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Cassazione Penale, Ordinanza n. 36356/2025 del 07/11/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

NON DETERMINABILE

Favorevole al ricorrente (imputato)

La controversia

L'imputato, appartenente alla Guardia di Finanza, era stato condannato in appello per corruzione per l'esercizio della funzione in relazione alla percezione di euro 5.000,00 ricevuti, tramite un altro appartenente al Corpo, da imprenditori interessati a ottenere rassicurazioni sull'esito di controlli fiscali riguardanti la società Impala s.r.l. Nei suoi confronti erano stati disposti sia la confisca del prezzo del reato, diretta o per equivalente, sia la riparazione pecuniaria ex art. 322-quater c.p. di pari importo. Con il ricorso, l'imputato deduceva: 1) l'insufficienza della confessione resa in interrogatorio, assunta come frutto di fragilità e confusione, e la mancanza di prova della sua partecipazione all'accordo corruttivo e dell'effettiva esistenza di indagini sulla società; 2) l'insussistenza dell'elemento soggettivo del reato, sostenendo di essersi limitato a ricevere la somma senza aderire al patto; 3) l'erroneo diniego dell'attenuante di cui all'art. 323-bis c.p.; 4) l'illegittimità del cumulo tra confisca e riparazione pecuniaria, ritenuto duplicativo e sproporzionato. Il Collegio, pur osservando che i primi quattro motivi erano sostanzialmente di merito e già compiutamente scrutinati nei giudizi di merito, ha ritenuto decisiva la questione di legittimità costituzionale dell'art. 322-quater c.p. nella parte in cui consente il cumulo con la confisca, rilevante nel caso concreto proprio perché, in difetto di interpretazione costituzionalmente conforme, la conferma della condanna avrebbe imposto entrambe le misure sul medesimo importo.

La decisione

La Corte non ha deciso il ricorso nel merito, ma ha ritenuto rilevante e non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 322-quater c.p. in riferimento agli artt. 3 e 27 Cost., nonché agli artt. 11 e 117 Cost. in relazione all'art. 49 CDFUE, poiché la disciplina prevede il cumulo obbligatorio tra confisca del prezzo/profitto e riparazione pecuniaria, con effetto di duplice ablazione del medesimo vantaggio patrimoniale e con trattamento ritenuto sproporzionato. La causa è quindi stata rimessa alla Corte costituzionale; dal testo non emerge una pronuncia definitiva sul ricorso per cassazione nel merito, ma solo l'ordinanza di rimessione.

Norme richiamate

  • art. 322-quater c.p.

    La riparazione pecuniaria è letta come misura obbligatoria, parametrata al prezzo o profitto del reato, applicabile anche al privato concorrente; secondo la Corte ha natura sostanzialmente sanzionatoria e non risarcitoria.

  • art. 322-ter c.p.

    La confisca del prezzo o del profitto del reato opera in modo obbligatorio e, nel sistema esaminato, si sovrappone alla riparazione pecuniaria, determinando una duplicazione dell'ablazione patrimoniale.

  • art. 323-bis c.p.

    Norma invocata dalla difesa per il riconoscimento dell'attenuante; la sentenza impugnata ne aveva escluso la sussistenza valorizzando la violazione dei doveri d'ufficio e l'entità del lucro.

  • art. 165, comma 4, c.p.

    L'adempimento della riparazione pecuniaria era richiamato quale presupposto per la sospensione condizionale della pena, a conferma della sua incidenza sul trattamento sanzionatorio.

  • art. 322-bis c.p.

    Disposizione richiamata come parte del catalogo dei reati ai quali si applicano confisca e riparazione pecuniaria; nel testo è indicata anche come parametro del cumulo sanzionatorio.

  • art. 319 c.p.

    Richiamato nel catalogo dei reati contro la PA ai fini dell'applicazione di confisca e riparazione pecuniaria.

  • art. 318 c.p.

    Richiamato nel catalogo dei reati contro la PA ai fini dell'applicazione di confisca e riparazione pecuniaria.

  • art. 317 c.p.

    Richiamato nel catalogo dei reati contro la PA ai fini dell'applicazione di confisca e riparazione pecuniaria.

  • art. 319-ter c.p.

    Richiamato nel catalogo dei reati contro la PA ai fini dell'applicazione di confisca e riparazione pecuniaria.

  • art. 319-quater c.p.

    Richiamato nel catalogo dei reati contro la PA ai fini dell'applicazione di confisca e riparazione pecuniaria.

  • art. 320 c.p.

    Richiamato nel catalogo dei reati contro la PA ai fini dell'applicazione di confisca e riparazione pecuniaria.

  • art. 314 c.p.

    Richiamato nel catalogo dei reati contro la PA ai fini dell'applicazione di confisca e riparazione pecuniaria.

  • art. 322 c.p.

    Richiamato nel catalogo dei reati contro la PA ai fini dell'applicazione di confisca e riparazione pecuniaria.

  • art. 49 CDFUE

    Invocato come parametro sovranazionale del principio di proporzionalità delle pene rispetto al reato.

  • art. 3 Cost.

    Parametro costituzionale della ragionevolezza e proporzionalità del trattamento sanzionatorio.

  • art. 27 Cost.

    Parametro costituzionale della finalità rieducativa e del limite di proporzionalità della pena.

  • art. 11 Cost.

    Richiamato in collegamento con l'operatività del diritto UE e della Carta dei diritti fondamentali.

  • art. 117 Cost.

    Richiamato in collegamento con l'obbligo di conformazione dell'ordinamento interno ai vincoli derivanti dalla CDFUE.

  • art. 19 d.lgs. 231/2001

    Richiamato come esempio di disciplina che prevede la confisca salvo la parte restituibile al danneggiato, a sostegno del principio di alternatività con le condotte riparatorie.

  • art. 600-septies c.p.

    Richiamato come norma che prevede confisca obbligatoria salvi i diritti della persona offesa alla restituzione e al risarcimento.

  • art. 452-undecies c.p.

    Richiamato come esempio di confisca esclusa in caso di efficace messa in sicurezza, bonifica e ripristino.

  • art. 423-quater c.p.

    Richiamato come esempio di confisca esclusa in caso di ripristino dello stato dei luoghi.

  • art. 640-quater c.p.

    Richiamato per l'orientamento secondo cui la confisca del profitto non può essere disposta quando vi sia stata restituzione integrale dell'indebito, per evitare duplicazioni sanzionatorie.

  • art. 444, comma 1-ter, c.p.p.

    Richiamato con riferimento alla restituzione integrale del profitto nel patteggiamento e al divieto di cumulo con la confisca per equivalente.

  • art. 185 c.p.

    Richiamato come base del risarcimento del danno da reato, distinto dalla riparazione pecuniaria.

Massime di principio

  • La riparazione pecuniaria prevista per i reati contro la pubblica amministrazione non ha natura risarcitoria in senso civilistico, ma configura una sanzione patrimoniale/coattiva a carattere punitivo, applicabile d'ufficio e indipendente dalla domanda della persona offesa.
  • Quando la riparazione pecuniaria è parametrata al prezzo o al profitto del reato, essa si sovrappone funzionalmente alla confisca del prezzo o del profitto e determina una duplicazione dell'ablazione patrimoniale.
  • Non è consentita un'interpretazione che trasformi il rapporto tra confisca e riparazione pecuniaria in un'alternativa, se il dato letterale della norma impone il cumulo; in tal caso l'eventuale soluzione correttiva richiede l'intervento della Corte costituzionale e non del giudice di legittimità.
  • Il principio di proporzionalità della pena opera anche rispetto a misure patrimoniali con funzione punitiva, non solo rispetto alle pene detentive, quando il complessivo assetto sanzionatorio risulti manifestamente eccessivo rispetto al disvalore del fatto.
  • L'ordinamento tende, in via generale, a evitare duplicazioni tra confisca e condotte riparatorie o restitutorie; tale logica vale anche nel settore dei reati contro la pubblica amministrazione e rafforza il dubbio di legittimità di un cumulo obbligatorio con la riparazione pecuniaria.
  • La predeterminazione legale di una sanzione patrimoniale, senza possibilità di graduazione giudiziale in rapporto alle condizioni economiche del condannato o a eventuali restituzioni già eseguite, può incidere negativamente sulla proporzionalità del trattamento sanzionatorio.

Come è indicizzato

MaterieCorruzioneImpugnazioni
RamiReati contro la PAProcesso penale
SottomaterieCorruzione impropria
IstitutiConfiscaOnere della prova

Testo integrale

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