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Cassazione Civile, Ordinanza n. 18193/2023 del 26/06/2023

Giurisprudenza giuslavoristica

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (lavoratore)

La controversia

La controversia nasce dalla successione di un contratto a tempo determinato e di cinque proroghe, nell'ambito di assunzioni disposte per esigenze legate alla prevenzione dell'influenza aviaria. La lavoratrice aveva ottenuto in primo grado il riconoscimento dell'abusiva reiterazione dei contratti e un risarcimento pari a 12 mensilità, ma era stata respinta la domanda di stabilizzazione e di conversione del rapporto. In appello, la Corte territoriale aveva confermato il rigetto della stabilizzazione, ritenendo insussistente il requisito dei tre anni di servizio utile ai sensi della normativa sulla stabilizzazione del personale precario, e aveva ritenuto illegittima la reiterazione dei contratti oltre il limite di 36 mesi. Il Ministero ricorreva in cassazione deducendo violazione dell'art. 5, comma 2, L. n. 225/1992 e dell'art. 5, comma 4-bis, d.lgs. n. 368/2001: sosteneva che la prima proroga era stata legittimata da un'ordinanza di protezione civile adottata in deroga al vincolo triennale e che le successive proroghe erano state autorizzate da specifici accordi sindacali. La lavoratrice, con ricorso incidentale, denunciava violazione dell'art. 3, comma 90, L. n. 244/2007 e omesso esame di un fatto decisivo, sostenendo che la Corte d'appello non avesse attribuito rilievo allo slittamento della data di maturazione del requisito utile alla stabilizzazione al 28 settembre 2007.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso principale del Ministero e ha rigettato il ricorso incidentale della lavoratrice. Ha ritenuto infondato il motivo incidentale perché, secondo l'interpretazione consolidata della disciplina sulla stabilizzazione, la platea degli aventi diritto è cristallizzata alla data del 29 settembre 2006, poi differita al 28 settembre 2007, ma senza che assumano rilievo proroghe successive a tale data; nel caso concreto il primo contratto era stato stipulato il 6 ottobre 2006, con maturazione del triennio solo nell'ottobre 2009, quindi oltre il termine utile. Ha dichiarato inammissibile il motivo del Ministero perché non censurava in modo decisivo le rationes decidendi della sentenza impugnata: la Corte d'appello aveva fondato la decisione sul superamento del limite di 36 mesi, sulla mancanza della procedura prevista per un ulteriore contratto a termine e sulla non plausibilità della giustificazione addotta. Inoltre, la norma invocata dal Ministero era ritenuta non applicabile alla fattispecie concreta, poiché gli accordi sindacali richiamati riguardavano proroghe e non un nuovo contratto stipulato secondo la procedura legale; perciò mancava l'interesse a proporre una censura di violazione di legge. Le spese del giudizio di legittimità sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 5, comma 2, L. n. 225/1992

    le ordinanze di protezione civile non sono automaticamente derogatorie della disciplina di legge; l'eventuale deroga deve risultare espressa e, in caso di dubbio, l'ordinanza va letta come non derogatoria

  • art. 5, comma 4-bis, d.lgs. n. 368/2001

    il superamento dei 36 mesi è consentito solo con la stipula di un ulteriore contratto a termine, una sola volta, presso la direzione provinciale del lavoro e con assistenza sindacale; la norma non si applica quando i presupposti concreti mancano

  • art. 32 L. n. 183/2010

    costituisce base per la liquidazione dell'indennità risarcitoria in caso di abusiva reiterazione dei contratti a termine

  • art. 1, comma 519, L. n. 296/2006

    la stabilizzazione riguarda il personale che abbia maturato o maturi il triennio in forza di contratti stipulati anteriormente al 29 settembre 2006, senza ulteriori limiti temporali diversi da quelli connessi al dies a quo

  • art. 3, comma 90, L. n. 244/2007

    la platea degli aventi diritto alla stabilizzazione resta cristallizzata alla data indicata dalla legge, con irrilevanza di proroghe successive a tale data

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115 del 2002

    non si applica alle Amministrazioni dello Stato esonerate dal versamento materiale del contributo unificato mediante prenotazione a debito

Massime di principio

  • Nelle procedure di stabilizzazione del personale precario della P.A., il requisito temporale va verificato con riferimento alla data di cristallizzazione fissata dalla legge: sono rilevanti i contratti stipulati prima di quella data e il triennio può maturare anche successivamente, ma non assumono rilievo proroghe o rinnovi disposti oltre il termine legislativamente considerato.
  • Le ordinanze di protezione civile possono derogare alla legge solo se la deroga è espressa e inequivoca; in mancanza di una chiara previsione derogatoria, la disciplina legale ordinaria continua ad applicarsi.
  • Nel giudizio di cassazione, la censura per violazione di legge è inammissibile se la norma invocata è inapplicabile alla fattispecie concreta o se il motivo non colpisce tutte le rationes decidendi poste a base della sentenza impugnata.
  • Per superare il limite di 36 mesi nei contratti a termine, la disciplina speciale richiede il rispetto rigoroso delle condizioni procedurali previste per l'ulteriore contratto; accordi o giustificazioni diversi non possono sostituire i presupposti legali.
  • Quando la reiterazione dei contratti a termine è ritenuta abusiva e il rapporto non è convertibile per i limiti propri dei rapporti con la P.A., la tutela si sposta sul risarcimento del danno nei limiti previsti dalla normativa speciale.

Come è indicizzato

MaterieLavoro a termineImpugnazioni
RamiLavoroProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della provaNullità

Testo integrale

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