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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 17243/2025 del 07/05/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione per omesso riconoscimento dell'estinzione del reato per condotte riparatorie ex art. 162‑ter c.p.: la ricorrente contestava che fosse stata comunque estinta la responsabilità per il furto commesso (reato contestato in danno del supermercato Deco e dell'esercizio Oviesse), avendo versato 100,00 euro a titolo di risarcimento e documentato il bonifico (IBAN trasmesso) e la richiesta di invio della ricevuta; la ricorrente sostenne che tale versamento e il comportamento del danneggiato (accettazione tramite il difensore di Oviesse) integrassero una condotta concludente per l'applicazione dell'art. 162‑ter.

La decisione

La Corte ha ritenuto il ricorso fondato: ha annullato con rinvio l'ordinanza impugnata e ha disposto che il Tribunale del riesame valuti nuovamente, secondo i principi richiamati, la congruità del risarcimento già effettuato e l'operatività dell'estinzione del reato. È stato affermato che l'accettazione della persona offesa non è requisito necessario per l'estinzione ai sensi dell'art. 162‑ter; spettano al giudice la valutazione della concreta disponibilità alla riparazione e della congruità della somma versata (valutazione prognostica ex art. 273, comma 2 c.p.p.).

Norme richiamate

  • art. 162‑ter cod. pen.

    Disciplina la condotta riparatoria che può determinare l'estinzione del reato se effettuata prima dell'apertura del dibattimento; non richiede l'accordo o l'accettazione della persona offesa, spettando al giudice valutare la congruità della somma versata o dell'offerta reale

  • art. 1208 cod. civ.

    Richiamato riguardo alle forme del pagamento/offerta (modalità di adempimento), indicando che il versamento secondo le modalità previste può essere valutato come condotta riparatoria

  • art. 611 cod. proc. pen. (come modificato dal d.lgs. n. 150/2022)

    Norma procedurale richiamata per il trattamento del ricorso senza la presenza delle parti (decadenze e modalità istruttorie), utilizzata per la trattazione del ricorso in assenza delle parti

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Richiama il limite di enunciazione del motivo in ricorso in Cassazione, rispettato nel presente atto (motivo enunciato nei limiti strettamente necessari)

  • art. 273, comma 2, cod. proc. pen.

    Rilevato in relazione alla valutazione prognostica richiesta al giudice del riesame: la congruità della condotta riparatoria va valutata nell'ambito della prognosi sulle esigenze cautelari e sulla persistenza del pericolo

Massime di principio

  • L'estinzione del reato per condotte riparatorie ex art. 162‑ter può operare anche in assenza dell'accettazione formale della persona offesa: è il giudice che deve valutare la concreta disponibilità dell'imputato e la congruità dell'ammontare versato
  • Il versamento effettivamente eseguito (es. bonifico bancario) e documentato può costituire prova valida della condotta riparatoria; è utile conservare ricevute, comunicazioni con l'avvocato della parte offesa e la prova dell'esecuzione del pagamento
  • La valutazione della congruità della riparazione va fatta prima dell'apertura del dibattimento e nell'ambito della valutazione prognostica sulle esigenze cautelari: la semplice opposizione della parte offesa non impedisce di valutare l'estinzione
  • In sede di riesame di misure cautelari il giudice deve tener conto dell'eventuale estinzione del reato per condotte riparatorie al fine di riconsiderare misure come l'obbligo di presentazione o il divieto di dimora
  • Per migliorare la tutela processuale, chi effettua un risarcimento dovrebbe documentare chiaramente il versamento e, se possibile, ottenere una dichiarazione formale del danneggiato; tuttavia, la mancata dichiarazione non esclude automaticamente l'operatività dell'art. 162‑ter

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