Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 38371/2023 del 20/09/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello di Palermo (30/06/2022) che aveva confermato la condanna inflitta in primo grado, a seguito di giudizio abbreviato, per il reato di cui all'art. 73, comma 4, d.P.R. 9 ottobre 1990 n. 309 (detenzione ai fini di spaccio). L'imputato era stato trovato in flagranza il 14/10/2016 con complessivi circa 227 grammi di marijuana (suddivisi in parti occultate, tra cui all'interno degli slip, barattoli e sacchetti), 25 dosi di hashish e due bilancini di precisione; gli accertamenti tossicologici indicavano possibilità di oltre 500 dosi. Il difensore ha proposto motivi di cassazione: 1) nullità della sentenza per mancata notificazione del decreto di citazione in appello (violazione artt. 178 lett. c), 179, 127, 599 c.p.p.), 2) vizi nella ricostruzione della destinazione allo spaccio (si fa riferimento ripetuto a un altro soggetto "La Malfa", e si contesta che non si sia valutata la professione di meccanico e la certificazione del Sert che indicava stato di consumatore), 3) omissione di valutazione degli indici di cui all'art. 73 comma 5 d.P.R. 309/90 e mancata considerazione della qualità della sostanza e dell'assenza di prova di organizzazione dedita allo spaccio, 4) vizio nella valutazione della recidiva ai sensi dell'art. 99 c.p.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso e condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali. In rito, ha ritenuto improponibile l'eccezione di nullità notificatoria perché non tempestivamente dedotta nel corso del giudizio d'appello e quindi priva di effetti in questa sede (richiamata la giurisprudenza delle Sezioni Unite sul tema). Sulla sostanza, ha confermato che la Corte territoriale ha fornito motivazioni logiche e congrue: il peso complessivo e il numero di dosi ricavabili (oltre 500) costituiscono elemento preponderante che legittima la valutazione di destinazione allo spaccio, unitamente alla presenza di bilancini; ha richiamato la giurisprudenza (Sez. U. Murolo) secondo cui un indice può assumere valore assorbente nell'ambito della valutazione complessiva. Quanto alla recidiva, la Corte ha ritenuto correttamente considerati i precedenti specifici dell'imputato come indice di maggiore pericolosità. Di conseguenza il ricorso è stato dichiarato infondato.

Norme richiamate

  • art. 73 d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309

    La detenzione di ingenti quantitativi di stupefacente e il numero di dosi ricavabili possono integrare la destinazione allo spaccio; l'art. 73 comma 5 richiede la valutazione complessiva degli indici, ma uno di essi (es. il peso) può assumere valore preponderante

  • art. 99 cod. pen.

    Riferimento alla valutazione della recidiva e pericolosità; la Corte ha ritenuto che i precedenti dell'imputato giustificassero la valutazione di maggiore pericolosità

  • art. 81, comma secondo, c.p.

    Citato in relazione al trattamento sanzionatorio connesso al concorso di reati e circostanze aggravanti/attenuanti

  • artt. 178 lett. c), 179, 127, 599 c.p.p.

    Norme invocate dal ricorrente in tema di nullità e notificazioni; la Corte ha ritenuto l'eccezione inammissibile per mancata tempestiva deduzione

  • art. 157, comma 8-bis, c.p.p.

    Riferita alla notificazione presso il difensore di fiducia: le Sezioni Unite hanno stabilito che la notificazione difforme è nullità di regime intermedio sanabile se non ha impedito la conoscenza dell'atto e non dedotta tempestivamente

  • art. 184, comma 1 c.p.p.; art. 183 c.p.p.; art. 182 c.p.p.; art. 180 c.p.p.

    Richiamate dalle Sezioni Unite come mezzi di sanatoria o limiti di rilevabilità delle nullità di notificazione; la Corte le cita per motivare l'improcedibilità dell'eccezione non tempestiva

  • Sez. U., n. 19602 del 27/03/2008 (Micciullo, Rv. 239396)

    Giurisprudenza di legittimità richiamata in tema di effetto e sanabilità delle notificazioni eseguite presso il difensore quando l'imputato ha eletto domicilio altrove: il vizio è sanabile se non tempestivamente dedotto

  • Sez. U., n. 51063 del 27/09/2018 (Murolo Ciro)

    Principio per cui, nell'ambito della valutazione per il fatto di lieve entità, un indice può assumere valore assorbente nella valutazione complessiva e giustificare l'esclusione della lieve entità

Massime di principio

  • Le nullità di notifica eseguite presso il difensore quando l'imputato ha eletto domicilio altrove sono di regime intermedio e devono essere eccepite tempestivamente: se non lo sono, possono essere considerate improponibili in Cassazione.
  • In materia di detenzione di stupefacenti, il peso complessivo e il numero di dosi potenziali possono assumere valore decisivo nel ritenere la destinazione allo spaccio, anche se altri indici (qualificazione della sostanza, professione dell'imputato, certificazioni di consumo) sono favorevoli all'uso personale.
  • La presenza di strumenti per il confezionamento/peso (es. bilancini) unita a quantitativi rilevanti rafforza l'elemento indiziario della destinazione allo spaccio, pur necessitando di valutazione complessiva degli indici ex art. 73 d.P.R. 309/90.
  • In Cassazione è preclusa la rinnovazione del giudizio di merito: istanze che richiedono una rivalutazione fattuale o probatoria vengono generalmente respinte se la Corte territoriale ha motivato adeguatamente.
  • La ricorrenza della recidiva va motivata con riferimento ai precedenti dell'imputato; la semplice esistenza di precedenti può, se adeguatamente valutata, giustificare la considerazione della maggiore pericolosità.
  • Per ottenere l'esclusione della rilevanza penale per lieve entità (o per dimostrare destinazione ad uso personale) è necessario proporre elementi concreti che neutralizzino l'elemento gravante più significativo (es. ingente quantità o elevato numero di dosi potenziali).

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.