Cassazione Penale, Sentenza n. 41179/2025 del 23/12/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso per cassazione incentrato su due motivi: (1) nullità/errata applicazione dell'art. 192, comma 2, c.p.p. e vizio di motivazione rispetto all'attribuzione al ricorrente delle violazioni urbanistiche ed edilizie (si contesta che la Corte d'appello abbia basato la responsabilità sulla sola disponibilità del vano e sulle chiavi e su una dichiarazione di un vicino, senza elementi sufficienti per attribuire la realizzazione degli abusi); (2) errata applicazione degli artt. 59 L. 689/81 e 545-bis c.p.p. e vizio di motivazione nel diniego della sostituzione della pena detentiva con la pena pecuniaria, poiché la Corte avrebbe rifiutato la sostituzione sulla base della presunta insolvenza del ricorrente senza seguire l'iter previsto dall'art. 545-bis c.p.p.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per manifesta infondatezza. Sul primo motivo ha ritenuto inammissibili le doglianze che impugnano la valutazione dei fatti e delle prove (non consentito in cassazione tentare una rivisitazione delle risultanze di merito), e ha confermato che la responsabilità del proprietario per abusi può essere desunta da indizi gravi, precisi e concordanti quali la disponibilità effettiva del locale, il possesso delle chiavi, la prossimità all'abitazione e la dichiarazione di un testimone; le valutazioni della Corte d'appello non sono manifestamente illogiche. Sul secondo motivo ha ritenuto legittimo il diniego della sostituzione della pena, poiché la Corte d'appello ha fondatamente rilevato elementi concreti di insolvenza (assenza di redditi leciti, stato detentivo, precedenti) che permettono una prognosi negativa sulla capacità di adempiere; dunque la richiesta di sostituzione poteva essere respinta. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 alla Cassa delle Ammende.
Norme richiamate
art. 44, comma 1, lett. b), D.P.R. n. 380/2001
Norma sostanziale richiamata quale fattispecie di illecito edilizio contestato; la sentenza conferma la responsabilità penale per violazioni edilizie nei termini indicati.
Ulteriore norma del Testo Unico dell'edilizia richiamata tra i titoli di reato contestati; usata per qualificare le condotte abusive.
Norma sanzionatoria richiamata nelle imputazioni per le opere abusive; integrata nella valutazione della responsabilità penale.
Richiamato dal ricorrente come norma processuale relativa all'onere della motivazione; la Corte osserva che la censura sulla valutazione degli indizi è inammissibile in cassazione se mira a rivedere fatti e prove.
art. 606, comma 1, lett. c) ed e), c.p.p.
Stabilisce i limiti dell'impugnazione in cassazione; la Corte ha ribadito che non sono ammissibili censure che in sostanza ripropongono una diversa valutazione delle risultanze probatorie e che i limiti previsti non possono essere elusi.
art. 125 e art. 546, comma 1, lett. e), c.p.p.
Richiamati a proposito dei limiti di censura sulla valutazione degli elementi indiziari e probatori; utilizzati per motivare l'inammissibilità delle doglianze che mirano a rivedere il merito istruttorio.
Norma sulla sospensione/sostituzione delle pene pecuniarie; richiamata in relazione alla possibilità di sostituire una pena detentiva con una pecuniaria, anche in presenza di condizioni economiche disagiate.
Disciplina la procedura e le condizioni per la sostituzione della pena detentiva con quella pecuniaria; la Corte ha ritenuto che la valutazione negativa sulla solvibilità, se fondata su elementi concreti, legittima il diniego della sostituzione.
Norma che prevede l'onere delle spese e altre conseguenze in caso di inammissibilità del ricorso; applicata per condannare il ricorrente alle spese e a versare una somma alla Cassa delle Ammende.
Massime di principio
- La Corte di Cassazione non è luogo per una rivalutazione dei fatti o per contestare la logica delle valutazioni probatorie dei giudici di merito, salvo che emerga una manifesta illogicità, contraddittorietà o carenza motivazionale; le doglianze che semplicemente ripropongono una diversa lettura delle prove sono inammissibili.
- La responsabilità del proprietario/possessore di un immobile per opere abusive può essere desunta da indizi gravi, precisi e concordanti, tra cui la disponibilità effettiva del vano, il possesso delle chiavi, la contiguità con l'abitazione e dichiarazioni testimoniali: tali elementi, se valutati in modo non manifestamente illogico, sono sufficienti per l'attribuzione.
- La sostituzione della pena detentiva con una pecuniaria può essere negata se, sulla base di elementi di fatto concreti, il giudice ritiene che il reo sia insolvente e vi sia una prognosi negativa circa la sua capacità di adempiere; l'assenza di fonti lecite di reddito, lo stato di detenzione e precedenti gravano sulla valutazione.
- Nel proporre impugnazioni in materia penale è preferibile concentrare i motivi su errori di diritto, violazioni procedurali formali o manifesta illogicità motivazionale, piuttosto che su dispute sulla valutazione delle prove di merito.
- Chi intende ottenere la sostituzione della pena con una pecuniaria dovrebbe documentare in modo rigoroso la propria capacità economica o l'effettivo stato di indigenza (fonti di reddito, garanzie, assenza di precedenti rilevanti) per contrastare una prognosi negativa sulla solvibilità.
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