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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 11376/2024 del 19/03/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso articolato in due motivi: (1) vizio di motivazione e mancata prova della responsabilità in relazione al reato di guida in stato di ebbrezza e conseguente sinistro, in particolare per l'intervallo temporale tra incidente e accertamento del tasso alcolemico (si rileva che il test fu eseguito oltre due ore dall'incidente); (2) violazione di legge per avere la Corte d'Appello applicato d'ufficio, senza richiesta dell'imputata, la sanzione sostitutiva della pena detentiva con pena pecuniaria, in contrasto con i limiti del principio devolutivo e le regole sull'applicabilità delle sanzioni sostitutive.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il primo motivo ritenendolo infondato: grava sull'imputato l'onere di dimostrare circostanze tali da privare l'accertamento del tasso alcolemico di valenza probatoria e il solo intervallo temporale non basta; la condotta di guida (perdita di controllo e sinistro con lesioni) corroborava lo stato di ebbrezza. Il secondo motivo invece è stato accolto: la Corte d'Appello non poteva applicare d'ufficio la sanzione sostitutiva (pena pecuniaria) in assenza di specifica e motivata richiesta o devoluzione della questione, posto il principio limitativo di cui all'art. 597, comma 5, c.p.p. e l'autonomia della questione relativa alla sostituzione della pena. La sentenza impugnata viene annullata limitatamente alla sostituzione della pena detentiva con pena pecuniaria e la causa rinviata ad altra sezione della Corte d'Appello di Napoli per nuovo giudizio su quel punto; il ricorso viene rigettato nel resto.

Norme richiamate

  • d.lgs. 30 aprile 1992 n. 285, art. 186

    Norma sostanziale contestata: guida in stato di ebbrezza. La Corte ha ritenuto provata la condotta di guida in stato di ebbrezza alla luce degli elementi di fatto (sinistro autonomo e lesioni) e del tasso alcolemico accertato.

  • d.lgs. 30 aprile 1992 n. 285, art. 186-bis

    Norma relativa alle aggravanti/disciplinari collegate alla patente (richiamata nel capo di imputazione); applicata nell'ambito della qualificazione del reato.

  • codice penale, art. 131-bis

    Richiamata in relazione alla censura sul mancato riconoscimento di una causa di non punibilità; la Corte ha escluso l'applicabilità/ rilevanza ai fini della decisione per mancata prova offerta dalla difesa.

  • legge n. 689/1981, artt. 53 e ss. e art. 58

    Riferimento alla possibilità di sostituire la pena detentiva breve con pena pecuniaria (sanzioni sostitutive). La Corte sottolinea i limiti del potere di sostituzione che richiede la corretta devoluzione e richiesta.

  • codice di procedura penale, art. 597, comma 1 e comma 5

    "l'appello attribuisce al giudice di secondo grado la cognizione del procedimento limitatamente ai punti della decisione ai quali si riferiscono i motivi proposti"

    Principio devolutivo: il giudice d'appello conosce soltanto dei punti espressamente impugnati. Il comma 5 indica ipotesi tassative in cui il giudice può intervenire d'ufficio; la Corte ha ritenuto che la sostituzione della pena non rientrasse tra poteri d'ufficio ove non sia stata specificamente devoluta.

  • codice di procedura penale, art. 545-bis

    Norma introdotta dalla riforma (cd. Riforma Cartabia) che disciplina il subprocedimento per la sostituzione delle pene detentive brevi; la Corte osserva che la sua applicazione non abolisce il principio devolutivo e non autorizza il giudice di appello ad applicare d'ufficio la sanzione sostitutiva quando la questione non sia stata devoluta.

Massime di principio

  • L'intervallo temporale tra la guida e l'accertamento del tasso alcolemico, di per sé, non solleva l'imputato dall'onere probatorio: spetta all'imputato dimostrare circostanze concrete che rendano inattendibile l'accertamento (es. evidenze che attestino l'assunzione di alcolici dopo la guida).
  • La condotta di guida che si risolve in perdita di controllo e sinistro con lesioni costituisce elemento probatorio rilevante a sostegno della responsabilità per guida in stato di ebbrezza.
  • Il giudice d'appello non può applicare d'ufficio le sanzioni sostitutive delle pene detentive brevi se la questione non è stata specificamente devoluta dall'appello: il potere di sostituzione richiede una richiesta specifica e motivata, salvo i casi tassativamente indicati dall'art. 597, comma 5, c.p.p.
  • Per evitare l'illegittimità della sostituzione della pena in appello, la difesa deve prospettare espressamente la domanda di sostituzione nel motivo di gravame o, ove possibile, tramite i motivi nuovi ex art. 585, comma 4, c.p.p., oppure formularla tempestivamente in udienza secondo le modalità ammesse dalla giurisprudenza (tenendo conto dei limiti del principio devolutivo).
  • In caso di applicazione indebita d'ufficio della sanzione sostitutiva, la Corte di Cassazione annulla la statuizione relativa alla sostituzione e dispone il rinvio ad altra sezione del giudice d'appello per nuovo esame della questione.

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