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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 17352/2024 del 26/04/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che rigettava l'istanza di riesame avverso il decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca della societa Microimmobiliare s.r.l. Il ricorrente contestava: a) la mancata verifica della fittizietà delle operazioni societarie e immobiliari e la pretesa carenza del fumus del reato di intestazione fittizia / trasferimento fraudolento di valori (art. 512-bis); b) la sproporzione del sequestro esteso all'intera societa e alle sue quote, quando - secondo la difesa - confiscabile sarebbe al piu il capannone; c) l'omessa considerazione della memoria difensiva e dei documenti allegati (pagamenti tracciati, uso di risorse proprie, motivo dell'acquisto). Inoltre si censurava la mancata e insufficiente motivazione del periculum in mora richiesto per anticipare gli effetti ablatori.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile e ha ritenuto manifestamente infondati entrambi i motivi. Sul primo motivo la Corte ha confermato i principi di diritto secondo cui il delitto di trasferimento fraudolento di valori (art. 512-bis) e' un reato di pericolo astratto: lo scopo elusivo puo' essere desunto anche dal fondato timore dell'avvio di misure di prevenzione patrimoniali e non richiede la concreta verificabilita dell'adozione delle misure. In sede di riesame del sequestro e' sufficiente la astratta configurabilita del reato (fumus) sulla base della congruita' degli elementi indiziari esposti. Il Tribunale aveva adeguatamente valutato la sequenza anomala delle operazioni (costituzione societa, acquisto opificio, passaggio di quote, ruolo di fatto attribuito a Panella) come indizio serio di fittizieta'. Sul secondo motivo la Corte ha ritenuto corretta la motivazione del periculum in mora, fondata sul rischio che ulteriori trasferimenti rendano impossibile l'ablazione dei beni riconducibili di fatto al dominus. Conseguentemente il ricorso e' stato respinto e il ricorrente e' stato condannato alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende (art. 616 cod. proc. pen.).

Norme richiamate

  • art. 512-bis cod. pen. (ex art. 12-quinquies D.L. 8/6/1992)

    Reato di trasferimento fraudolento di valori: reato di pericolo astratto; lo scopo elusivo puo' sussistere anche in presenza del fondato timore dell'avvio di misure di prevenzione patrimoniali, prima ancora che tali misure siano effettivamente adottate

  • art. 240 cod. pen.

    Disciplina della confiscabilita'; il giudice puo' ritenere confiscabili beni quando risultino riconducibili al reato o al profitto/pricepale utilita' illecite; la Corte ricorda che per il reato in questione e' rilevante l'attribuzione fittizia della titolarita' degli elementi patrimoniali

  • art. 125, comma 3 cod. proc. pen.

    Riguarda esigenza di adeguata motivazione del provvedimento; nella fattispecie la Corte ritiene che il periculum in mora sia stato motivato in termini sufficienti

  • art. 192 cod. proc. pen.

    Norme sul sequestro conservativo e preventivo; richiamata nei motivi di censura in ordine a vizi di legge del provvedimento impugnato

  • art. 321, comma 2 cod. proc. pen.

    Norme sul riesame cautelare; la Corte ricorda i limiti del riesame e i criteri per valutare il fumus e il periculum

  • art. 324 cod. proc. pen.

    Riguarda la disciplina del sequestro preventivo nell'ambito delle misure cautelari reali; richiamata nel contesto della legittimita' del decreto impugnato

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Limiti nella esposizione dei motivi in cassazione; la Corte riporta i limiti strettamente necessari per la motivazione

  • art. 611 e art. 23 comma 8 d.l. 28/10/2020 (norme procedure scritte e trattazione orale)

    Riferimenti alle modalita' processuali (contraddittorio scritto, non richiesta della trattazione orale); hanno inciso sulla modalita' di trattazione del ricorso

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Prevede la condanna per spese e somme in favore della Cassa delle ammende in caso di ricorso manifestamente infondato; applicata per la quantificazione in euro 3.000

  • art. 2-ter legge n. 575/1965 e art. 26 D.Lgs. n. 159/2011

    Riferimenti normativi sulle presunzioni di interposizione fittizia nelle misure di prevenzione antimafia; la Corte ricorda che tali presunzioni non ostano alla configurabilita' del reato di trasferimento fraudolento di valori

Massime di principio

  • Per il sequestro preventivo finalizzato alla confisca, e' sufficiente l'astratta configurabilita del reato (fumus commissi delicti) valutata sui dati e sulle circostanze conosciute al momento, senza che sia necessario un accertamento definitivo della colpevolezza
  • Il delitto di trasferimento fraudolento di valori (art. 512-bis) e' un reato di pericolo astratto: lo scopo elusivo puo' essere ricostruito anche dal fondato timore dell'avvio di misure di prevenzione e dalle modalità e tempistiche sospette delle operazioni patrimoniali
  • Il giudice del riesame deve valutare la congruita' degli elementi indiziari esposti, non puo' sostituirsi al dibattimento per rivalutare compiutamente tutte le risultanze probatorie; la difesa puo e deve produrre documenti, ma il tribunale valuta la serietà degli indizi nel loro complesso
  • Il periculum in mora puo' fondarsi su elementi oggettivi (natura e consistenza dei beni) e soggettivi (comportamento di chi detiene i beni) e non richiede la simultanea presenza di entrambe le categorie; occorre comunque motivazione adeguata
  • La tutela della proporzionalita' del sequestro (es. limite al solo bene confiscabile vs. intera societa') e' un tema rilevante, ma non basta a disinnescare il vincolo se gli indizi indicano che la societa' e i suoi asset sono strumentali a una fittizia intestazione finalizzata all'elusione
  • In situazioni analoghe e' opportuno che la difesa presenti con cura prove documentali (pagamenti tracciabili, giustificativi economici, motivazioni commerciali) e argomentazioni precise sul carattere lecita delle operazioni, per contrastare l'astratta configurabilita del reato

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