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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 448/2022 del 11/01/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che ha confermato il sequestro preventivo finalizzato alla confisca di due immobili acquistati dal ricorrente (in comunione dei beni con la moglie), in relazione al reato di cui agli artt. 73 DPR 309/90: il ricorrente deduceva insufficienza del fumus commissi delicti (basato su dichiarazioni di assuntori e su sequestri contestuali), e sosteneva la lecita provenienza delle somme (retribuzioni da lavoro stagionale, mutuo, bonifici esteri e contributi familiari) nonché l'erroneo riconoscimento del nesso di pertinenzialità fra attività illecita e immobili.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per carenza di prospettazione di una violazione di legge (ex art. 325 c.p.p.). Ha ritenuto che le censure sollevate fossero in massima parte questioni di fatto non sindacabili in cassazione e che il Tribunale del riesame avesse adeguatamente motivato la sussistenza del fumus e della sproporzione patrimoniale. La motivazione del Tribunale si fondava su: sequestro di rilevante quantitativo di cocaina e di denaro contante, dichiarazioni di acquirenti, tabulati telefonici, e approfondimento economico-finanziario della Guardia di Finanza (movimenti 2007-2019 con una sperequazione quantificata in circa 200.000 euro). Conseguentemente il sequestro preventivo è stato ritenuto legittimo in vista della confisca; il ricorrente è stato condannato alle spese e al versamento di euro 3.000,00 alla Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • D.P.R. 309/1990, art. 73

    L'art. 73 riguarda il traffico di sostanze stupefacenti; il comma 7-bis è richiamato a fini di confisca allargata. La Corte richiama la presunzione di accumulazione illecita per titolari apparenti di beni connessi a reati di droga, che può capovolgere l'onere della prova sulla provenienza lecita dei beni.

  • Codice penale, art. 240-bis

    Norma sulla confisca che consente l'allargamento della confisca dei beni ritenuti pertinenti o provenienti da attività illecite; è la norma sostanziale cui il sequestro preventivo era propedeutico.

  • Codice di procedura penale, art. 325

    Stabilisce i limiti del ricorso per cassazione avverso misure cautelari reali: il gravame è ammesso solo per violazione di legge, non per censure in fatto o valutazioni di merito.

Massime di principio

  • In cassazione i ricorsi avverso misure reali sono ammessi principalmente per vizi di diritto (art. 325 c.p.p.); contestazioni di fatto o di merito sulla motivazione del giudice del merito sono, di regola, inammissibili.
  • Per i reati in materia di stupefacenti (art. 73 DPR 309/90) esiste una presunzione giurisprudenziale di accumulazione illecita: una sproporzione tra valore dei beni e redditi leciti può giustificare il sequestro preventivo in vista della confisca, invertendo l'onere probatorio circa la provenienza delle risorse.
  • Per contrastare efficacemente un sequestro preventivo mirato alla confisca è necessario offrire prove documentali solide e verificabili dell'origine lecita dei fondi (movimenti bancari chiari, contratti, atti di mutuo, donazioni tracciate) e non solo deduzioni generiche o stime di reddito; mere dichiarazioni o sporadici bonifici esteri potrebbero non essere ritenuti sufficienti.
  • Se l'azione di polizia giudiziaria ha prodotto elementi concreti (sequestro di droghe, contanti, tabulati telefonici, dichiarazioni di acquirenti) e indagini economico-finanziarie che rilevano sperequazioni significative tra uscite e redditi, la misura cautelare è spesso confermata.
  • Non possono essere valorizzate come giustificazione per la provenienza lecita risorse che costituiscono evasione o proventi illeciti sottratti al fisco; la credibilità e la tracciabilità delle fonti estere devono essere provate in modo documentale.

Testo integrale

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