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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 41176/2025 del 23/12/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava la sentenza della Corte d'appello che, in grado di appello, aveva riqualificato il reato originariamente contestato da rapina a furto (procedibile a querela) e aveva rigettato l'istanza di "restituzione nel termine" presentata dalla difesa al fine di poter formulare un'offerta riparatoria/risarcitoria ai sensi dell'art. 162-ter c.p. Il motivo denunciava violazione di legge in relazione agli artt. 175 c.p.p. e 162-ter c.p., sostenendo che la riqualificazione in appello giustificava la concessione della restituzione del termine per perfezionare l'offerta.

La decisione

La Corte di legittimità ha rigettato il ricorso ritenendolo infondato. Ha confermato che la causa di estinzione prevista dall'art. 162-ter c.p. può trovare applicazione anche in sede di appello quando il fatto venga riqualificato in una fattispecie procedibile a querela, ma a condizione che l'offerta riparatoria o risarcitoria sia effettivamente e tempestivamente formulata, in modo che il giudice possa verificarne la congruità. La Corte ha ritenuto che la difesa non abbia formulato alcuna offerta né anteriormente né successivamente, per cui non poteva concedersi l'estinzione; perciò il ricorso è stato rigettato e il ricorrente condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 162-ter cod. pen.

    La Corte ha interpretato che la causa di estinzione prevista dall'art. 162-ter è applicabile anche in appello quando c'è riqualificazione del fatto in una fattispecie procedibile a querela, ma richiede che l'offerta riparatoria/risarcitoria sia concretamente e tempestivamente formulata per consentire al giudice di verificarne la congruità; la mera riqualificazione non determina automaticamente la concessione del termine dilatorio.

  • art. 175 cod. proc. pen.

    La norma è stata richiamata in relazione all'istituto della restituzione nel termine; dalla sentenza emerge che la restituzione nel termine non può essere concessa automaticamente in conseguenza della sola riqualificazione del reato, ma occorre una richiesta motivata e la concreta formulazione dell'offerta riparatoria perché il giudice possa valutare.

  • Sez. 4, 640 del 29/11/2023 (dep. 2024), Lucchesi Rosa, Rv. 285631

    Il precedente viene richiamato per affermare che la riqualificazione non costituisce di per sé motivo sufficiente per concedere il termine previsto dall'art. 162-ter; è necessaria la concreta proposizione dell'offerta e la verifica della sua congruità.

  • Sez. 4, n. 29160 del 05/07/2024, Spinelli, Rv. 286654

    Il precedente conferma che l'applicazione dell'art. 162-ter è possibile anche quando il reato diventa procedibile a querela in corso di giudizio, purché l'offerta sia stata formulata in tempo utile e sia verificabile dal giudice.

Massime di principio

  • La riqualificazione del fatto in grado di appello in una fattispecie procedibile a querela non comporta automaticamente la concessione del termine per proporre l'offerta riparatoria: è necessario che l'offerta sia effettivamente e tempestivamente presentata.
  • Perché l'estinzione prevista dall'art. 162-ter si realizzi, il giudice deve poter verificare la natura e la congruità dell'offerta; pertanto la mera dichiarazione di volontà non è sufficiente.
  • Se l'imputato è impossibilitato a adempiere per causa non a lui imputabile, è possibile chiedere al giudice la concessione di un termine (anche rateale) per provvedere all'adempimento; tale richiesta deve essere motivata e documentata.
  • In sede di appello occorre porre attenzione ai tempi: l'offerta riparatoria/risarcitoria va formulata tempestivamente durante il procedimento di impugnazione, non solo dopo la sentenza di appello, altrimenti la richiesta di estinzione sarà probabilmente respinta.
  • La difesa deve adottare comportamenti concreti (versamenti, proposte documentate) che permettano al giudice di valutare la congruità dell'offerta; l'inerzia processuale rende infondata la doglianza sulla mancata restituzione del termine.

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