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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 15725/2023 del 13/04/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Due motivi: 1) Nullità della traduzione delle intercettazioni in lingua moldava per omessa indicazione delle generalità dell'interprete, con conseguente nullità generale ai sensi dell'art. 178, comma 1, lett. c), cod. proc. pen.; il ricorrente sostiene che senza l'indicazione non era possibile verificare eventuali cause di incompatibilità o ricusazione dell'interprete e che l'eccezione era stata tempestivamente sollevata in sede di riesame. 2) Violazione dell'art. 56 cod. pen.: contestazione della configurabilità del tentativo punibile per la rapina (capo 4), sostenendo che le azioni si erano limitate a sopralluoghi e che l'attuazione era sospesa in attesa del rientro di un complice da un evento futuro e incerto, quindi priva di un principio di attuazione idoneo a integrare il tentativo.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Sul primo motivo ha ritenuto infondato che l'omessa indicazione delle generalità dell'interprete renda inutilizzabili le intercettazioni o configuri nullità ai sensi dell'art. 178, comma 1, lett. c): la sanzione di inutilizzabilità è prevista tassativamente dall'art. 271 cod. proc. pen. per le ipotesi indicate e non include l'omessa indicazione prevista dall'art. 268, comma 2, né dalla disciplina dell'art. 89 disp. att. c.p.p.; pertanto i risultati delle intercettazioni tradotte restano utilizzabili. Sul secondo motivo ha confermato che il tentativo di rapina era configurabile: valutazione ex ante dell'idoneità degli atti, unicità e direzione non equivoca delle condotte; sopralluoghi, scambio di informazioni e pianificazione dimostravano che il piano criminoso era stato approntato e che mancava solo il rientro del complice, evento esterno e non impedente la configurabilità del tentativo. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 143-146 cod. proc. pen.

    Richiamati nel ricorso in relazione alla disciplina sugli interpreti; non hanno però determinato la nullità invocata dal ricorrente secondo la Corte, che ha ritenuto prevalente la tassatività della sanzione prevista dall'art. 271.

  • art. 178, comma 1, lett. c), cod. proc. pen.

    Invocato dal ricorrente per chiedere nullità generale; la Corte ha escluso che l'omessa indicazione delle generalità dell'interprete rientri nelle ipotesi di nullità di cui a questa disposizione perché non attiene all'intervento e assistenza dell'imputato.

  • art. 144 cod. proc. pen.

    Riferito dal ricorrente in tema di incompatibilità o ricusazione dell'interprete; la Corte ha ritenuto che la possibilità di ricusazione delle parti non implichi automaticamente l'inutilizzabilità delle traduzioni per l'omissione formale contestata.

  • art. 271 cod. proc. pen.

    Principio di tassatività della sanzione processuale: l'inutilizzabilità delle intercettazioni è prevista solo per le ipotesi espressamente indicate da questa norma (e relative disposizioni richiamate) e non si estende all'omessa indicazione delle generalità dell'interprete prevista dall'art. 268, comma 2.

  • art. 268 cod. proc. pen.

    Comma 2 disciplina il contenuto della trascrizione; la Corte ha ritenuto che la violazione di tale comma non determini automaticamente inutilizzabilità ai sensi dell'art. 271. Il comma 7 è richiamato come regola per il conferimento al giudice, con formalità della perizia, dell'incarico di trascrizione e traduzione.

  • art. 89 disposizioni di attuazione c.p.p.

    Norme tecniche sulla redazione del verbale di intercettazione; la Corte riafferma che la loro violazione non comporta di per sé l'inutilizzabilità dei risultati d'intercettazione secondo il principio di tassatività dell'art. 271.

  • art. 56 cod. pen.

    Norma richiamata dal ricorrente in tema di tentativo; la Corte ha applicato i principi giurisprudenziali sul tentativo (valutazione ex ante di idoneità e criterio di univocità degli atti) ricondotti alla normativa sul tentativo e alla giurisprudenza di legittimità.

  • art. 49 cod. pen.

    Richiamato in riferimento al reato impossibile per inidoneità degli atti: la Corte distingue i casi di inidoneità assoluta (rea assoluta incompatibilità dello strumento) da quelli in cui gli atti preparatori o il tentativo sono comunque idonei ex ante.

Massime di principio

  • L'omessa indicazione delle generalità dell'interprete nelle trascrizioni/intercettazioni non comporta automaticamente inutilizzabilità delle intercettazioni: la sanzione dell'inutilizzabilità è prevista tassativamente dall'art. 271 c.p.p. per ipotesi specifiche.
  • Per configurare una nullità processuale ai sensi dell'art. 178 c.p.p. occorre che l'omissione riguardi vizi che attengano direttamente all'intervento e all'assistenza dell'imputato; omissioni meramente formali nel verbale di intercettazione non sempre integrano tale nullità.
  • La valutazione della configurabilità del tentativo va fatta ex ante, valutando l'idoneità degli atti alla luce della prognosi postuma: non è necessaria la prova che il reato fosse prossimo alla consumazione, ma che gli atti fossero idonei e diretti in modo non equivoco alla consumazione.
  • Atti preparatori come sopralluoghi, scambio di informazioni e dettagliata pianificazione possono integrare il requisito dell'univocità quando rivelino la volontà definitiva di passare alla fase esecutiva; l'assenza temporanea di un complice o il rinvio per un evento futuro non esclude automaticamente il tentativo se il piano è già approntato.
  • Il principio di tassatività delle sanzioni processuali limita l'estensione delle ipotesi di inutilizzabilità delle prove: per contestare utilizzabilità di intercettazioni bisogna riferirsi alle ipotesi specifiche previste dalla legge o dimostrare un vizio che incida direttamente sui diritti di difesa dell'imputato.

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