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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 08610/2026 del 04/03/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso la conferma, da parte della Corte d'appello di Roma, della sentenza di condanna per bancarotta fraudolenta societaria patrimoniale (per distrazione) e documentale specifica (per sottrazione). Il ricorrente contestava: 1) l'insufficiente prova del trasferimento di beni aziendali e dell'azienda (o ramo) alla Climaonline Service S.r.l., sostenendo che mancasse il trasferimento di rapporti giuridici ed economici valutabili; 2) la mancanza di prova dell'effettiva distrazione delle merci e la regolarità delle forniture alla new company; 3) l'errata valutazione delle voci di bilancio (rimanenze, immobilizzazioni immateriali, saldo attivo) e l'assenza di prova della distrazione del saldo attivo; 4) l'assenza di responsabilità per la bancarotta documentale in quanto Bianchini non era più amministratore al momento del fallimento e le scritture sarebbero state recuperate successivamente; 5) l'estinzione per prescrizione del reato di bancarotta patrimoniale, deducendo che il termine avrebbe dovuto decorrere da date anteriori (costituzione della new company o cessione quote).

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto corretta la valutazione di merito secondo cui vi fu una cessione di fatto dell'azienda e dei suoi elementi (sede, magazzino, dipendenti, merce e avviamento) dalla fallita Clima Online Impianti S.r.l. alla Climaonline Service S.r.l., anche alla luce delle testimonianze (in particolare del rappresentante di FRICLIMA e dipendenti) e del rinvenimento delle merci da parte del curatore. Ha confermato che la distrazione può emergere anche dalla mancata dimostrazione da parte dell'amministratore della destinazione dei beni. Quanto alla bancarotta documentale, la Corte ha ritenuto provato il dolo specifico in ragione dell'occultamento/tardiva produzione delle scritture e del quadro distrattivo complessivo. Sul punto della prescrizione, la Corte ha ricordato il principio per cui la consumazione del reato di bancarotta si perfeziona con la dichiarazione di fallimento e quindi il termine di prescrizione decorre da quella data; inoltre ha calcolato le varie sospensioni, ritenendo non maturata l'estinzione. Conseguentemente ha dichiarato il ricorso inammissibile, condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende. La parte civile FRICLIMA non ha ottenuto la liquidazione delle spese per la fase di legittimità in quanto non ha fornito contributo specifico nella sede camerale non partecipata.

Norme richiamate

  • art. 173 disposizioni attuative cod. proc. pen.

    art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Regola i limiti nella enunciazione dei motivi del ricorso per cassazione; il ricorso doveva essere enunciato nei limiti strettamente necessari per la motivazione

  • art. 611 cod. proc. pen.

    art. 611 cod. proc. pen., come rinnovato dal d.lgs. n. 150 del 2022

    Consente la trattazione del ricorso senza intervento delle parti in specifiche ipotesi; applicata per il trattamento del ricorso nella camera di consiglio non partecipata

  • art. 616 cod. proc. pen.

    art. 616 c.p.p., modificato dalla L. 23 giugno 2017, n. 103

    Prevede la condanna alle spese processuali per il ricorso inammissibile; applicata per condannare il ricorrente al pagamento delle spese

  • art. 158 cod. pen.

    art. 158, comma secondo, cod. pen.

    Stabilisce che il termine di prescrizione decorre dal verificarsi della condizione di punibilità; la Corte ha interpretato che per la bancarotta la decorrenza è dalla dichiarazione di fallimento

  • art. 2555 cod. civ.

    Definizione di azienda come complesso di beni organizzati per l'esercizio dell'attività; richiamato per valutare se vi sia stato trasferimento di un complesso aziendale suscettibile di integrare distrazione

Massime di principio

  • La configurabilità della bancarotta fraudolenta per distrazione richiede la sottrazione di rapporti giuridicamente ed economicamente valutabili: la semplice prosecuzione dell'attività sotto altra forma non è sufficiente, ma il trasferimento di beni, clienti, dipendenti e avviamento può integrare distrazione se comporta una diminuzione della garanzia per i creditori.
  • La prova della distrazione può ricavarsi anche dall'insieme di elementi indiziari e dalla mancata dimostrazione, da parte dell'amministratore, della destinazione dei beni sociali; la tardiva esibizione delle scritture contabili valorizza indici di fraudolenza.
  • Per la bancarotta documentale, l'omessa o irregolare tenuta delle scritture può denotare il dolo specifico quando sia collegata a condotte distrattive oggettivamente idonee a recare pregiudizio ai creditori o a favorire il fallito o terzi.
  • Il termine di prescrizione del reato di bancarotta decorre dalla dichiarazione di fallimento e non dall'eventuale antica consumazione delle singole condotte; eventuali sospensioni (ad es. astensioni difensive o sospensioni emergenziali) devono essere computate.
  • In cassazione le censure sulla mancata valutazione di prove documentali richiedono specificità: bisogna indicare l'atto processuale, l'elemento probatorio contestato, provarne la verità e spiegare come esso renda incompatibile la motivazione di merito; altrimenti il motivo è inammissibile.
  • In giudizi camerali non partecipati, la parte civile che si limiti a chiedere l'inammissibilità del ricorso senza contestare specificamente i motivi non consegue la liquidazione delle spese di legittimità.

Testo integrale

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