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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 25969/2022 del 06/07/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Munzi impugna la conferma della condanna per bancarotta fraudolenta documentale (amministratore unico fino al 21/7/2009 e poi consigliere di amministrazione della Unitravel s.r.l.). Ha articolato cinque motivi: (1) violazione del principio di correlazione perché la contestazione riguarderebbe omessa consegna dei libri per esercizi successivi al 2008 mentre la sentenza ha trattato anche irregolare tenuta tra set.2006 e fine 2008, e attribuzione di responsabilità ex art.40 comma 2 c.p. non contestata; (2) erronea applicazione della legge penale perché la responsabilità sarebbe stata assunta in ragione della sola carica di consigliere senza deleghe; (3) vizio di motivazione per non aver dimostrato che non fosse un mero prestanome o che fosse a conoscenza dell'irregolarità contabile; (4) errata qualificazione dell'elemento soggettivo, sostenendo che sarebbe richiesto dolo intenzionale/specifico e non dolo generico, con conseguente possibile riqualificazione in bancarotta semplice (prescritta); (5) violazione di legge sulla inammissibilità di motivi nuovi presentati dalla difesa entro i termini rispetto all'udienza rinviata, con richiesta alternativa di applicazione estensiva della riduzione per le attenuanti generiche e sospensione condizionale della pena ex art.597 comma 5 c.p.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto manifestamente infondate le eccezioni del primo e del quinto motivo, affermando che la contestazione della irregolare tenuta dei libri e dell'omessa consegna era effettivamente parte dell'imputazione e che i motivi nuovi erano tardivi rispetto alla prima udienza utile. Ha inoltre dichiarato manifestamente infondati o inammissibili il secondo, terzo e quarto motivo, rilevando l'assenza di elementi probatori idonei a provare che Munzi fosse un amministratore non esecutivo esente da responsabilità e confermando la corretta distinzione operata dalla Corte territoriale tra dolo generico e dolo specifico a seconda delle condotte. Di conseguenza la condanna è stata confermata e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla cassa delle ammende ai sensi dell'art.616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 216 comma 1 n. 2 legge fallimentare

    La fattispecie di bancarotta documentale (omessa tenuta/omessa consegna dei libri) è stata contestata congiuntamente e la Corte ha ritenuto che l'elencazione dei libri mancanti servisse a precisare quali esercizi fossero interessati, senza limitare l'imputazione alle sole omissioni successive al 2008.

  • art. 40 comma 2 c.p.

    La responsabilità per omesso impedimento può essere applicata anche al consigliere privo di deleghe se i fatti di reato corrispondono a quelli contestati e se emergono elementi di conoscenza o di accettazione del rischio; la Corte ha ritenuto legittimo l'uso del titolo di responsabilità ex art.40 cpv. quando i fatti corrispondono all'imputazione.

  • art. 521 c.p.p.

    Il principio di correlazione non è violato se i fatti di reato giudicati corrispondono a quelli contestati nell'imputazione, anche se il titolo della responsabilità è formulato in termini di omissione piuttosto che di azione.

  • art. 2380-bis c.c.

    In assenza di una decisione formale di delega delle attribuzioni, la gestione è collegiale; la mera divisione di fatto delle competenze non esonera singoli amministratori dalla responsabilità, salvo prova contraria.

  • art. 616 c.p.p.

    Ai sensi di questa norma la Corte ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e a versare una somma (3.000 euro) alla cassa delle ammende in caso di inammissibilità del ricorso.

  • art. 597 comma 5 c.p.

    Richiamata dalla difesa come possibile misura (sospensione condizionale della pena) in ragione della riduzione per le attenuanti generiche; la Corte di legittimità non l'ha ritenuta applicabile in mancanza dei presupposti e perché la doglianza non è stata ritenuta fondata.

Massime di principio

  • Se l'imputazione elenca omissioni e irregolarità contabili su esercizi diversi, la Corte può valutare entrambe le fattispecie senza violare il principio di correlazione purché i fatti giudicati corrispondano a quelli contestati.
  • La qualifica di 'consigliere non esecutivo' non esonera automaticamente dalla responsabilità: la prova di una delega formale o dell'assenza di conoscenza concreta di illeciti è necessaria per fondare l'esenzione.
  • Per configurare il reato per omesso impedimento (art.40 cpv.) occorre dimostrare conoscenza o 'segnali di allarme' inequivocabili; l'assenza di tale prova rende la doglianza difensiva debole.
  • I motivi nuovi devono essere presentati entro i termini calcolati rispetto alla prima udienza in cui l'imputato è regolarmente citato; il rinvio per legittimo impedimento non rinnova automaticamente il termine.
  • La distinzione tra dolo generico e dolo specifico può essere applicata differentemente a singole condotte contemplate nella stessa fattispecie: i giudici possono trovare dolo generico per alcune condotte e dolo specifico per altre sulla base della prova.
  • In cassazione la mancanza di confrontazione puntuale con la motivazione della Corte territoriale o l'assenza di riferimenti fattuali concreti rende i motivi manifestamente infondati o inammissibili.

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