Cassazione Penale, Sentenza n. 393/2022 del 11/01/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione della conferma della condanna per furto in abitazione (sottrazione di 10 euro e di un'autovettura Citroen C4, fatto commesso a Montefelcino in data anteriore o prossima al 2.12.2017). Il difensore ha dedotto vizio di motivazione e violazione di legge rispetto alla responsabilità: l'imputato aveva negato la sua presenza sul luogo e sostenuto un alibi (si trovava a Genova), non sono stati acquisiti tabulati telefonici né svolta perizia sul cellulare; mancava prova del suo ingresso nell'abitazione e del fatto che guidasse l'auto rubata; criticata anche l'attendibilità del teste Volpe. Contestata inoltre l'applicazione dell'aggravante per minorata difesa e la qualificazione della recidiva nonché il diniego delle attenuanti generiche ex art. 62-bis c.p.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto le doglianze essenzialmente di merito e insindacabili in questa sede, essendovi una "doppia conforme" con adeguata motivazione. Sulla responsabilità i giudici di merito hanno correttamente valorizzato le dichiarazioni del teste Volpe (avvistamento dell'auto rubata e della Fiat Stilo del complice, annotazione della targa, riconoscimento fotografico e in dibattimento; identificazione dell'imputato come colui sceso dalla Citroen), nonché il rintraccio successivo della Fiat Stilo con l'imputato a bordo. L'aggravante della minorata difesa � stata ritenuta integrata per l'orario serale e la posizione degli anziani vittime in locale sottostante, con denaro e chiavi lasciati nel soggiorno. Sul trattamento sanzionatorio la Corte ha legittimamente valorizzato la recidiva e i precedenti specifici, oltre al rinvenimento di arnesi da scasso nell'auto, negando le attenuanti generiche ex art. 62-bis c.p. Il ricorrente � stato condannato al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 62-bis cod. pen.
La Corte ha ritenuto che non sussistessero elementi favorevoli sufficienti per concedere l'attenuante generica prevista dall'art. 62-bis, considerando i precedenti specifici e le modalità dell'azione
Giurisprudenza della Cassazione (richiamata)
Sez. 2, n. 3560 del 14/10/2020 - dep. 2021, Rv. 280521 - 01
Richiamato il principio secondo cui l'aggravante della minorata difesa in relazione al luogo di commissione del reato va valutata in concreto quando ricorrono situazioni oggettive idonee ad abbattere o affievolire le capacità reattive della vittima
Massime di principio
- In presenza di una "doppia conforme" (condanna in primo grado e conferma in appello) la Cassazione tende a dichiarare inammissibili ricorsi che sollevano principalmente questioni di merito salvo vizi logico-giuridici evidenti.
- Il riconoscimento visivo dell'imputato da parte di un teste, se acquisito a breve distanza temporale dal fatto, annotazione della targa e successiva riscontrata presenza dell'imputato su veicolo collegabile al reato costituiscono elementi probatori concreti e rafforzano la ricostruzione accusatoria anche in assenza di accertamenti telefonici.
- L'aggravante della minorata difesa va valutata concretamente: elementi come orario serale, anzianità delle vittime e disposizione dei locali (vittime in piano sottostante) possono giustificarne l'applicazione.
- Per impugnare con successo una condanna basata su identificazioni e riscontri indiziari, la difesa deve fornire elementi di prova contraddittori robusti (es. tabulati, immagini CCTV, alibi documentato) che incidano sulla logicità della ricostruzione, non semplici rilievi di mera non acquisizione di prove.
- La valutazione delle attenuanti e della recidiva rientra nella discrezionalità del giudice di merito; per ottenere la riduzione della pena occorre che vengano messi in luce elementi personali o fattuali specifici e favorevoli rilevanti e documentati.
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