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Cassazione Penale, Ordinanza n. 36291/2025 del 07/11/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

Nel giudizio di rinvio la Corte di appello, su concorde richiesta delle parti ex art. 599-bis c.p.p., aveva rideterminato la pena nei confronti dell'imputato, esclusa la recidiva e riconosciute le attenuanti generiche, in anni quattro e mesi otto di reclusione per reati in materia di stupefacenti e associazione finalizzata al traffico. L'imputato ha proposto ricorso per cassazione deducendo un solo motivo: mancanza, contraddittorietà e manifesta illogicità della motivazione sulla dosimetria della pena così rideterminata.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto il motivo manifestamente infondato e ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha osservato che, nel concordato in appello, sono deducibili in cassazione solo censure sulla formazione della volontà di aderire al concordato, sul consenso del Procuratore generale e sulla difformità tra accordo e decisione del giudice; sono invece inammissibili le doglianze sui motivi rinunciati, sui vizi della determinazione della pena che non si traducano in illegalità della sanzione e sul vizio di motivazione in ordine alla pena. Nel caso concreto, la Corte territoriale aveva recepito l'accordo tra le parti, motivando sulla congruità della proposta, sull'esclusione della recidiva, sulle attenuanti generiche, sul fatto che la pena base corrispondesse al minimo edittale e che l'aumento per la continuazione fosse modesto. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di euro 3000 alla Cassa delle ammende ex art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 610, comma 5-bis c.p.p.

    Il procedimento è stato trattato nelle forme del rito de plano.

  • art. 599-bis c.p.p.

    Nel concordato in appello la sentenza può essere emessa in accoglimento della concorde richiesta delle parti; in cassazione non sono deducibili censure estranee ai limiti del concordato, salvo i profili relativi alla formazione della volontà, al consenso del Procuratore generale e alla difformità della decisione rispetto all'accordo.

  • art. 616 c.p.p.

    Alla declaratoria di inammissibilità consegue la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende.

  • art. 73 d.P.R. n. 309 del 1990

    Reato in materia di stupefacenti posto a base della condanna oggetto di rideterminazione della pena.

  • art. 74 d.P.R. n. 309 del 1990

    Reato di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti posto a base della condanna oggetto di rideterminazione della pena.

Massime di principio

  • Nel giudizio definito con concordato in appello, il ricorso per cassazione è ammissibile solo per censure attinenti alla validità del consenso delle parti, al consenso del Procuratore generale e alla corrispondenza tra accordo e decisione del giudice.
  • Non sono ammissibili, perché estranee al perimetro del concordato, le doglianze sui motivi rinunciati e i vizi che investono la mera motivazione sulla dosimetria della pena, salvo che la sanzione sia illegalmente determinata.
  • La motivazione sulla pena è sufficiente quando il giudice dia conto dell'adesione all'accordo, dell'esclusione o concessione di circostanze rilevanti, del rispetto dei limiti edittali e della ragionevolezza dell'aumento per continuazione.
  • La declaratoria di inammissibilità del ricorso comporta la condanna del ricorrente alle spese processuali e al versamento di una somma alla Cassa delle ammende, se ravvisabili profili di colpa nella proposizione dell'impugnazione.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniSpaccio
RamiProcesso penaleStupefacenti
SottomaterieAssociazione finalizzata al traffico
IstitutiContinuazione

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