Cassazione Civile, Sentenza n. 12428/2021 del 11/05/2021
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
CON.CA. proponeva arbitrato contro il Comune per risarcimento danni connessi all'attuazione di una convenzione urbanistica (PRU via Galanti): mancato inizio/completamento lavori per questioni di disponibilità suoli e variante non approvata, accertamenti di abusi edilizi e dichiarazione di decadenza dal diritto di superficie da parte del Comune; CON.CA. lamentava inoltre la mancata sottoscrizione di un nuovo schema di convenzione (con aggiornamento prezzo) e la mancata approvazione della variante e dei progetti di urbanizzazione. Il collegio arbitrale riconosceva al privato Euro 2.799.567,62 a titolo risarcitorio; il Comune impugnava per difetto di giurisdizione (quei profili sarebbero interessi legittimi non compromettibili) e per illegittima decisione su atti amministrativi (es. decadenza).
La decisione
Le Sezioni Unite hanno ritenuto il motivo parzialmente fondato: hanno stabilito principi di diritto sulla giurisdizione. In sintesi: le convenzioni urbanistiche, essendo accordi sostitutivi di provvedimento (art. 11 l. 241/1990), rientrano di regola nella giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo (art. 133 c.p.a.); tuttavia, ai sensi dell'art. 12 c.p.a., le controversie concernenti diritti soggettivi possono essere devolute all'arbitrato rituale. La Corte ha precisato che non è possibile trasformare omissioni o inadempienze dell'Amministrazione in obblighi nascosti della convenzione mediante un'integrazione legale fondata sulla buona fede (art. 1375 c.c.) quando i poteri amministrativi non sono stati esauriti nell'accordo. Di conseguenza la mancata approvazione della variante al PRU e la mancata approvazione dei progetti di urbanizzazione sono questioni di interesse legittimo devolute al giudice amministrativo e non arbitrabili: su questi punti il ricorso del Comune è accolto. Al contrario, profili attinenti all'adempimento diretto della convenzione (es. clausola risolutiva per inadempimento, valutazione fattuale degli abusi edilizi ai fini della esecuzione, e, in certe condizioni, l'inerzia a stipulare la convenzione dopo approvazione dello schema) possono dar luogo a diritti soggettivi se viene provato un "quid pluris" di comportamento della P.A. (lesione dell'affidamento incolpevole), per cui possono essere devoluti all'arbitrato. Il ricorso per cassazione è dunque accolto limitatamente alle questioni dichiarate non arbitrabili (mancata approvazione variante e progetti), mentre gli altri profili rimangono potenzialmente arbitrabili se ricorra la fattispecie di affidamento colpevolmente indotto.
Norme richiamate
legge n. 241 del 1990, art. 11
si applicano, ove non diversamente previsto, i princìpi del codice civile in materia di obbligazioni e contratti in quanto compatibili
Le convenzioni urbanistiche sono accordi sostitutivi di provvedimento; l'art. 11 consente l'applicazione dei principi del codice civile ove compatibili, ma tale compatibilità è vincolata all'esaurimento del potere amministrativo nella convenzione stessa
codice del processo amministrativo, art. 133, comma 1, lett. a) n. 2
Stabilisce la giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo per le controversie relative ad accordi sostitutivi di provvedimento (come le convenzioni urbanistiche)
codice del processo amministrativo, art. 12
Consente che controversie concernenti diritti soggettivi, pur rientranti in partenza nella giurisdizione amministrativa, siano risolte mediante arbitrato rituale di diritto
Principio di buona fede nell'esecuzione del contratto: la Corte precisa che non può essere invocato per creare obblighi a carico della P.A. rispetto a poteri amministrativi non esauriti nella convenzione, perché la norma attributiva del potere prevale e l'integrazione ex buona fede sarebbe incompatibile
legge n. 241 del 1990, art. 2-bis, comma 1
la pubblica amministrazione è tenuta "al risarcimento del danno ingiusto cagionato in conseguenza dell'inosservanza dolosa o colposa del termine di conclusione del procedimento"
Evidenzia che certe norme procedimentali possono fondare diritti soggettivi risarcitori (es. violazione del termine procedimentale) perché regolano la relazione con il privato e impongono obblighi
legge n. 241 del 1990, art. 21-quinquies e art. 21-octies
Riferimenti normativi sul potere di revoca dell'approvazione e sulle conseguenze di violazioni procedimentali: utili per distinguere esercizio del potere (azioni amministrative) da comportamento civilisticamente rilevante
Massime di principio
- Le controversie sulle convenzioni urbanistiche sono di regola di competenza del giudice amministrativo; l'arbitrato è ammesso solo per questioni che effettivamente concernono diritti soggettivi derivanti dall'esecuzione della convenzione.
- Non è ammissibile trasformare omissioni o mancati atti amministrativi in obblighi contrattuali della P.A. tramite un'integrazione legale fondata sulla buona fede (art. 1375 c.c.) quando i poteri amministrativi non sono stati esauriti nella convenzione: tali omissioni restano interesse legittimo e vanno al giudice amministrativo.
- Perché una vicenda relativa all'inerzia o all'omissione della P.A. diventi materia arbitrabile occorre provare la lesione dell'affidamento incolpevole: comportamento della P.A. che, oltre la mera inerzia, abbia indotto il privato a non esperire gli strumenti di tutela dell'interesse legittimo e abbia causato un danno patrimoniale rilevante.
- Se la controversia riguarda l'adempimento concreto degli obblighi convenzionali (es. applicazione di clausola risolutiva per inadempimento, valutazioni fattuali sullo stato dei lavori), gli arbitri possono decidere; se riguarda la legittimità di provvedimenti amministrativi o omissioni di esercizio di poteri pubblicistici, la giurisdizione è amministrativa.
- Prima di invocare il risarcimento per omissione amministrativa il privato deve, di regola, esperire gli strumenti amministrativi e giurisdizionali (istanza atipica, ricorso per silenzio) salvo che sia dimostrabile l'effettivo affidamento colpevolmente indotto dalla P.A. che abbia impedito tali iniziative.
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