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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 46666/2022 del 12/12/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorsi avverso la rinnovata condanna per associazione per delinquere finalizzata al contrabbando (art. 291-quater DPR 43/1973). Malesh contestava l'interpretazione probatoria delle intercettazioni e dei sequestri, la qualificazione del suo ruolo come promotore/costitutore anziché mero partecipe e il diniego delle attenuanti generiche. Solodukha deduceva carenza di motivazione specifica circa la sua partecipazione e doglieva il trattamento sanzionatorio (diniego attenuanti e sospensione condizionale), lamentando che la sentenza di primo e secondo grado non avevano adeguatamente argomentato la sua posizione.

La decisione

Per Malesh Vasiliy: ricorso dichiarato infondato. La Cassazione conferma la qualificazione del reato associativo e il ruolo di vertice di Malesh sulla base di intercettazioni, sequestri e servizi di osservazione; ritenute congrue la motivazione e la valutazione negativa delle attenuanti generiche. Condanna confermata e Malesh condannato al pagamento delle spese processuali. Per Solodukha Yuriy: ricorso ritenuto fondato. La Corte rileva motivazione sintetica e carente sulla sua posizione, con elementi probatori non adeguatamente valutati; annulla la sentenza nei suoi confronti e rinvia gli atti per nuovo giudizio ad altra sezione della Corte d'appello di Brescia.

Norme richiamate

  • art. 291-quater DPR n. 43/1973

    Norma che punisce l'associazione per delinquere finalizzata al contrabbando di tabacchi; la Corte ha ritenuto provata la struttura organizzativa, la ripartizione dei ruoli e il ruolo di vertice di alcuni imputati. Sono rilevanti le intercettazioni, i sequestri e i servizi di osservazione come elementi convergenti.

  • art. 4 legge n. 146/2006

    Circostanza aggravante richiamata in primo grado ma esclusa dalla Corte d'appello nella rideterminazione della pena.

  • art. 51, comma 3-bis, c.p.p.

    Indica i delitti per i quali il procuratore della Repubblica distrettuale ha funzioni di pubblico ministero; rilevante per la disciplina dell'interruzione della prescrizione che si applica ai reati indicati.

  • artt. 160 e 161 cod. pen.

    Regolano gli effetti degli atti interruttivi della prescrizione: per i reati richiamati dall'art. 51 c.p.p. l'interruzione comporta la nuova decorrenza del termine (potenzialmente ripetibile in presenza di atti interruttivi), con il calcolo della durata basato sul massimo della pena applicabile.

  • art. 625-ter c.p.p.

    La Corte di Cassazione ha richiamato la preclusione di talune impugnazioni quando l'imputato ha avuto conoscenza del procedimento solo in fase investigativa ma non ha adempiuto al dovere di informarsi o di comunicare il domicilio; l'imputato consapevole ha l'onere di diligenza per seguire l'iter processuale.

  • art. 169 c.p.p.; art. 420-bis c.p.p.; art. 9 comma 2 legge 67/2014; art. 604 comma 5-bis c.p.p.

    Richiamate in tema di conoscenza del procedimento e processo in absentia: la mancata comunicazione del domicilio può integrare una volontaria sottrazione alla conoscenza del procedimento, giustificando la celebrazione in contumacia e contrastando censure costituzionali.

  • art. 62-bis cod. pen.

    Criteri per la concessione delle circostanze attenuanti generiche: la Corte ha motivato il diniego con l'obiettiva gravità del fatto e la diffusione territoriale dell'attività criminale, oltre all'assenza di elementi favorevoli.

Massime di principio

  • La qualificazione di associazione per delinquere richiede valutazione complessiva di elementi convergenti (intercettazioni, sequestri, servizi di osservazione): anche periodi temporali brevi possono essere sufficienti se emergono una struttura stabile e una ripartizione di ruoli.
  • Il ruolo di promotore/costitutore può essere riconosciuto non solo a chi ha iniziato l'associazione ma anche a chi esercita posizioni di vertice e funzioni direttive nell'organizzazione.
  • Le intercettazioni telefoniche e i sequestri, se riscontrati tra loro e corroborati da attività di osservazione, possono legittimare la ricostruzione di un'organizzazione criminale; la loro interpretazione è rimessa al giudice e difficilmente sindacabile in Cassazione salvo vizi di logica o contraddittorietà.
  • La mancata e volontaria comunicazione del domicilio o il non informarsi sul procedimento può essere valutata come sottrazione volontaria alla conoscenza del processo, con conseguenze anche in termini di inammissibilità di talune impugnazioni e possibilità di celebrare il processo in absentia.
  • La motivazione giudiziale deve essere specifica e articolata per ciascuna posizione individuale: ragioni generiche o asserzioni non corroborate su un singolo imputato possono comportare annullamento e rinvio per carenza motivazionale.
  • La concessione delle attenuanti generiche richiede un bilanciamento oggettivo basato sui criteri di legge; la sola incensuratezza o breve durata della condotta non è automatica giustificazione delle attenuanti se sussiste elevata gravità o ampia diffusione dell'attività illecita.

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