Cassazione Penale, Ordinanza n. 36297/2025 del 07/11/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso per genericità dei motivi, ribadendo che il motivo è inammissibile quando non enuncia con precisione le ragioni di fatto o di diritto da verificare. Ha quindi condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.
Esito
Favorevole al resistente (pubblico ministero)
La controversia
L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte di appello di Bari del 26/04/2024, deducendo vizi di motivazione in ordine alla propria responsabilità per il delitto di evasione. La Corte rileva però che il ricorso non contiene una censura articolata e specifica contro la sentenza impugnata, risultando generico e privo della precisa prospettazione delle ragioni in fatto o in diritto da sottoporre a verifica.
Norme richiamate
Indicato come norma incriminatrice del delitto oggetto di censura; la Corte non affronta il merito della configurabilità del reato, ma solo l'ammissibilità del motivo di ricorso.
Richiamo al delitto di evasione, rispetto al quale il ricorso è stato ritenuto generico.
Massime di principio
- Il ricorso per cassazione è inammissibile per genericità quando non contiene una specifica e articolata critica alla motivazione della sentenza impugnata.
- Non è sufficiente dedurre in modo apodittico vizi motivazionali: il ricorrente deve indicare puntualmente le ragioni di fatto o di diritto che renderebbero erronea la decisione di merito.
- La Corte di cassazione può dichiarare l'inammissibilità del ricorso senza esaminare il merito della responsabilità penale quando il motivo non supera il filtro della specificità.
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