Cassazione Civile, Ordinanza n. 31848/2025 del 05/12/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (proprietari)
La controversia
La controversia nasce da rapporti tra proprietari di fondi confinanti, con opere edilizie realizzate su aree contigue e contestazioni sulla corretta linea di confine, sulla legittimità di fabbricati e manufatti, nonché su asserite servitù di passaggio. In primo grado era stato accertato, sulla base di una consulenza tecnica d'ufficio, che alcune opere erano state realizzate all'interno della proprietà degli attori, con ordine di demolizione del muro di confine e rigetto della domanda di accessione invertita per altre occupazioni, ritenute tollerate in buona fede. In appello, i convenuti in primo grado sostenevano che il confine non dovesse essere individuato secondo le mappe catastali e il frazionamento richiamato nei titoli, ma secondo un presunto accordo amichevole desumibile dalla costruzione congiunta di un fabbricato a cavallo tra le proprietà e da altri elementi fattuali; contestavano inoltre il rigetto della domanda ex art. 938 c.c. e l'accertamento dell'inesistenza di servitù di passaggio. Con il ricorso per cassazione deducevano: 1) violazione degli artt. 950 e 2697 c.c. per avere la Corte territoriale attribuito valore decisivo ai titoli e al frazionamento catastale anziché all'accordo tra le parti; 2) nullità per motivazione apparente sul mancato riconoscimento di un accordo di confine; 3) omesso esame di un fatto decisivo, cioè la dedotta individuazione grafica di una linea ideale di confine nel progetto edilizio comune; 4) omesso esame e mancata ammissione delle prove orali richieste per dimostrare l'accordo risalente al 1974; 5) nullità per motivazione apparente nella parte in cui era stata esclusa la buona fede ai fini dell'accessione invertita, lamentando una pretesa contraddittorietà tra il richiamo a una convenzione verbale e il riconoscimento di un documento sottoscritto dalle parti. La Corte di cassazione ha ritenuto infondati tutti i motivi: ha affermato che, nell'azione di regolamento di confini, il giudice deve individuare la linea divisoria sulla base degli elementi probatori più attendibili, dando rilievo primario ai titoli di acquisto e ai frazionamenti in essi richiamati, con valore sussidiario delle risultanze catastali; ha ribadito che un regolamento amichevole del confine è possibile, ma nel caso concreto non era stato provato alcun accordo idoneo a sostituire i dati dei titoli; ha escluso il vizio di motivazione apparente perché la Corte d'appello aveva esaminato le circostanze dedotte e aveva espresso una motivazione comprensibile; ha ritenuto insindacabile in sede di legittimità la valutazione di merito sulle prove e sull'ammissione dei mezzi istruttori; ha infine confermato l'esclusione della buona fede richiesta dall'art. 938 c.c., osservando che la motivazione d'appello chiariva come la consapevolezza di non avere un diritto reale sulla porzione occupata impedisse l'operatività dell'accessione invertita. Il ricorso è stato rigettato con condanna dei ricorrenti alle spese e applicazione dell'ulteriore contributo unificato.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato integralmente il ricorso, confermando la sentenza d'appello che aveva rigettato l'appello principale, accolto parzialmente l'appello incidentale e ordinato la rimozione delle opere murarie e dei manufatti realizzati all'interno della proprietà altrui, nonché l'eliminazione delle servitù di passaggio abusive. Ha inoltre confermato la statuizione di esclusione dell'accessione invertita per difetto di buona fede e ha condannato i ricorrenti alle spese del giudizio di legittimità, dando atto dell'obbligo di versare l'ulteriore contributo unificato.
Norme richiamate
Nell'azione di regolamento di confini il giudice individua la linea divisoria sulla base degli elementi di prova più attendibili; i dati catastali hanno valore sussidiario, salvo che il frazionamento richiamato nei titoli abbia valore vincolante per volontà delle parti.
La Corte richiama il principio sull'onere di allegazione e prova nella regolazione dei confini: entrambe le parti devono cooperare all'individuazione dell'esatta linea di confine mediante ogni mezzo di prova utile.
È la disposizione fondamentale in materia di distanze tra costruzioni applicabile quando non operano strumenti urbanistici approvati con efficacia tale da derogare alla disciplina codicistica.
L'accessione invertita richiede la buona fede del costruttore, intesa come ragionevole opinione di essere proprietario dell'area occupata o di avere il diritto di costruirvi; la buona fede è esclusa quando il costruttore è consapevole di non avere alcun diritto reale sulla porzione occupata.
Il riferimento all'atto o alla convenzione orale è usato per escludere che un accordo verbale possa fondare un diritto reale o dimostrare la buona fede in termini incompatibili con la forma scritta richiesta per gli atti dispositivi immobiliari.
Per l'acquisto della servitù per usucapione è necessario il requisito dell'apparenza; nel caso concreto è stata esclusa la prova di un possesso utile ultraventennale e dell'apparenza del passaggio.
art. 360, comma 1, n. 3 c.p.c.
Il vizio di violazione di legge non può essere trasformato in una nuova valutazione del merito o delle prove.
art. 360, comma 1, n. 4 c.p.c.
La motivazione è apparente solo quando non consente di percepire il fondamento della decisione; non ricorre se il ragionamento del giudice è comprensibile anche se non condiviso.
art. 360, comma 1, n. 5 c.p.c.
Non è deducibile come omesso esame la mera critica alla valutazione delle prove o all'ammissione dei mezzi istruttori, riservate al giudice di merito.
art. 13, comma 1-bis, D.P.R. n. 115 del 2002
Richiamato ai fini del contributo unificato dovuto per il ricorso.
art. 13, comma 1-quater, D.P.R. n. 115 del 2002
È dato atto della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato, in conseguenza del rigetto del ricorso.
Massime di principio
- Nel giudizio di regolamento di confini il giudice deve ricostruire la linea di separazione facendo primariamente riferimento ai titoli di acquisto e ai frazionamenti richiamati nei titoli; i dati catastali assumono funzione sussidiaria, ma possono diventare decisivi quando i titoli li recepiscano come elementi identificativi del bene.
- Un accordo amichevole di confine, quale negozio di accertamento, è idoneo a stabilizzare la linea divisoria solo se effettivamente provato; la mera edificazione congiunta o altri comportamenti concludenti non bastano, di per sé, a dimostrare un regolamento convenzionale del confine.
- Il vizio di motivazione apparente ricorre solo se la sentenza non rende percepibile il percorso logico seguito dal giudice; non è configurabile quando il giudice abbia esaminato i fatti dedotti e li abbia valutati in modo espresso, ancorché sfavorevole alla parte.
- In sede di legittimità non è consentito sollecitare una nuova valutazione del materiale istruttorio o censurare l'ammissione delle prove, trattandosi di apprezzamenti riservati al giudice di merito.
- L'accessione invertita ex art. 938 c.c. presuppone la buona fede del costruttore, intesa come ragionevole convinzione di edificare sul proprio fondo o su suolo altrui legittimamente disponibile; tale requisito è escluso quando risulti la consapevolezza dell'assenza di un diritto reale sulla porzione occupata.
- L'acquisto di una servitù per usucapione richiede la prova rigorosa del possesso utile e, per le servitù apparenti, del requisito dell'apparenza; in mancanza, la domanda deve essere respinta.
Come è indicizzato
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