Cassazione Penale, Sentenza n. 41178/2025 del 23/12/2025
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso per cassazione articolato in tre motivi: (1) violazione delle norme sulla rinnovazione dell'istruttoria in appello e vizio di motivazione per mancata escussione di testi a discarico (Caffaro e Formento) ritenuti inizialmente ammessi dal Tribunale ma poi considerati superflui; (2) vizio di motivazione e errata applicazione degli artt. 2 e 8 d.lgs. n. 74/2000 con riferimento alla mancata esclusione dell'elemento soggettivo (presunto errore sul fatto o assenza di conoscenza della falsità delle fatture, considerata la breve temporaneità tra assunzione carica e rilievi fiscali e l'affidamento al commercialista); (3) errata applicazione dell'art. 12-bis d.lgs. n. 74/2000 e vizio di motivazione in ordine alla confisca per equivalente, per essere stata disposta senza un accertamento motivato circa l'impossibilità di eseguire la confisca diretta sul patrimonio della società beneficiaria.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso fondato solo sul terzo motivo. Il primo motivo è stato ritenuto inammissibile per genericità (mancata dimostrazione della decisività delle prove non assunte e carenza di confronto critico con le risultanze). Il secondo motivo è stato ritenuto manifestamente infondato: la Corte d'appello aveva correttamente ricostruito il dolo (generico e specifico) sulla base di plurimi elementi (assunzione della carica, esperienza professionale, presentazione della dichiarazione quasi un anno dopo l'assunzione, presentazione di una integrativa nel 2017 con le stesse fatture, anomalità delle operazioni non contestate). Il terzo motivo è stato accolto: la confisca per equivalente nei confronti del ricorrente è stata annullata per carenza di motivazione circa l'impossibilità della confisca diretta sul patrimonio societario; la sentenza impugnata è annullata limitatamente alla confisca e rinviata per nuovo giudizio sul solo punto relativo alla confisca per equivalente. La condanna sostanziale e la dichiarazione di responsabilità sono rimaste inalterate.
Norme richiamate
art. 2 d.lgs. n. 74 del 2000
regola il reato di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti; richiede dolo (consapevolezza della fittizietà degli elementi passivi) e dolo specifico di evasione, che può essere integrato anche dal dolo eventuale
art. 8 d.lgs. n. 74 del 2000
norma collegata ai delitti tributari contestati (emissione di fatture per operazioni inesistenti); la Corte ha valutato l'elemento soggettivo alla luce della posizione di amministratore, delle attività svolte e del comportamento successivo (dichiarazioni presentate)
art. 12-bis d.lgs. n. 74 del 2000
art. 12-bis d.lgs. n. 74/2000
prevede la confisca per equivalente quando non è possibile eseguire la confisca diretta del profitto del reato; la Corte segnala che il giudice deve accertare, con valutazione sullo stato degli atti, l'impossibilità (anche transitoria) della confisca diretta prima di applicare la confisca per equivalente
art. 187 cod. proc. pen.
richiamato nel primo motivo in tema di rinnovazione dell'istruttoria e regole probatorie; la Corte ha ritenuto le censure generiche
art. 190, comma 1, cod. proc. pen.
riferimento alle modalità di ammissione delle prove testimoniali e loro valutazione; la Corte ha sottolineato la necessità di dimostrare la decisività delle prove non assunte
art. 495, commi 2 e 4, cod. proc. pen.
art. 495, commi 2 e 4 c.p.p.
norme sulla ammissione delle prove nel primo grado e sulla possibilità di considerarle superflue: la Cassazione ricorda che l'eccezione di superfluità deve essere argomentata e la mancata assunzione di prove decisive deve essere specificamente dimostrata
art. 603 cod. proc. pen.
regole sulla rinnovazione dell'istruttoria in appello; la Corte ha ritenuto che il diritto alla rinnovazione non è assoluto se non è dimostrata la decisività delle prove richieste
Massime di principio
- La confisca per equivalente (art. 12-bis d.lgs. 74/2000) è uno strumento sussidiario: il giudice deve accertare, con una valutazione motivata sullo stato degli atti, l'impossibilità di eseguire la confisca diretta sul patrimonio dell'ente prima di applicarla; non è un onere dell'imputato provare preventivamente l'esistenza di beni confiscabili nell'ente
- Per le doglianze sulla mancata rinnovazione dell'istruttoria in appello è necessario dimostrare la decisività delle prove non assunte mediante un confronto critico e specifico con le emergenze istruttorie e la motivazione della sentenza impugnata; censure generiche sono inammissibili
- Nelle ipotesi di delitti tributari relativi all'uso di fatture false, il dolo specifico di evasione può essere desunto anche dal comportamento successivo dell'amministratore (es. presentazione di dichiarazioni e integrative che mantengono i medesimi elementi passivi) e dalla sua esperienza professionale: l'omesso controllo non esclude automaticamente il dolo
- Il dolo eventuale (accettazione del rischio) è idoneo a configurare il dolo specifico richiesto per la dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture inesistenti, se emerge che l'agente ha accettato il rischio che la dichiarazione potesse portare all'evasione
- In sede di impugnazione, chi contesta violazioni procedurali o lacune istruttorie deve indicare in modo preciso quali lacune sarebbero state colmate dalle prove richieste e in che modo queste avrebbero potuto determinare esito diverso del giudizio
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