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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 46663/2022 del 12/12/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Le parti civili hanno impugnato la sentenza della Corte d'appello che aveva assolto Bachetti dall'imputazione di incendio colposo. Le censure denunciano vizi di motivazione e di valutazione probatoria: secondo i ricorrenti la Corte d'appello ha errato nel leggere e nel confutare la ricostruzione del primo grado (che aveva accertato ammassamento disordinato di veicoli, mancata bonifica dei serbatoi, presenza ravvicinata di materiali infiammabili e svolgimento di attività di taglio), ha omesso di seguire un percorso logico ai fini della qualificazione del reato ex art. 423 c.p., non ha valutato adeguatamente la prevedibilità dell'evento e la reiterazione di comportamenti negligenti da parte dell'imputato, ha trascurato la prova telefonica e le deposizioni istruttorie, e infine non ha motivato la revoca delle statuizioni civili e la mancata decisione sulla provvisionale.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso delle parti civili ritenendo la motivazione della sentenza impugnata carente e inadeguata rispetto alle argomentazioni e alle evidenze probatorie emerse nel giudizio di primo grado. Ha richiamato il principio secondo cui il giudice d'appello che assolve in senso difforme rispetto alla sentenza di condanna non è obbligato a riesaminare necessariamente i testi, ma deve fornire una motivazione puntuale e razionale che giustifichi il diverso esito. Avendo la Corte territoriale omesso di confrontarsi adeguatamente con gli elementi obiettivi indicati dal Tribunale e di confutarli con argomentazioni logiche, la Cassazione ha annullato la sentenza impugnata e ha disposto il rinvio per nuovo giudizio al giudice civile competente per valore in grado di appello.

Norme richiamate

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    art. 173, comma 1, disp. att. cod. proc. pen.

    Ricezione formale del ricorso da parte delle parti civili; richiamata come riferimento procedurale per l'ammissione del gravame delle parti civili in Cassazione

  • art. 423 cod. pen.

    Riferimento alla normativa sul reato contestato (incendio colposo) in relazione alla corretta qualificazione del fatto e al percorso logico richiesto per affermare la colpevolezza

  • Giurisprudenza - Sez. U, n. 14800 del 21/12/2017

    Sez. U, n. 14800 del 21/12/2017

    Principio secondo cui il giudice d'appello che riformi in senso assolutorio una sentenza di condanna non è obbligato a rinnovare l'istruzione dibattimentale ma deve offrire una motivazione puntuale e adeguata, ricapitolando se necessario le prove decisive

Massime di principio

  • Quando la Corte d'appello assolve in modo difforme rispetto alla sentenza di condanna, non è obbligata a riesaminare tutti i testi, ma deve fornire una motivazione chiara, puntuale e razionale che spieghi il motivo del cambiamento di conclusione rispetto al primo grado
  • La mancanza di accertamento preciso dell'innesco dell'incendio non esime il giudice dal valutare e confrontare tutte le circostanze oggettive (ammassamento di materiali, mancata bonifica, vicinanza di fonti infiammabili, attività di taglio): tali elementi, se non confutati adeguatamente, possono sostenere la colpevolezza per negligenza
  • La revoca di statuizioni civili da parte della Corte d'appello richiede una motivazione specifica; l'omessa valutazione dei danni e della provvisionale civile può costituire motivo di annullamento
  • Le valutazioni probatorie basate su dati fattuali ripetuti e su condotte reiterate dell'imputato (gestione dell'attività non conforme a requisiti di sicurezza) aumentano la prevedibilità dell'evento e rafforzano l'assunto di colpa se non adeguatamente confutate
  • Le parti civili possono impugnare in Cassazione con il mezzo previsto dall'art. 173 disp. att. e ottenere l'annullamento se viene accertata insufficienza o carenza motivazionale della sentenza assolutoria

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