Cassazione Civile, Sentenza n. 20345/2023 del 14/07/2023
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Ricorso in revocazione dell'ordinanza n. 14368/2019 con cui la Corte di Cassazione aveva dichiarato improcedibile il ricorso per cassazione degli eredi Barabotti a motivo della presunta carenza della copia analogica notificata via PEC corredata da attestazione di conformità con firma autografa del difensore. I ricorrenti deducevano errore di fatto perché la documentazione in atti dimostrerebbe l'effettiva presenza, già all'epoca della decisione, della copia analogica con attestazione di conformità autografa (depositata con nota di deposito documenti ex art. 372 c.p.c. del 6/11/2018). In seguito alla revocazione, la Corte ha esaminato i motivi del ricorso per cassazione originario (cinque motivi) relativi a: legittimazione dell'associazione non riconosciuta a chiedere risarcimento per diffamazione; valore probatorio del decreto penale di condanna; esercizio del diritto di critica; quantificazione e natura del danno morale; e violazione del limite di valore contestuale alla competenza del Giudice di pace.
La decisione
La Corte ha accolto il ricorso per revocazione ritenendo che vi fosse un errore di fatto sulla mancata presenza in atti dell'attestazione di conformità autografa, poiché tale attestazione risultava effettivamente depositata (nota di deposito documenti del 6/11/2018) e presente nel fascicolo. Di conseguenza è stata revocata l'ordinanza n. 14368/2019. Esaminati i cinque motivi del ricorso per cassazione, la Corte ha dichiarato inammissibili il primo e il secondo motivo, ha rigettato il terzo e il quarto motivo e ha accolto il quinto motivo (relativo al superamento del limite di valore e alla competenza del Giudice di pace), per cui la sentenza impugnata è stata cassata soltanto sotto il profilo indicato dal quinto motivo e la causa è rinviata al giudice a quo in diversa composizione per ulteriore giudizio e regolamento delle spese.
Norme richiamate
Norma richiamata quale presupposto per la revocazione per errore di fatto; la Corte ha valutato che sussisteva errore di percezione sui fatti documentali esaminando la presenza dell'attestazione in atti.
Richiamato tra le ipotesi di revocazione per errore di fatto decisivo; applicato per rilevare che l'erronea valutazione sulla presenza dell'attestazione era decisiva per l'esito dell'ordinanza impugnata.
legge n. 53 del 1994, art. 9, commi 1-bis e 1-ter
art. 9, commi 1-bis e 1-ter, della legge n. 53 del 1994
La Corte ha interpretato la normativa sulle attestazioni di conformità per le notificazioni via PEC ritenendo necessaria, salvo ipotesi di sanatoria, l'attestazione di conformità con firma autografa del difensore sulla copia analogica depositata; qui tale requisito risultava però adempiuto e presente in atti.
Richiamato come base per l'ordine di rinnovazione della notifica del ricorso dopo che la Corte aveva ravvisato nullità della notifica originaria; i ricorrenti hanno ottemperato alla rinnovazione entro i termini.
art. 23, comma 8-bis, d.l. 28 ottobre 2020, n. 137 (conv. L. 18/12/2020, n. 176) e art. 8, comma 8, d.l. 29/12/2022, n. 198 (conv. L. 24/02/2023, n. 14)
art. 23, comma 8-bis, d.l. 28 ottobre 2020, n. 137 ... in combinato disposto con l’art. 8, comma 8, del d.l. 29 dicembre 2022, n. 198
Norme procedurali eccezionali che hanno consentito alla Corte di decidere in camera di consiglio senza trattazione orale e di procedere secondo le modalità speciali previste durante il periodo di applicazione.
art. 400, comma 1 cod. proc. civ.
Richiamato per disporre che, revocata l'ordinanza, si procede alla decisione di merito sull'originario ricorso per cassazione; qui la Corte ha effettivamente esaminato i motivi di cassazione dopo la revocazione.
art. 360 e art. 360-bis cod. proc. civ.
Norme sul giudizio di legittimità e sugli estremi di inammissibilità; la Corte ha valutato i motivi di cassazione in base ai parametri di ammissibilità e di merito previsti, dichiarando inammissibili alcuni motivi e rigettandone altri.
art. 7 c.p.c. e art. 45 legge 18/6/2009, n. 69
Richiamati in relazione alla competenza per valore; la Corte ha applicato il principio secondo cui la limitazione contenuta dall'attore sul valore della domanda radica la competenza e vincola l'importo accertabile, con conseguente nullità della pronuncia che eccede tale limite: perciò la condanna a €10.000 è stata cassata perché eccedeva il limite per il giudice di pace (all'epoca €2.500).
artt. 2043 e 2059 cod. civ.; art. 185 cod. pen.; art. 460, comma 5, cod. proc. pen.
Norme richiamate nei motivi di cassazione originari: la Corte ha ribadito principi sul risarcimento del danno non patrimoniale (anche per associazioni non riconosciute), sulla non efficacia di giudicato del decreto penale nel civile (pur potendo avere rilievo probatorio), e ha valutato tali doglianze non meritevoli d'accoglimento nel merito o inammissibili.
Massime di principio
- La notifica via PEC richiede, per evitare l'improcedibilità del ricorso in Cassazione, il deposito della copia analogica corredata dell'attestazione di conformità all'originale digitale; tale attestazione deve riportare la firma autografa del difensore salvo che non ricorrano specifiche ipotesi di sanatoria previste dalla giurisprudenza.
- Se la Corte dichiara improcedibile un ricorso per mancanza di documenti ma quegli stessi documenti risultano in effetti già presenti nel fascicolo (anche se depositati successivamente con apposite note), è ammessa la revocazione per errore di fatto ai sensi degli artt. 391-bis e 395 c.p.c.; è però necessario dimostrare che l'atto o l'attestazione fossero effettivamente nel fascicolo al momento della decisione impugnata.
- In caso di revocazione accolta per errore di fatto il giudice deve pronunciarsi anche sul merito originario ove procedibile (art. 400 c.p.c.), esaminando i motivi di cassazione residui.
- Le associazioni non riconosciute possono essere titolari di un danno non patrimoniale (ad es. alla reputazione) e ottenere risarcimento, ma il danno non patrimoniale non è in re ipsa: necessita allegazione e prova, anche tramite indizi e presunzioni, salvo principio generale sulla natura del pregiudizio.
- Il diritto di critica politica è tutelato ma richiede un fondamento fattuale minimo e continenza: giudizi di valore devono poggiare su una base fattuale ragionevole; altrimenti possono travalicare il limite della continenza e integrare responsabilità per diffamazione.
- Quando l'attore limita espressamente la domanda al valore entro la competenza del giudice adito, tale contenimento vincola il processo e la sentenza non può superare l'importo indicato; in caso contrario la pronuncia è annullabile per eccesso di potere del giudice adito.
- Per evitare rischi procedurali: al momento della notifica via PEC conservare e depositare tempestivamente copia analogica completa di relata, messaggi PEC (RAC/RdAC) e attestazioni di conformità con firma autografa; registrare sempre nelle note di deposito l'elenco completo dei documenti prodotti.
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