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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 26899/2024 del 08/07/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione del decreto della Corte d'appello di Milano del 13/06/2023 che, in parziale riforma del provvedimento del Tribunale di Milano, aveva: annullato la confisca e revocato il sequestro di alcune autovetture intestate ad Autoport S.A.M.; confermato la misura personale della sorveglianza speciale nei confronti di Vincenzo Scandurra; disposto la confisca ex art. 24 d.lgs. n.159/2011 di numerosi beni immobili intestati a società e a terzi (S.C.I. Legendario, RR Cars, Medicea s.r.l., Immobiliare Bellavista, C.S.C. s.r.l.) e a Svetlana Prokofyeva, nonché di beni mobili e saldi bancari. I ricorrenti hanno denunciato, tra l'altro: vizio di motivazione sulla pericolosità sociale e sulla perimetrazione cronologica dei fatti (contestando l'utilizzo di accertamenti posteriori al 2004); erronea applicazione della normativa antimafia (artt. 1 lett. b, 18, 24 CAM) e delle condizioni per la confisca di prevenzione; contestazione della fittizietà della residenza fiscale nel Principato di Monaco; mancata prova della illiceità della provvista usata per acquisti; insufficiente valutazione della buona fede dell'acquirente delle quote della S.C.I. Legendario; carenza di legittimazione ad agire di alcune società terze e di prove sulla disponibilità effettiva dei beni a favore del proposto.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili entrambi i ricorsi per manifesta infondatezza e per carenze tipiche del sindacato di legittimità sui provvedimenti di prevenzione. Il Collegio ha ritenuto che i motivi dedotti fossero, in massima parte, contestazioni di merito o generiche denunce di vizio motivazionale non adeguatamente specificate ai fini di cassazione. La Corte ha confermato i principi che giustificano la confisca di prevenzione (soprattutto in presenza di sistematiche condotte evasive e di sproporzione tra redditi dichiarati e investimenti) e ha richiamato l'autonomia del procedimento di prevenzione rispetto al processo penale (per cui assoluzioni non vincolano automaticamente il giudizio di pericolosità). Conseguentemente, resta in vigore il decreto della Corte d'appello (con le statuizioni di conferma della confisca e delle altre misure così come decise dalla Corte d'appello), mentre le impugnazioni dei ricorrenti sono respinte per inammissibilità.

Norme richiamate

  • d.lgs. n. 159 del 2011 (codice antimafia)

    art. 1, lett. b; art. 18; art. 19; art. 20; art. 24

    La Corte conferma l'applicabilità della disciplina della confisca di prevenzione per la 'pericolosità generica' quando emergono reati produttivi di reddito e una sproporzione rilevante tra redditi dichiarati e patrimonio; interpreta gli artt. come base legale per la confisca anche quando parte del patrimonio è formalmente intestato a terzi

  • D.P.R. n. 917 del 1986 (TUIR)

    Richiamato nel dibattito sulla effettività della residenza fiscale nel Principato di Monaco; la Corte ritiene legittimo valutare autonomamente elementi di fatto per escludere la reale residenza estera

  • d.l. n. 92 del 2008 (conv. legge 2008)

    art. 11-ter (abrogazione art.14 I. n.55/1990)

    La modifica normativa è ritenuta applicabile; la Corte conferma che l'abrogazione ha ampliato la portata della disciplina antimafia applicabile alla pericolosità generica

  • legge n. 55 del 1990

    art. 14 (richiamata nel discorso storico)

    La Corte valuta che l'abrogazione dell'art.14 non impedisce l'applicazione delle norme più favorevoli o successive in materia di misure di prevenzione patrimoniali

  • cod. proc. pen.

    art. 111 Cost.; art.125; art.173 disp. att.; art.616 cod. proc. pen. (richiami procedurali)

    Usati per delimitare i poteri della Cassazione in materia di misure di prevenzione (sindacato limitato a violazioni di legge e motivazione inesistente o meramente apparente) e per effetti procedurali della declaratoria di inammissibilità

  • cod. civile

    Richiamato rispetto all'eccezione della Autoport S.A.M. circa responsabilità di gruppo; la Corte ritiene l'interesse ad agire in cassazione non fondato se non è diretto alla restituzione immediata del bene

  • Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo (CEDU)

    art. 7 CEDU (menzionata nella doglianza)

    Citata dai ricorrenti per censure di prevedibilità e proporzionalità; la Corte richiama però giurisprudenza costituzionale e di legittimità che legittima l'applicazione retrospettiva della disciplina di prevenzione in relazione alla sua natura di misura atipica

Massime di principio

  • In materia di misure di prevenzione la Cassazione esercita un sindacato limitato: ammette ricorso solo per violazione di legge o per motivazione inesistente/meramente apparente, non per rivalutazione di merito.
  • La confisca di prevenzione può essere disposta anche quando il patrimonio è formalmente intestato a terzi, se emerge un quadro di interposizione, sproporzione tra redditi ufficiali e investimenti e condotte evasive sistematiche.
  • L'autonomia del procedimento di prevenzione rispetto al processo penale consente al giudice di prevenzione di fondare la pericolosità anche su fatti che non hanno determinato condanna penale (assoluzioni non vincolano automaticamente il giudizio di pericolosità).
  • Per i terzi (familiari, conviventi, acquirenti) l'onere probatorio di provare la legittima provenienza delle risorse e la concreta mancanza di disponibilità del proposto è stringente: la mera produzione di documenti generici o non contestualizzati difficilmente è idonea a ribaltare le presunzioni di interposizione.
  • La valutazione temporale del nesso tra pericolosità e acquisizione di beni non richiede la prova puntuale del profitto per ogni singolo atto d'acquisto: la 'sproporzione' cumulativa e la reiterazione di condotte illecite possono giustificare l'ablazione di beni anche acquistati in periodi diversi.
  • La legittimazione ad impugnare per ottenere la restituzione è essenziale: soggetti che non mostrano interesse diretto e immediato alla restituzione del bene (es. controllanti che paventano solo future azioni di responsabilità) possono essere dichiarati inammissibili.

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