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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 46397/2024 del 17/12/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione avverso la sentenza della Corte d'appello di Lecce del 27/11/2023. Il ricorrente deduce violazione di legge in riferimento all'art. 163 cod. pen., sostenendo che, avendo egli riportato in passato una sola condanna, la seconda concessione della sospensione condizionale della pena avrebbe dovuto essere valutata correttamente; in secondo luogo denuncia l'eccessività del trattamento sanzionatorio.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto fondato il primo motivo: la Corte territoriale non ha fornito sufficiente motivazione prognostica rispetto alla preclusione della sospensione condizionale nonostante il precedente specifico, motivazione ritenuta meramente apparente. Inoltre, verificata l'esistenza di cause di estinzione del reato, la Cassazione ha accertato che il reato è estinto per prescrizione (calcolo della prescrizione con 525 giorni di sospensione); perciò ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata, revocato l'ordine di demolizione e di riduzione in pristino e la confisca, e ha disposto la trasmissione della pronuncia al Comune di Castrignano del Capo.

Norme richiamate

  • art. 163 cod. pen.

    La norma consente che la sospensione condizionale della pena possa essere concessa anche in presenza di una precedente pena sospesa; la Corte ha precisato che tale possibilità non è automatica: il giudice deve compiere un giudizio prognostico sulla futura astensione dal reato e motivarlo adeguatamente, soprattutto in presenza di precedenti specifici.

  • art. 133 cod. pen.

    Contiene i criteri di valutazione ai fini della sospensione e della determinazione della pena. La Corte ha ricordato che il giudice non è obbligato ad esaminare tutti gli elementi elencati, ma deve indicare quelli ritenuti prevalenti; tuttavia la mancata valorizzazione prognostica del precedente specifico rende la motivazione insufficiente.

  • art. 44, lettera c) D.P.R. 380/2001

    Individuazione del tipo di illecito edilizio contestato: la norma è richiamata per definire la qualificazione del reato attribuito al ricorrente.

  • art. 181 D. Lgs. 42/2004

    Richiamata come norma penale relativa alla tutela del patrimonio culturale (reato contestato); utilizzata per la qualificazione delle accuse, senza incidenza diretta sul vizio motivazionale censurato.

  • art. 31, comma 9, D.P.R. 380/2001

    Prevede l'ordine di demolizione dell'opera abusiva; la Corte di Cassazione ha ricordato che tale ordine presuppone una sentenza di condanna: se il reato è estinto per prescrizione la misura demolitoria non può mantenersi e va revocata.

Massime di principio

  • La presenza di un precedente penale, soprattutto se specifico, impone al giudice un giudizio prognostico più rigoroso sulla futura astensione dal reato; la mera affermazione negativa della personalità senza elementi prognostici concreti è insufficiente.
  • La possibilità di concedere una seconda sospensione condizionale della pena non è automatica: il giudice deve motivare adeguatamente la decisione valorizzando gli elementi rilevanti.
  • Se, durante il processo di impugnazione, emerge che il reato si è estinto per prescrizione, la sentenza di condanna va annullata senza rinvio e le misure accessorie (es. ordine di demolizione, riduzione in pristino, confisca) presupponenti la condanna devono essere revocate.
  • Il calcolo dei termini di prescrizione deve tener conto dei giorni di sospensione della decorrenza; una verifica d'ufficio da parte della Corte di legittimità può portare all'annullamento per estinzione del reato.
  • Quando sia stata disposta la revoca di ordini amministrativi collegati a reati (es. demolizione), occorre la comunicazione della decisione agli enti locali competenti per l'esecuzione (es. Comune interessato).

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