Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 37630/2025 del 18/11/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso avverso la sentenza della Corte d'appello di Cagliari che, riformando l'assoluzione del Tribunale, ha condannato Giuseppe Riccio per partecipazione a associazione per delinquere (ruolo di fornitore stabile di ingenti quantitativi di cocaina) e per i reati connessi. I motivi di impugnazione contestano principalmente: l'identificazione dell'imputato con il soggetto indicato nelle intercettazioni come "Peppe" (vizio nella valutazione della perizia fonica e nell'interpretazione di una nuova trascrizione che menzionerebbe un "Enzo"), la carenza di indizi gravi, precisi e concordanti, l'assenza di osservazioni dirette degli incontri nella piazzetta Lieti, discrepanze tra dati anagrafici/di disponibilità economica e la figura descritta, e la mancanza di adeguata motivazione circa l'esistenza dell'associazione e l'aggravante ex art. 80 DPR 309/1990.

La decisione

La Corte di Cassazione censura la sentenza d'appello per difetti di valutazione della prova indiziaria: rileva carenze istruttorie (mancata osservazione materiale degli incontri), inadeguata e parziale valutazione delle corrispondenze tra Riccio e il "Peppe", e un uso non sufficientemente critico degli esiti della perizia fonica da parte della Corte d'appello (la perizia forniva solo una "buona probabilità" con "limitata efficacia indiziaria" ma la Corte d'appello l'ha recepita senza adeguata disamina metodologica). La Cassazione sottolinea i principi applicabili alla riforma in pejus di un'assoluzione e ai criteri di valutazione della prova indiziaria (gravità, precisione, concordanza) e rimarca la necessità che l'appello confuti specificamente l'assoluzione. Sulla base di questi rilievi la Corte annulla la sentenza impugnata (o la censura, disponendo il rimando per un nuovo esame da parte del giudice di merito) per insufficiente e contraddittoria motivazione in relazione alla prova indiziaria e all'accertamento fonico.

Norme richiamate

  • art. 74, comma 2, d.P.R. 9 ottobre 1990 n. 309

    Norma richiamata in relazione al reato contestato di traffico di sostanze stupefacenti; la sentenza ne utilizza le fattispecie per inquadrare la partecipazione come fornitore stabile nell'associazione dedita al traffico.

  • art. 73 d.P.R. 309/1990

    Riferita ai singoli reati di detenzione e cessione di stupefacenti contestati nei capi 2, 3 e 4; tali reati formano il nucleo delle attività illecite che giustificano l'accusa di associazione.

  • art. 110 cod. pen.

    Richiamato per la partecipazione a reato (concorso di persone); usato per collegare la condotta di Riccio a quella degli altri membri del gruppo.

  • art. 80 d.P.R. 309/1990

    Norma sull'aggravante contestata; la Corte osserva che la motivazione relativa al riconoscimento dell'aggravante non è adeguatamente sviluppata.

  • art. 533, comma 1, cod. proc. pen.

    Richiama il principio che la condanna richiede che l'imputato sia ritenuto colpevole "al di là di ogni ragionevole dubbio"; criterio utilizzato per valutare la legittimità della riforma in pejus dell'assoluzione.

  • art. 192, comma 2, cod. proc. pen.

    Norma sui criteri di valutazione della prova indiziaria (gravità, precisione e concordanza); la Cassazione la applica per descrivere l'iter logico e i requisiti necessari per ritenere provati fatti sulla base di indizi.

  • art. 530, comma 2 (richiamato nel testo)

    Richiamato nella motivazione del Tribunale in relazione all'insufficienza della prova; la Cassazione riprende il tema della necessità di indizi "gravi, precisi e concordanti" per fondare una condanna.

Massime di principio

  • La reformatio in pejus (riforma in senso peggiorativo) di un'assoluzione di primo grado richiede che il giudice d'appello confuti specificamente e con argomentazione dettagliata le ragioni dell'assoluzione: non basta una motivazione formalmente corretta in astratto, occorre dimostrare che gli elementi nuovi o rivalutati superano il dubbio "oltre ogni ragionevole dubbio".
  • Nella prova indiziaria vanno distinti due livelli: (a) valutazione separata della gravità e della precisione di ciascun indizio; (b) valutazione complessiva/unitaria per verificarne la concordanza e la capacità di dissolvere le ambiguità. Solo un compendio indiziario coeso e privo di alternative altrettanto plausibili può fondare la condanna.
  • Le perizie foniche e i riconoscimenti basati sulla voce hanno limiti intrinseci di affidabilità: il giudice deve esaminare e motivare la metodologia adottata, la qualità dei campioni, la qualificazione dell'esperto e l'entità statistica del risultato; un giudizio di "buona probabilità" senza adeguata disamina metodologica non può, da solo, sorreggere una condanna.
  • Elementi indiziari di carattere circostanziale (corrispondenza di nomi, residenza in zona, precedenti per lo stesso reato, disponibilità economiche apparenti) possono avere valore significativo solo se valutati insieme e se si escludono alternative plausibili; coincidende parziali non bastano a superare il dubbio se non integrate in un quadro coerente.
  • La mancata osservazione materiale di incontri decisivi o la insufficiente istruttoria (es.: controlli su spostamenti, verifiche sulle trascrizioni, osservazioni di luogo) indebolisce significativamente la portata degli indizi e può giustificare l'annullamento della decisione di condanna per carenza di motivazione.
  • Il giudice d'appello che riforma un'assoluzione deve non solo motivare la propria lettura degli elementi nuovi ma anche confutare puntualmente le ragioni poste a fondamento dell'assoluzione, mostrando perché quelle ragioni non reggono e perché la nuova valutazione supera il requisito della certezza richiesto per la condanna.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.