Cassazione Penale, Sentenza n. 5997/2023 del 13/02/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del 06/06/2022 che aveva confermato il sequestro preventivo di somme ritenute riconducibili a profitti di reati doganali. Il ricorrente deduceva violazione di legge e vizio di motivazione, sostenendo che le somme sequestrate (complessivi euro 14.937,14 su diversi rapporti, compreso un conto titoli n. 693142 presso Unipol) erano di provenienza lecita (stipendi e pensioni) e che non era stato dimostrato che l'indagato avesse effettivamente percepito parte del profitto del reato. Non si contestava il fumus del reato, ma si contestava la fondatezza del vincolo patrimoniale sui fondi indicati.
La decisione
La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Sul merito: ha richiamato il principio delle Sezioni unite, sentenza n. 42415/2021, secondo cui la confisca del denaro costituente profitto del reato va qualificata come diretta (non per equivalente) a causa della fungibilità del denaro, per cui non impedisce l'adozione del vincolo l'allegazione o la prova dell'origine lecita della specifica somma sottoposta a sequestro. Inoltre la Corte ha ritenuto inammissibile la censura relativa al mancato accertamento del conseguimento da parte dell'indagato di parte della somma lucrata perché tale motivo non era stato proposto nei motivi di riesame originari (violazione art. 606, comma 3, c.p.p.). Conseguentemente il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende.
Norme richiamate
d.lgs. n. 504/1995 (art. 43 e 45)
Riferimento ai reati doganali contestati: omissione del pagamento delle accise e responsabilità per la violazione delle norme fiscali doganali
Rilevante per la fattispecie di falsità relativa alle attestazioni doganali
Rilevante per l'ipotesi di accesso o introduzione di documenti falsificati nel sistema informatico dell'Agenzia delle Dogane
Norma che consente la confisca del profitto del reato
codice di procedura penale (art. 321)
Prevede il sequestro preventivo finalizzato alla confisca (vincolo reale sui beni)
Autorizza la confisca, anche per equivalente, per reati doganali; qui richiamata come base normativa per la confisca delle somme ritenute profitto
Sentenza Sezioni Unite n. 42415/2021
Principio chiave: la confisca di denaro che rappresenta l'accrescimento patrimoniale effettivo conseguente al reato è 'diretta' e non 'per equivalente' a causa della fungibilità del denaro; quindi la prova della provenienza lecita della specifica somma non ostacola la confisca
codice di procedura penale (art. 606, comma 3)
Regola l'inammissibilità di motivi non dedotti nel giudizio di merito o, per analogia applicata, nel giudizio cautelare/riesame; utilizzata per escludere la censura relativa al mancato accertamento dell'effettivo profitto
Massime di principio
- Se somme di denaro individuate come profitto di reato sono presenti nel patrimonio dell'indagato, la confisca diretta può essere disposta anche se tali somme sono 'mescolate' con fondi leciti: la prova della provenienza lecita della specifica disponibilità non è necessariamente idonea a impedire il sequestro/ confisca, secondo il principio di fungibilità richiamato dalle Sezioni unite.
- In sede di riesame o impugnazione cautelare è essenziale formulare tutti i motivi rilevanti già nell'atto introduttivo; censure sollevate tardivamente rischiano l'inammissibilità in base alle regole processuali (art. 606 c.p.p.).
- Per difendersi efficacemente contro sequestri di somme ritenute profitto, è strategico: 1) produrre tempestivamente documentazione probante l'origine lecita e la separazione dei fondi; 2) chiedere espressamente e motivatamente l'accertamento del concreto conseguimento del profitto da parte dell'indagato; 3) contestare l'applicabilità del precedente delle Sezioni unite quando fattispecie e prova consentano di identificare specifiche somme estranee al profitto.
- La distinzione tra confisca diretta e confisca per equivalente è cruciale: nei casi di denaro la giurisprudenza tende a qualificare la confisca come diretta per la fungibilità del mezzo monetario, riducendo l'efficacia della prova di provenienza lecita di singole somme.
- Se si ritiene che il sequestro ecceda l'ammontare del profitto contestato, è importante chiedere la quantificazione e la restituzione delle somme che eccedono il presunto profitto già nelle prime fasi procedurali e motivare il rilievo probatorio in modo formale e tempestivo.
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