Cassazione Penale, Sentenza n. 39941/2025 del 11/12/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorso impugnava l'ordinanza che confermava la custodia cautelare in carcere per i reati di rapina aggravata (art. 628 c.p. in relazione all'art. 110 c.p.) e reati connessi. Il difensore eccepiva: 1) vizi di motivazione e violazione degli artt. 628 c.p. e 273 c.p.p., sostenendo che non risultasse formalmente contestato il reato di lesioni e che i gravi indizi fossero fondati solo sulle dichiarazioni della persona offesa, prive di riscontri esterni e non idonee a dimostrare la finalizzazione alla sottrazione; 2) mancanza del pericolo di reiterazione, che sarebbe stato motivato in modo tautologico, considerata la distanza temporale dei fatti e l'incensuratezza dell'indagato; 3) illegittimità della scelta della misura intramuraria (art. 275, commi 3 e 3-bis c.p.p.), poiché basata su una generica valutazione di "personalità violenta e inaffidabile" non ancorata a esigenze procedimentali concrete.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto i motivi generici e non concretamente confrontati col provvedimento impugnato e, in ogni caso, manifestamente infondati. I giudici hanno ritenuto congrua la valutazione di merito sulla piena attendibilità delle dichiarazioni della persona offesa, corredata da riscontro oggettivo nelle certificazioni mediche sulle lesioni. È stata inoltre ritenuta adeguatamente motivata la sussistenza del pericolo di reiterazione, desumibile sia dal contesto di violenza tra gruppi criminali ("guerra" per il controllo delle piazze di spaccio) sia dalla particolare brutalità dei fatti contestati (ripetuti pestaggi, minaccia con arma, uso di spray urticante, denudamento e filmazione della vittima, ecc.). È stata confermata la valutazione negativa sull'affidabilità dell'indagato al rispetto di eventuali prescrizioni. Conseguentemente il ricorso è stato dichiarato inammissibile; il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a una sanzione di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende; non è derivata remissione in libertà.
Norme richiamate
Rilevanza della partecipazione o concorso nella consumazione dei delitti contestati (uso in relazione alla ricostruzione delle condotte plurime).
Norma sul delitto di rapina (e sue aggravanti): la Corte ha ritenuto che gli elementi probatori raccolti dal giudice di merito siano idonei a sostenere, in sede cautelare, la sussistenza di gravi indizi in ordine alla rapina aggravata.
Riferimento alle lesioni personali come fatto connesso: la Corte ha ritenuto che le certificazioni mediche costituiscano riscontro oggettivo alle dichiarazioni della persona offesa.
Principi sulla motivazione dei provvedimenti cautelari: il ricorso è stato giudicato generico perché non ha contestato compiutamente la motivazione del provvedimento impugnato.
art. 275, commi 3 e 3-bis c.p.p.
Norme che disciplinano la scelta delle misure cautelari intramurarie; la Corte ha ritenuto che il Tribunale abbia adeguatamente motivato la scelta della custodia in carcere sulla base della gravità della condotta e della inaffidabilità dell'indagato.
Regole di sintesi dei motivi in cassazione; il ricorso è stato ritenuto generico anche rispetto a tali prescrizioni procedurali.
Richiamo alla trattazione scritta del procedimento davanti alla Corte di Cassazione (procedimento svolto per iscritto).
Base normativa per la condanna alle spese processuali e alla sanzione pecuniaria a carico del ricorrente in caso di ricorso infondato o colposo.
art. 94, comma 1-ter disp. att. c.p.p.
Regolazione della mancata immediata remissione in libertà a seguito del provvedimento di rigetto: la Corte ha disposto gli adempimenti conseguenti.
Massime di principio
- In sede di riesame e di Cassazione le valutazioni di fatto dei giudici di merito (es. attendibilità della persona offesa, riscontri medici) sono difficilmente riformabili se non viziate da errore logico-giuridico manifesto; i motivi generici e non confrontati con la motivazione non sono ammessi.
- Le dichiarazioni della persona offesa, se adeguatamente vagliate e integrate da riscontri oggettivi (certificazioni mediche, elementi descrittivi coerenti), possono costituire base sufficiente per ritenere sussistenti gravi indizi di rapina e lesioni.
- Il pericolo di reiterazione può essere desunto non solo dalla continuità temporale dei reati ma anche dalle modalità particolarmente cruente delle condotte e dal contesto criminale (es. conflitti tra gruppi), quindi anche fatti non recentissimi possono giustificare misure cautelari attuali.
- La scelta della misura intramuraria rispetto a misure alternative può essere legittima quando emergano elementi idonei a ritenere l'indagato incapace di rispettare prescrizioni o pericoloso per la comunità; qualificazioni generiche della personalità, se adeguatamente ancorate a fatti specifici, sono ammissibili.
- Per impugnare efficacemente un provvedimento cautelare in Cassazione occorre motivare con precisione i vizi contestati, evidenziando contraddizioni logiche nella motivazione o errori di diritto, altrimenti il ricorso verrà dichiarato inammissibile e il ricorrente potrà essere condannato a spese e sanzioni.
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