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Cassazione Civile, Ordinanza n. 01142/2025 del 16/01/2025

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (pubblica amministrazione)

La controversia

La controversia nasce da un avviso di accertamento per l'anno d'imposta 2015, con recupero di maggiori imposte IVA e IRAP e rettifica anche ai fini IRPEF, fondato sulla contestazione di operazioni oggettivamente inesistenti e, quindi, di costi indebitamente dedotti. I contribuenti avevano impugnato l'atto senza successo in primo e secondo grado. In cassazione hanno proposto due motivi: con il primo hanno denunciato nullità della sentenza per motivazione omessa o apparente, sostenendo che la CTR non avesse spiegato perché le fatture fossero state ritenute oggettivamente inesistenti e che avesse trascurato la documentazione prodotta (assegni, estratti conto, documenti di trasporto, tabella di concordanza e perizia di parte) per dimostrare l'effettività delle operazioni; con il secondo hanno dedotto violazione dell'art. 8, comma 2, d.l. 16/2012 e dell'art. 53 Cost., sostenendo che, pur in presenza di costi ritenuti inesistenti, dovevano essere esclusi dal reddito i ricavi direttamente correlati a tali costi, poiché documentalmente provati, e che la CTR avrebbe erroneamente preteso anche la prova della fittizietà dei componenti positivi correlati.

La decisione

La Corte ha ritenuto infondato il primo motivo, affermando che la motivazione della CTR era presente e congrua, limitandosi la parte ricorrente a non condividerla. Ha invece dichiarato inammissibile il secondo motivo per difetto di specificità ex art. 366, primo comma, nn. 3 e 6, c.p.c., poiché il ricorso non indicava puntualmente le specifiche operazioni attive direttamente correlate alle operazioni passive ritenute inesistenti e si limitava a un rinvio generico a una tabella di concordanza e alla documentazione prodotta. Il ricorso è stato dunque rigettato, con condanna dei ricorrenti alle spese del giudizio di legittimità e con atto della sussistenza dei presupposti per il raddoppio del contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 36 d.lgs. 546/1992

    La sentenza è stata censurata per asserita carenza di motivazione; la Corte ha escluso la nullità rilevando che una motivazione effettivamente esisteva ed era congrua.

  • art. 132 c.p.c.

    Invocato come parametro della nullità per motivazione omessa; la Corte ha ritenuto che non ricorresse un vizio motivazionale radicale.

  • art. 111 Cost.

    Richiamato in relazione al dovere di motivazione del provvedimento; la Corte ha ritenuto la motivazione sufficiente.

  • art. 8, commi 1 e 2, d.l. 16/2012

    Per le operazioni oggettivamente inesistenti, i componenti positivi direttamente afferenti a spese o altri componenti negativi relativi a beni o servizi non effettivamente scambiati o prestati non concorrono alla formazione del reddito, entro i limiti del costo non ammesso in deduzione; tuttavia il contribuente deve specificamente allegare e provare la diretta afferenza dei ricavi ai costi inesistenti.

  • art. 53 Cost.

    Richiamato dal ricorrente a sostegno della necessità di evitare una tassazione su ricavi effettivamente correlati a costi inesistenti; la Corte non ha accolto la censura per difetto di specificità del motivo.

  • art. 360, primo comma, n. 3 c.p.c.

    Base del motivo per violazione di legge; la censura è stata ritenuta inammissibile per carente specificità nella deduzione del fatto processuale e dei documenti rilevanti.

  • art. 360, primo comma, n. 4 c.p.c.

    Invocato per la nullità della sentenza e del vizio motivazionale; la Corte ha escluso il vizio denunciato.

  • art. 366, primo comma, nn. 3 e 6, c.p.c.

    Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché non riportava con puntualità le specifiche operazioni attive e passive rilevanti e non consentiva alla Corte di individuare il nesso di correlazione senza una ricerca esplorativa negli atti.

  • art. 378 c.p.c.

    Citato per il deposito di memoria in prossimità dell'adunanza camerale.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. 115/2002

    Richiamato per dare atto dei presupposti del versamento dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato.

  • art. 1, comma 17, l. 228/2012

    Norma richiamata quale fonte dell'obbligo di versamento dell'ulteriore contributo unificato.

  • Cass., Sez. U, 9 dicembre 2015, n. 24823

    Richiamata per il principio della prova di resistenza in tema di omesso contraddittorio endoprocedimentale.

  • Cass. 25 novembre 2020, n. 26790

    Richiamata per il principio sul riparto dell'onere probatorio in materia di operazioni oggettivamente inesistenti e recupero dei componenti positivi correlati.

Massime di principio

  • La deduzione di nullità della sentenza per motivazione apparente o omessa è infondata quando la decisione impugnata contenga una motivazione effettiva e intellegibile, ancorché non condivisa dalla parte soccombente.
  • In materia di operazioni oggettivamente inesistenti, il contribuente che invochi l'esclusione dal reddito dei ricavi direttamente afferenti ai costi indeducibili deve allegare e provare in modo specifico il nesso di diretta correlazione tra singole operazioni passive e singole operazioni attive.
  • Ai fini dell'ammissibilità del ricorso per cassazione, non è sufficiente il generico richiamo a documentazione o a tabelle di concordanza: occorre indicare puntualmente i documenti rilevanti e il loro contenuto, così da rendere verificabile il fatto decisivo senza attività esplorativa della Corte.
  • Quando si denuncia violazione di legge su un punto che richiede l'esame di una specifica sequenza fattuale, il motivo è inammissibile se non consente di individuare con precisione i fatti costitutivi della censura e il collegamento tra fatti e norma invocata.

Come è indicizzato

MaterieContenzioso tributarioAccertamento
RamiTributiProcesso civile
IstitutiOnere della prova

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