comunicazione ex art. 10-bis: mancato rispetto dei requisiti minimi di superficie, aeroilluminazione e altezza dei locali, necessità del parere archeologico e incompletezza della documentazione richiesta dalla disciplina edilizia applicabile. Non è stata quindi disposta la sospensione dell’efficacia del provvedimento impugnato. Le spese della fase cautelare sono state compensate per eque ragioni.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    La domanda cautelare è stata esaminata secondo i presupposti della tutela cautelare, incluso il fumus boni iuris.

  • art. 10-bis l. 241/1990

    comunicazione dei motivi ostativi

    La comunicazione dei motivi ostativi è richiamata quale atto nel quale erano già esplicitate le ragioni ostative al mutamento di destinazione d’uso.

  • d.P.R. 380/2001

    La disciplina edilizia è richiamata con riferimento alla documentazione necessaria per l’istanza.

  • D.M. 5 luglio 1975

    È richiamato per i requisiti minimi di superficie, aeroilluminazione e altezza dei locali di abitazione.

  • art. 58 della Variante generale al PRG

    Prevede la necessità di acquisire il parere archeologico prima del rilascio del titolo o dell’assenso richiesto.

  • art. 27 del Regolamento edilizio comunale

    È richiamato quale fonte degli obblighi documentali relativi all’istanza edilizia.

  • Disposizione Dirigenziale n. 48 del 28 aprile 2004

    È richiamata, unitamente alle successive modifiche, quale fonte delle modalità e della documentazione necessarie per la presentazione dell’istanza.

  • D.M. 37/2008

    È richiamato in relazione alla documentazione e agli atti di assenso in materia di sicurezza degli impianti.

  • d.lgs. 192/2005

    È richiamato con riferimento agli adempimenti in materia di risparmio energetico.

  • D.M. 26 giugno 2009

    È richiamato nell’ambito della documentazione concernente il risparmio energetico.

  • d.lgs. 199/2021

    È richiamato in relazione allo sviluppo delle fonti rinnovabili di energia.

  • D.P.C.M. 5 dicembre 1997

    È richiamato per la documentazione relativa ai requisiti acustici passivi degli edifici.

Massime di principio

  • In sede cautelare, il fumus boni iuris è escluso quando il provvedimento edilizio impugnato si fonda su plurime ragioni ostative specifiche e documentate, concernenti sia il mancato rispetto dei requisiti sostanziali dell’intervento sia l’incompletezza della documentazione necessaria.
  • Il mutamento di destinazione d’uso da ufficio a civile abitazione può essere negato quando i locali non rispettano i requisiti minimi abitativi relativi a superficie, aeroilluminazione e altezza, risultanti dalla disciplina tecnica applicabile.
  • La carenza documentale dell’istanza edilizia costituisce una ragione autonomamente rilevante di diniego quando impedisce all’amministrazione di verificare lo stato legittimo e attuale dell’immobile e la conformità dell’intervento agli obblighi in materia di impianti, risparmio energetico, fonti rinnovabili e requisiti acustici.
  • Quando la disciplina urbanistica o edilizia richiede preventivamente un parere archeologico, la sua mancata acquisizione può impedire il rilascio dell’assenso richiesto e concorrere legittimamente al diniego.

Come è indicizzato

MaterieTitoli abilitativi ediliziQualificazione degli interventiDestinazioni d'uso e zone omogeneePartecipazione al procedimento
RamiEdiliziaUrbanistica e governo del territorioProcedimento amministrativo
IstitutiTutela cautelareDifetto di istruttoriaProporzionalità e ragionevolezza

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