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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 20672/2026 del 04/06/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Lucca che ha rigettato l'istanza di riesame contro il decreto di sequestro di ingente quantitativo di infiorescenze di cannabis e derivati sequestrati presso il negozio Cannazero Shop (della cooperativa Ecoder). Il ricorso deduce violazione di legge per mancata applicazione del principio di offensività (assenza di accertamento della concreta efficacia psicotropa/THC delle sostanze) e censura la motivazione come contraddittoria e illogica: la novella legislativa (L. n. 80/2025) non dovrebbe escludere il vaglio sull'idoneità drogante della sostanza, che rimane requisito per l'integrazione del reato ai sensi del d.P.R. 309/1990.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto ammissibile il sindacato nei limiti delle censure per violazione di legge e motivazione radicale, ma infondata la doglianza principale: il sequestro era finalizzato proprio ad accertare le caratteristiche chimico-tossicologiche (percentuale di THC) delle cose sequestrate, accertamento propedeutico alla valutazione dell'effettiva efficacia drogante necessaria in ossequio al principio di offensività. La Corte ha inoltre confermato che la novella normativa (L. n. 80/2025) ha introdotto un divieto di commercializzazione delle infiorescenze, ma ciò non esclude la necessità dell'accertamento concreto quando il sequestro è strumentale a verificare il fumus commissi delicti. Condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309, art. 73, comma 4

    Norma sostanziale sugli stupefacenti utilizzata per giustificare il vincolo reale e il sequestro in relazione alla destinazione alla vendita, tenuto conto del quantitativo e delle modalità di detenzione.

  • D.L. 11/4/2025 n. 48, art. 18, convertito L. 9 giugno 2025, n. 80

    "Sono vietati l'importazione, la cessione, la lavorazione, la distribuzione, il commercio, il trasporto, l'invio, la spedizione e la consegna delle infiorescenze della canapa coltivata ai sensi del comma 1 del presente articolo, anche in forma semilavorata, essiccata o triturata, nonché di prodotti contenenti o costituiti da tali infiorescenze, compresi gli estratti, le resine e gli oli da esse derivati. Si applicano le disposizioni sanzionatorie previste dal titolo VIII del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309. È consentita solo la lavorazione delle infiorescenze per la produzione agricola dei semi di cui all'lettera g-bis) del comma 2 (art. 2, c. 3-bis, l. 2/12/16 n. 242)"

    La novella ha introdotto un divieto esplicito di commercializzazione delle infiorescenze e dei derivati, con rinvio al regime sanzionatorio del d.P.R. 309/1990. Tuttavia, la Corte ha ritenuto che il divieto non escluda la necessità di accertamenti chimico-tossicologici quando il sequestro è finalizzato a verificare il fumus e l'effettiva efficacia drogante.

  • L. 2/12/2016 n. 242 (disposizioni promozione coltivazione canapa), art. 2

    Normativa che regolava la coltivazione della canapa a fini agricoli; la novella del 2025 ha circoscritto/limitato l'utilizzo commerciale delle infiorescenze coltivate ai sensi di tale legge.

  • Sezioni Unite, n. 30475 del 30/05/2019 (Castignani)

    Giurisprudenza di legittimità che afferma il principio di offensività nel delitto di cui al d.P.R. 309/1990: occorre accertare la concreta idoneità della sostanza a produrre effetti psicotropi per integrare la fattispecie penale.

  • Codice di procedura penale, art. 325

    Limiti del ricorso per cassazione nella materia: il ricorso è consentito per violazione di legge che include errores in iudicando/in procedendo e vizi della motivazione talmente gravi da rendere incomprensibile il provvedimento.

  • Codice di procedura penale, art. 606 lett. b) ed e)

    Norme richiamate dal ricorrente per indicare le censura ammesse in cassazione (inosservanza/erronea applicazione della legge penale; carenza, contraddittorietà e illogicità manifesta della motivazione).

  • Codice di procedura penale, art. 354

    Richiamato nella doglianza in relazione a presunte inosservanze procedurali nella convalida e nel mantenimento del sequestro.

Massime di principio

  • Il divieto normativo di commercializzazione delle infiorescenze introdotto dalla L. n. 80/2025 limita la possibilità di commercio professionale di tali prodotti, ma non esclude automaticamente l'esigenza di accertamenti chimico-tossicologici quando è in corso un sequestro finalizzato a verificare il fumus del reato.
  • Il principio di offensività resta un parametro rilevante per l'applicazione delle norme sugli stupefacenti: la valutazione dell'idoneità della sostanza a produrre effetti droganti richiede un accertamento concreto (es. percentuale di THC).
  • La documentazione fornita dalla parte privata non è sufficiente a impedire il sequestro se quest'ultimo è diretto ad acquisire prove strumentali (analisi tossicologiche) necessarie per la valutazione penale.
  • In sede di riesame e in Cassazione il mantenimento del sequestro può essere confermato quando vi sia un fumus e lo scopo probatorio del sequestro sia proprio di accertare caratteristiche tecniche (THC) prodromiche alla valutazione dell'offensività.
  • Il sindacato della Corte di Cassazione è limitato: i ricorsi per cassazione in materia penale sono ammissibili per specifiche violazioni di legge o vizi motivazionali radicali; censure estranee a tali limiti sono inammissibili.
  • Per operatori commerciali nel settore della canapa: l'offerta di infiorescenze comporta un rischio penale rafforzato dalla normativa del 2025; conservare certificazioni analitiche può non essere sufficiente a evitare accertamenti e sequestri da parte delle autorità.

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