Cassazione Penale, Sentenza n. 21548/2025 del 09/06/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso in Cassazione proposto dall'imputata per due motivi principali: (1) violazione di legge e vizio di motivazione in relazione al capo a) perché la ricorrente sosteneva di aver svolto solo funzione di interprete e di aver inserito l'istanza sul portale senza poter sapere che i documenti forniti fossero falsi; (2) violazione di legge e vizio di motivazione in relazione al capo d) perché, secondo la ricorrente, non era stato accertato se fosse iscritta a un albo professionale nel periodo dei fatti e il giudice di appello si era limitato alla sua dichiarazione di radiazione senza ulteriori indagini.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Sul primo motivo ha ritenuto carente la specificità perché la ricorrente non ha confutato gli argomenti decisivi usati dai giudici di merito (firma di dirigente di polizia ritenuta falsa, numero di protocollo inesistente, carta d'identità contraffatta materialmente collegata a documento intestato alla ricorrente) e non ha affrontato il percorso logico che ha portato all'attribuzione dei falsi alla stessa. Sul secondo motivo ha rilevato che il ricorso mirava a una rivalutazione del materiale probatorio (vietata in sede di legittimità); la sentenza di merito aveva fatto riferimento all'ammissione della ricorrente di essere stata radiata e alla prova testimoniale della mancata iscrizione, e ha correttamente ritenuto che incombeva sull'imputata fornire prova contraria. Conseguentemente il ricorso è stato respinto e la ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma alla Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616, comma 1, c.p.p.
Norme richiamate
art. 5, comma 8-bis, d.lgs. 25 luglio 1998, n. 286
Norma richiamata come elemento dell'imputazione (capo a); applicata come fattispecie penalmente rilevante nei fatti contestati dalla pubblica accusa
Norma citata come capo di imputazione (capo b); la sentenza la utilizza quale titolo di reato collegato alla falsificazione/uso di documenti nell'ambito del procedimento
Norma citata come capo di imputazione (capo d); la Corte ha valutato la prova relativa all'iscrizione/radiazione dall'albo in relazione a questo capo
Richiede che il ricorso sia specifico nei motivi; la Corte ha ritenuto il primo motivo carente di specificità e quindi inammissibile
Prevede la condanna alle spese del procedimento e il versamento di una somma alla Cassa delle ammende in caso di decisione dichiarativa di inammissibilità del ricorso
Massime di principio
- In Cassazione è essenziale la specificità dei motivi: non bastano enunciazioni generiche; il ricorso deve confrontarsi esplicitamente con gli argomenti e le prove decisive adottate dai giudici di merito
- La Corte di legittimità non ammette la mera rivalutazione del materiale probatorio; il sindacato è limitato al controllo logico-giuridico della motivazione e all'accertamento di eventuali errori di diritto o di illogicità nella catena argomentativa
- Quando la prova contraria è facilmente in possesso dell'imputato (es. iscrizione a un albo), incombe a quest'ultimo l'onere di allegare ed esibire elementi concreti e oggettivi per confutare le presunzioni o le evidenze prodotte dall'accusa
- Le ammissioni dell'imputato in dibattimento e le risultanze testimoniali o documentali che collegano materiale falso alla sfera di disponibilità dell'imputato possono legittimare deduzioni sulla paternità dei falsi, purché la motivazione del giudice sia logica e coerente
- In casi simili conviene concentrare i motivi di ricorso in Cassazione su vizi di diritto o sulla illogicità/evidente contraddittorietà della motivazione piuttosto che sulla semplice insoddisfazione per la valutazione delle prove
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