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Cassazione Civile, Ordinanza n. 06918/2023 del 08/03/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (fallimento)

La controversia

Un acquirente di un bene immobile ha proposto ricorso per cassazione contro la sentenza della Corte d'appello che aveva confermato la decisione di primo grado di accogliere l'azione revocatoria fallimentare proposta dal fallimento della società venditrice, ai sensi dell'art. 67, comma 2, l.f. La controversia riguardava un trasferimento immobiliare a titolo oneroso compiuto nell'anno anteriore al fallimento. La Corte territoriale aveva ritenuto provata la conoscenza, in capo all'acquirente, dello stato di insolvenza della venditrice tramite una serie di indici presuntivi: pendenza di un'istanza di fallimento e di numerosi procedimenti monitori, crisi del gruppo societario, rapporto professionale e conoscitivo dell'acquirente con l'ambiente della società, nonché caratteristiche del contratto ritenute anomale (prezzo, modalità di pagamento, accollo di mutuo, clausola risolutiva e facoltà di recesso). Con il primo motivo il ricorrente denunciava violazione degli artt. 67, comma 2, l.f., 2727-2729 c.c. e 2697 c.c., oltre all'omesso esame di fatti decisivi, sostenendo che gli indizi non avessero i requisiti di gravità, precisione e concordanza e che fossero stati trascurati elementi contrari. Con il secondo motivo deduceva la violazione degli artt. 67, comma 2, l.f., 115-116 c.p.c. e 2697 c.c., oltre al vizio di omesso esame, lamentando che la prova della scientia decoctionis fosse stata erroneamente ritenuta raggiunta dal curatore e che non fossero stati considerati documenti e testimonianze relativi alla reale situazione economico-finanziaria della fallita e alla conoscenza effettiva dell'acquirente.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che i motivi non cogliessero correttamente la ratio decidendi della sentenza impugnata, perché non attaccavano specificamente taluni elementi fattuali decisivi già valorizzati dai giudici di merito, in particolare la struttura anomala dell'operazione di compravendita, il prezzo e le modalità di pagamento, la dilazione degli adempimenti e la clausola di recesso. Ha inoltre ribadito che, in tema di revocatoria fallimentare, la prova della conoscenza dello stato di insolvenza può essere data anche per presunzioni, mediante indizi gravi, precisi e concordanti, valutati in relazione alle concrete condizioni del terzo; tale valutazione è rimessa al giudice di merito e non è sindacabile in cassazione se sorretta da motivazione логica e adeguata. Il ricorso è stato quindi respinto in rito, con condanna del ricorrente alle spese e con atto della sussistenza dei presupposti per il raddoppio del contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 67, comma 2, l.f.

    Disciplina l'azione revocatoria fallimentare del trasferimento oneroso compiuto nell'anno anteriore al fallimento, richiedendo la prova della conoscenza dello stato di insolvenza del debitore da parte del terzo contraente.

  • artt. 2727-2729 c.c.

    La scientia decoctionis può essere provata anche per presunzioni semplici, purché gli indizi siano gravi, precisi e concordanti e la loro valutazione sia complessiva e coordinata.

  • art. 2697 c.c.

    L'onere della prova della conoscenza dell'insolvenza grava sulla procedura concorsuale che agisce in revocatoria.

  • artt. 115-116 c.p.c.

    La valutazione delle prove è rimessa al prudente apprezzamento del giudice di merito; in cassazione non è consentito sovrapporre una diversa lettura del materiale istruttorio.

  • art. 132, n. 4 c.p.c.

    La sentenza deve contenere una motivazione логica e adeguata che dia conto degli elementi ritenuti idonei a sostenere la decisione.

  • art. 360, comma 1, n. 5 c.p.c.

    Il vizio di omesso esame è circoscritto e non consente di censurare in cassazione una diversa valutazione del compendio istruttorio.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. 115/2002

    art. 13, co. 1-quater, d.P.R. 115/02

    È stato dato atto della sussistenza dei presupposti per il raddoppio del contributo unificato.

Massime di principio

  • Nell'azione revocatoria fallimentare del trasferimento oneroso, la scientia decoctionis del terzo può essere dimostrata anche in via presuntiva, purché il quadro indiziario sia complessivamente grave, preciso e concordante e sia rapportato alle concrete condizioni del contraente.
  • La prova presuntiva della conoscenza dell'insolvenza non va valutata rispetto a un modello astratto di contraente avveduto, ma rispetto alla specifica posizione del terzo, alle sue qualità professionali e al contesto concreto in cui ha operato.
  • Ai fini dell'art. 67, comma 2, l.f., assumono rilievo non solo gli indici esterni di crisi del debitore, ma anche l'anomalia economico-giuridica dell'operazione, se idonea a rendere percepibile lo stato di decozione.
  • In cassazione non è consentito ottenere una rivalutazione del materiale probatorio: il sindacato è limitato alla verifica della coerenza logica e adeguatezza della motivazione e alla corretta individuazione della ratio decidendi.
  • Il vizio di omesso esame di cui all'art. 360, n. 5, c.p.c. non può essere utilizzato per proporre una lettura alternativa delle prove già esaminate dal giudice di merito.

Come è indicizzato

MaterieAzione revocatoriaImpugnazioni
RamiFallimentare / Crisi d'impresaProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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