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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 39814/2025 del 11/12/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Le ricorrenti impugnavano l'ordinanza che aveva revocato l'ordine di demolizione solo con riferimento alla concessione in sanatoria n. 280/s del 23/11/1998 (cambio d'uso garage->locale commerciale) e aveva rigettato la revoca con riguardo alle restanti opere abusive. Contestavano la valutazione di difformità totale delle opere, deducevano violazione di legge penalepunendo l'applicazione dell'art. 23 ter DPR 380/2001 e degli artt. 2 commi 2 e 3 c.p., sostenevano la legittimità della concessione in sanatoria n. 43/s ai sensi dell'art. 13 L. 47/1985 e della L.R. Campania n. 15/2000, e lamentavano vizi di motivazione rispetto alle risultanze istruttorie e alla documentazione tecnica.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili e manifestamente infondati. Ha confermato che il decorso dei 90 giorni dall'ordine di demolizione ha comportato l'acquisizione ope legis dell'opera al patrimonio comunale ai sensi dell'art. 31 DPR 380/2001 e che, conseguentemente, il dante causa non era più legittimato a ottenere la sanatoria successiva. Ha ritenuto che questioni relative all'entità e alla qualificazione delle difformità siano di merito e non rivedibili in cassazione. Ha escluso l'applicabilità favorevole e retroattiva invocata dell'art. 23 ter DPR 380/2001 e ha rigettato le ulteriori censure, condannando le ricorrenti alle spese e al pagamento di 1.000 euro ciascuna alla Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 cod. proc. pen.

Norme richiamate

  • DPR 380/2001 (Testo Unico Edilizia), art. 31

    prevede l'ordine di demolizione e l'acquisizione al patrimonio comunale decorso il termine di 90 giorni dall'ordine; l'accertamento dell'inottemperanza costituisce titolo per l'immissione nel possesso e per la trascrizione

    l'acquisizione ope legis del manufatto al patrimonio comunale si perfeziona con il decorso dei 90 giorni e impedisce la successiva legittimazione a chiedere sanatoria per opere in totale difformitÃ

  • DPR 380/2001, art. 36

    regola la sanatoria edilizia e i termini per la presentazione della domanda

    lettura sistematica con art. 31 e correlati porta alla conclusione che non è ammessa la domanda di sanatoria dopo l'acquisizione del bene al patrimonio comunale a seguito del decorso dei 90 giorni

  • DPR 380/2001, art. 23-ter

    la Corte ha escluso l'applicazione favorevole e retroattiva della norma per modificare la situazione sostanziale nei confronti delle ricorrenti; la sua invocazione non legittima in cassazione una revisione di merito

  • L. 47/1985, art. 13

    norma per la sanatoria storica; la Cassazione ha ritenuto la deduzione circa l'applicabilità utile non provata e comunque non risolutiva quando l'opera è già acquisita al patrimonio comunale

  • Legge regionale Campania n. 15/2000

    richiamata come riferimento per procedure di sanatoria regionali ma non idonea a superare l'effetto acquisitivo derivante dall'art. 31 DPR 380/2001

  • Codice Penale, art. 2 commi 2 e 3

    invocato dalle ricorrenti per una lettura favorevole della normativa penale in caso di novità normativa; la Corte ha ritenuto che la censura è sostanzialmente una rivalutazione di merito non ammessa in cassazione

  • Codice di procedura penale, art. 616

    norma applicata per l'imposizione delle spese processuali alle ricorrenti in caso di ricorso manifestamente infondato

  • DL 69/2024 convertito in L. 105/2024

    menzionato come evento normativo recente che disciplina aspetti di demolizione, alienazione e interessi pubblici, senza peraltro mutare l'esito del caso concreto in Cassazione

Massime di principio

  • Il decorso del termine di 90 giorni dall'ordine di demolizione conforme all'art. 31 DPR 380/2001 determina l'acquisizione ope legis dell'immobile abusivo al patrimonio comunale e, di regola, preclude la successiva legittimazione a ottenere sanatoria per le opere in totale difformitÃ
  • Le questioni sull'entità delle difformità e sulla qualificazione tecnica delle opere sono questioni di merito riservate al giudice del merito e non sono rivedibili in sede di legittimità salvo errori di diritto manifesti
  • L'invocazione di norme più favorevoli introdotte successivamente (es. art. 23-ter) non consente automaticamente una rilettura favorevole retroattiva che capovolga effetti giuridici già perfezionatisi, specialmente se la deduzione è meramente assertiva
  • Per ottenere una sanatoria è necessaria la 'doppia conformitÃ': conformità alle norme urbanistiche ed edilizie vigenti al momento della realizzazione e a quelle vigenti al momento della domanda; l'assenza di autorizzazioni essenziali (es. autorizzazione sismica) può escludere la sanabilitÃ
  • L'ordine di demolizione ha natura ripristinatoria e non punitiva, non soggetto a prescrizione secondo la giurisprudenza; persiste anche dopo la morte del reo e può essere mantenuto salvo provvedimenti amministrativi incompatibili e motivati che dichiarino interesse pubblico prevalente
  • La mancata trascrizione dell'atto di acquisizione non inficia l'effetto acquisitivo ope legis; la trascrizione e l'immissione in possesso sono effetti formali che seguono l'accertamento dell'inottemperanza
  • La sospensione o revoca di un ordine di demolizione richiede un provvedimento amministrativo effettivamente incompatibile e motivato, come una delibera che dichiari prevalente interesse pubblico con specifiche motivazioni
  • Chi impugna decisioni che poggiano su fatti tecnici deve fornire elementi di fatto e prova, non solo deduzioni normative, perché le censure meramente assertive o rivalutative vengono dichiarate inammissibili

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