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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 41240/2025 del 23/12/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato la sentenza di appello che li aveva dichiarati colpevoli per detenzione di ingenti quantitativi di hashish, marijuana e cocaina (Celini anche per detenzione e ricettazione di armi). Celini ha censurato: (a) l'applicazione dell'aggravante dell'"ingente quantità" basata su un criterio matematico riferito al principio attivo senza considerare il peso lordo e il mercato di riferimento; (b) errori nel calcolo della pena e mancato riconoscimento delle attenuanti generiche; (c) illegittima confisca del denaro rinvenuto, che avrebbe avuto origine lecita (regalie per battesimo) e non sarebbe proporzionale al reato. Ramadani ha dedotto: (a) carenza del requisito soggettivo (consapevolezza) per l'aggravante; (b) mancata e ingiustificata negazione delle attenuanti generiche.

La decisione

La Corte di legittimità ha dichiarato i ricorsi in gran parte inammissibili, eccetto il ricorso di Celini relativo al calcolo della pena, ritenuto fondato. La Corte ha confermato l'applicabilità dell'aggravante dell'ingente quantità alla luce del principio attivo complessivamente calcolato e del quadro fattuale (più specie di stupefacenti, appunti manoscritti indicanti redditività e luogo di deposito). Ha ritenuto provata la consapevolezza dei quantitativi da parte di entrambi e quindi fondato il requisito psicologico per l'aggravante. Le esclusioni delle attenuanti generiche sono state ritenute motivatamente fondate. Quanto alla confisca, la Corte ha ritenuto legittima la valutazione dei giudici di merito circa l'ingiustificata disponibilità di una somma cospicua e l'inesistenza di prova certa dell'origine lecita; il motivo sulla provenienza (regalie) è stato considerato aspecifico e non convincente. Sulla pena di Celini è stato invece riscontrato un errore di calcolo: la pena complessiva sarebbe dovuta essere anni sette e mesi quattro; applicata la riduzione di un terzo ex art. 442 c.p.p., la pena è stata rideterminata in anni quattro, mesi dieci, giorni venti di reclusione e multa di euro 21.000; la sentenza impugnata è stata annullata senza rinvio limitatamente a tale profilo. Il ricorso di Ramadani è stato dichiarato inammissibile; Ramadani condannato alle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • D.P.R. 309/1990 (Testo unico stupefacenti), art. 80, comma 2

    L'aggravante dell'"ingente quantità" è valutata con riferimento al principio attivo e alla funzione offensiva complessiva dell'attività illecita; la Corte ha richiamato la giurisprudenza delle Sezioni Unite che fissa soglie orientative per le droghe leggere

  • Sez. U, n. 36258 del 24/05/2012 (Biondi) e Sez. U, n. 14722 del 30/01/2020 (Polito)

    Giurisprudenza di legittimità che ha indicato criteri (es. rapporto con dose media, soglia per droghe leggere: 4000 volte il valore soglia) per la configurabilità dell'aggravante; la Corte le ha applicate e integrate con valutazione fattuale

  • Codice penale, art. 59, comma secondo

    Richiama il requisito psicologico per l'applicazione delle circostanze aggravanti o attenuanti: la Corte ha ritenuto che la consapevolezza (o la colpevole ignoranza) potesse essere desunta dagli elementi fattuali

  • D.P.R. 309/1990, art. 85-bis

    Richiama la disciplina sulla confisca allargata per sproporzione; la Corte ha ritenuto legittima la confisca quando la disponibilità di ingenti somme non è giustificata dal reddito dichiarato

  • Codice penale, art. 240-bis

    Norma sulla confisca per sproporzione e presunzione di illiceità del profitto in mancanza di prova contraria della provenienza lecita; applicata in combinazione con l'art. 85-bis del D.P.R. 309/1990

  • Codice di procedura penale, art. 442

    Previsione della riduzione di pena per giudizio abbreviato: la Corte ha corretto il calcolo della pena e applicato la riduzione di un terzo ex art. 442 c.p.p.

Massime di principio

  • Per l'aggravante dell'"ingente quantità" nelle sostanze stupefacenti il dato rilevante è il principio attivo e la capacità teorica di produzione di dosi, integrato dalla valutazione complessiva dell'attività (più specie di droga, appunti di redditività, luogo di deposito): non basta contestare solo il peso lordo senza confrontarsi con la motivazione di merito
  • Il requisito soggettivo (consapevolezza o colpevole ignoranza) può essere desunto dal quadro fattuale: condivisione del traffico, appunti, modalità di conservazione e ruolo nel circuito possono giustificare l'assenza di dubbio sulla consapevolezza
  • Le attenuanti generiche non sono automaticamente riconosciute per la sola assenza di precedenti o per un comportamento processuale regolare: devono essere valutate in rapporto alla gravità del fatto e al contesto operativo; valutazioni generiche del difensore non sono sufficienti in Cassazione
  • La confisca per sproporzione (art. 85-bis D.P.R. 309/90 richiamante art. 240-bis c.p.) è legittima quando la disponibilità patrimoniale risulta ingiustificata rispetto ai redditi dichiarati e non vi è prova sufficiente dell'origine lecita; dichiarazioni formali di terzi (es. invitati) possono essere ritenute inutilizzabili se non attendibili
  • Errore di calcolo della pena è vizio rettificabile in Cassazione con annullamento senza rinvio e nuova determinazione quando il computo è evidente dagli atti; va sempre verificato il corretto inserimento delle riduzioni (es. un terzo per il rito abbreviato)
  • In Cassazione i motivi vanno specificamente confrontati con la motivazione di merito: contestazioni generiche o che non affrontano la valutazione fattuale dei giudici di merito sono normalmente dichiarate inammissibili o manifestamente infondate

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