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Cassazione Civile, Ordinanza n. 17695/2023 del 20/06/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (proprietari)

La controversia

La controversia riguarda due fabbricati contigui e la particella comune interposta, usata come area di accesso dalla strada pubblica ai fabbricati e ai garages. I ricorrenti avevano chiesto di accertare l’inesistenza di una servitù di passaggio pedonale e carrabile, deducendo che la servitù non fosse apparente e quindi non usucapibile, perché mancavano opere visibili e permanenti destinate al suo esercizio ai sensi dell’art. 1061 c.c.; avevano inoltre contestato la valutazione delle prove testimoniali e documentali, nonché la rilevanza della precedente vicenda possessoria. In cassazione hanno denunciato: 1) violazione dell’art. 1061 c.c. per mancato accertamento positivo dei segni visibili e delle opere permanenti idonee a rendere apparente la servitù; 2) violazione degli artt. 1158 e 1061 c.c. e vizio motivazionale ex art. 360, n. 5, c.p.c., lamentando l’omessa valutazione dell’assenza di prova dell’apparenza, la tardività dell’eccezione di usucapione e l’asserita mancata considerazione di alcune testimonianze.

La decisione

La Corte ha ritenuto infondati i motivi. Ha escluso che potesse essere esaminata in cassazione la dedotta tardività dell’eccezione di usucapione, perché non riproposta specificamente in appello. Ha poi ribadito che la valutazione delle prove e la scelta delle fonti ritenute decisive sono riservate al giudice di merito e non sono sindacabili in cassazione se la motivazione supera il minimo costituzionale. Nel merito, ha confermato che la servitù era apparente e usucapibile, valorizzando le risultanze testimoniali e la conformazione dell’area: livellamento del dislivello, pavimentazione, collegamento dalla strada pubblica al cortile e ai garages, uso ultraventennale per il transito pedonale e carrabile, nonché il precedente giudicato possessorio che aveva già tutelato il passaggio. Il ricorso è stato quindi rigettato, con condanna solidale dei ricorrenti alle spese e con atto dei presupposti per l’ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 1061 c.c.

    "Le servitù non apparenti non possono acquistarsi per usucapione o per destinazione del padre di famiglia. Non apparenti sono le servitù quando non si hanno opere visibili e permanenti destinate al loro esercizio"

    Per l’usucapione della servitù è necessario che il peso sia reso riconoscibile da opere visibili e permanenti obiettivamente destinate al suo esercizio, non bastando un mero uso di fatto o una semplice conformazione del terreno priva di segni univoci.

  • art. 1158 c.c.

    La servitù può acquistarsi per usucapione solo se posseduta per il tempo richiesto e, nel caso di servitù, soltanto se apparente.

  • art. 360, comma 1, n. 3, c.p.c.

    Il motivo consente di denunciare la violazione di legge, non una diversa ricostruzione del fatto o una rivalutazione delle prove.

  • art. 360, comma 1, n. 5, c.p.c.

    Il vizio è oggi limitato all’omesso esame di un fatto storico decisivo discusso tra le parti; non è più deducibile il mero dissenso sulla valutazione delle prove o sulla loro sufficienza.

  • art. 348-ter c.p.c.

    In presenza di doppia conforme, il vizio di cui all’art. 360, n. 5, c.p.c. è ulteriormente limitato nei termini previsti dalla norma.

  • art. 132, comma 1, n. 4, c.p.c.

    Il controllo sulla motivazione è circoscritto ai casi di motivazione mancante, apparente, perplessa o irriducibilmente contraddittoria.

  • art. 111, comma 6, Cost.

    La motivazione deve rispettare il minimo costituzionale; solo la sua assenza o radicale inidoneità integra vizio denunciabile.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115 del 2002

    In caso di rigetto del ricorso, la Corte dà atto dei presupposti per il versamento dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato.

  • art. 13, comma 1-bis, d.P.R. n. 115 del 2002

    L’ulteriore importo è pari a quello dovuto per il ricorso, se dovuto.

Massime di principio

  • La servitù di passaggio è usucapibile solo se l’apparenza risulta da opere visibili e permanenti oggettivamente destinate all’esercizio del transito; il mero uso del percorso o la semplice diversa pavimentazione non sono di per sé sufficienti.
  • Nel giudizio di cassazione non è consentita una nuova valutazione del compendio istruttorio: la scelta delle prove ritenute decisive e la ricostruzione dei fatti spettano al giudice di merito, purché la motivazione non sia mancante o apparente.
  • Il vizio ex art. 360, n. 5, c.p.c. richiede l’omesso esame di un fatto storico decisivo e discusso tra le parti; non basta dedurre l’insufficienza o la non condivisibilità della motivazione né il travisamento del materiale probatorio.
  • Le contestazioni sulla tardività di eccezioni o difese devono essere dedotte tempestivamente nei gradi di merito, altrimenti non possono essere utilmente riproposte in cassazione.
  • In presenza di una doppia conforme di merito, il controllo di legittimità sul fatto è ulteriormente ristretto e non può risolversi in una terza lettura del materiale probatorio.

Come è indicizzato

MateriePossessoImpugnazioni
RamiDiritti realiProcesso civile
IstitutiOnere della provaGiudicato

Testo integrale

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