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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 47067/2022 del 13/12/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che aveva rigettato il riesame avverso il sequestro preventivo del furgone Fiat Ducato targato BX790BS disposto dal G.i.p. di Gela per il reato previsto dall'art. 256-bis, commi 1 e 2, d.lgs. n. 152/2006. Il ricorso per cassazione contestava: (1) la valutazione del fumus commissi delicti (sostegno del Tribunale che avrebbe ritenuto l'abitualità del prelievo di materiale ferroso dal luogo della discarica, nonostante la spiegazione difensiva del passaggio dovuto per tornare a casa); (2) la sussistenza del periculum in mora, posto che non sarebbe provato che l'indagato avesse mai trasportato materiale ferroso con il furgone e che il reato contestato riguarda la combustione illecita e non il trasporto; (3) la sussistenza del periculum nonostante che, nei mesi di monitoraggio, l'indagato non avesse dato luogo a iniziative incendiarie.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato con riguardo ai motivi che impugnavano la motivazione sul periculum in mora (secondo e terzo motivo) e inammissibile il primo motivo (che tentava un sindacato di merito sulla valutazione del fumus). La Corte ha richiamato la sentenza delle Sezioni Unite (Ellade, n. 36959/2021) secondo cui il provvedimento di sequestro preventivo finalizzato alla confisca deve contenere una motivazione concisa anche sul periculum in mora, esplicitando le ragioni per cui non è possibile attendere l'esito del giudizio (esigenza anticipatoria della confisca). Nel caso in esame l'ordinanza impugnata aveva indicato il solo fatto della "confisca obbligatoria" ai sensi dell'art. 256-bis comma 5 come motivo del periculum, senza confrontarsi con i principi richiesti dalle Sezioni Unite; ne è conseguita l'annullamento dell'ordinanza e il rinvio al Tribunale di Caltanissetta per riesame conforme ai principi affermati.

Norme richiamate

  • art. 256-bis d.lgs. n. 152/2006

    Norma penale ambientale che disciplina reati come l'abbandono/gestione illecita di rifiuti e prevede la confisca del mezzo quando questi è profitto o strumento del reato; nel caso fatto, la Corte ha osservato che la sola richiamata obbligatorietà della confisca non è sufficiente a giustificare il sequestro preventivo senza adeguata motivazione sul periculum in mora.

  • art. 321 cod. proc. pen.

    Norma che disciplina il sequestro preventivo; la Corte richiama l'onere motivazionale del provvedimento, in particolare quando il sequestro è finalizzato alla confisca.

  • art. 240 cod. pen.

    Regola la confisca; la sentenza richiama il rapporto tra confisca e sequestro anticipatorio e la necessità di motivare l'anticipazione degli effetti della confisca rispetto alla definizione del processo.

  • art. 606, comma 1, lett. b) ed e), cod. proc. pen.

    Rimando alle censure consentite in cassazione: il primo motivo è stato ritenuto inammissibile perché tentava un sindacato di merito sulla valutazione probatoria (fumus), mentre le censure relative a vizi di motivazione radicali o mancanti sul periculum sono state ritenute rilevanti.

  • Sez. Unite, n. 36959 del 24/6/2021 (Ellade)

    Giurisprudenza di riferimento che stabilisce il principio secondo cui il sequestro preventivo finalizzato alla confisca deve motivare il periculum in mora in relazione all'esigenza anticipatoria della misura, spiegando perché non è possibile attendere la definizione del giudizio.

  • art. 322 cod. proc. pen.

    Norma citata nel testo in relazione alla composizione del Tribunale chiamato a decidere sul riesame; contesto procedurale.

  • art. 23 d.l. 28 ottobre 2020, n. 137

    Rinvio procedurale alla previsione che consente la requisitoria scritta del Pubblico Ministero nel procedimento; qui menzionata per la requisitoria del P.G. che ha chiesto l'inammissibilità del ricorso.

Massime di principio

  • Per disporre un sequestro preventivo finalizzato alla confisca il giudice deve motivare non solo la sussistenza del fumus commissi delicti, ma anche, in modo concreto e attinente alla natura del bene, il periculum in mora: ossia perché il bene rischia di essere modificato, disperso, deteriorato, utilizzato o alienato nel tempo necessario alla definizione del processo.
  • La sola qualificazione normativa della confisca come "obbligatoria" non è di per sé sufficiente a giustificare il sequestro preventivo; bisogna dimostrare l'esigenza anticipatoria della misura rispetto all'iter processuale.
  • In cassazione i motivi che si limitano a proporre una diversa valutazione dei fatti e delle prove (sindacato di merito sul fumus) sono, di norma, inammissibili; invece i vizi di motivazione relativi al periculum possono essere sindacati quando la motivazione sia carente o irragionevole rispetto ai requisiti minimi richiesti.
  • La difesa che contesta un sequestro preventivo dovrebbe concentrarsi su elementi idonei a dimostrare l'assenza del periculum (ad es. mancata capacità di utilizzare/alienare il bene, monitoraggi che escludono condotte perniciose, soluzioni alternative quali garanzie o misure meno afflittive) e chiedere al giudice di esplicitare le ragioni dell'impossibilità di attendere la sentenza.
  • In casi analoghi, il tribunale chiamato a riesaminare deve applicare i principi delle Sezioni Unite: se la motivazione sul periculum è insufficiente, il provvedimento di sequestro va annullato e il giudice rimandato a nuova valutazione, salvo che emergano elementi idonei a giustificare l'urgenza anticipatoria della confisca.

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