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Ordinanza

Ordinanza n. 4174/2026 - Roma, Sezione 5Q

Per l'annullamento – previa tutela cautelare - del provvedimento n. 199/2026 e del provvedimento n. 195/2026, emessi dall’Ambasciata di Italia a Santo Domingo - notificati il 12/1/2026 - recanti dinieghi di visto d’ingresso per motivi di turismo.

Giustizia amministrativa202603237

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V quaterOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: Dinieghi di visto d’ingresso per motivi di turismo adottati dall’Ambasciata d’Italia a Santo Domingo

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (richiedenti visto)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente, anche quale esercente la responsabilità genitoriale sulla minore, ha impugnato i dinieghi dei visti turistici notificati il 12 gennaio 2026, deducendo l’attendibilità delle informazioni fornite sulle finalità e sulle condizioni del soggiorno in Italia. Il viaggio era destinato anche all’incontro con la madre della ricorrente, cittadina italiana, che aveva garantito ospitalità presso la propria abitazione a figlia e nipote. L’amministrazione aveva invece motivato i dinieghi ritenendo inattendibili le informazioni rese e prospettando un rischio migratorio. In sede cautelare è stata inoltre valorizzata la mancata effettuazione del colloquio consolare prima della decisione definitiva, sebbene tale colloquio non sia obbligatorio.

La decisione

Il TAR ha accolto l’istanza cautelare. Quanto al fumus boni iuris, ha ritenuto che i dinieghi fossero stati adottati senza il previo colloquio consolare, atto di fondamentale rilevanza ai sensi dell’art. 4, comma 2, del DI n. 850 dell’11 maggio 2011, che avrebbe potuto consentire di superare i dubbi sulle finalità del soggiorno. Il rischio di immigrazione illegale non risultava, allo stato degli atti, corroborato da indici univoci, essendo plausibile la finalità familiare dichiarata. Quanto al periculum in mora, il Collegio ha apprezzato il pregiudizio derivante dall’impossibilità di rivedere una stretta congiunta. Ha quindi sospeso entrambi i dinieghi e ordinato all’Ambasciata il riesame delle due posizioni entro dieci giorni dalla comunicazione dell’ordinanza, imponendo una valutazione puntuale delle argomentazioni della ricorrente e un’adeguata motivazione di eventuali circostanze ostative al rilascio dei visti. La trattazione collegiale è stata fissata per il 20 ottobre 2026; spese al definitivo.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    Disciplina la tutela cautelare; il giudice ha verificato fumus boni iuris e periculum in mora e ha sospeso gli atti impugnati ordinandone il riesame.

  • art. 4, comma 2, DI n. 850 dell’11 maggio 2011

    Il colloquio consolare, pur non obbligatorio, riveste fondamentale rilevanza nella valutazione delle domande di visto e può essere necessario per chiarire i dubbi dell’amministrazione sulle finalità del soggiorno.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 30 giugno 2003, n. 196

    È richiamato quale base per l’oscuramento delle generalità della parte interessata.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Sono richiamati, unitamente alla normativa nazionale sulla protezione dei dati personali, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata.

Massime di principio

  • Nella fase cautelare, il diniego di visto turistico può essere sospeso quando il prospettato rischio migratorio non sia corroborato da indici univoci e risulti plausibile la finalità familiare dichiarata dal richiedente.
  • Anche se non obbligatorio, il colloquio consolare può assumere fondamentale rilevanza nella valutazione della domanda di visto; la sua omissione può incidere sul fumus boni iuris quando avrebbe potuto chiarire i dubbi dell’autorità diplomatica sulle finalità del soggiorno.
  • In sede di riesame di un diniego di visto, l’autorità diplomatica deve valutare puntualmente le argomentazioni del richiedente e motivare adeguatamente le eventuali circostanze ostative al rilascio.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiorno
RamiImmigrazione e cittadinanza
IstitutiTutela cautelareDifetto di istruttoriaDifetto di motivazionePonderazione degli interessi e interesse pubblico

Testo integrale

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