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Cassazione Civile, Ordinanza n. 37223/2021 del 29/11/2021

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (curatela fallimentare)

La controversia

Una società, poi fallita e ridenominata, aveva agito per ottenere il rilascio di alcune unità immobiliari occupate da una famiglia senza titolo. I convenuti avevano resistito e una di loro aveva proposto domanda riconvenzionale per far accertare l'acquisto per usucapione della proprietà di un immobile residenziale e del terreno circostante. Il Tribunale aveva riconosciuto l'usucapione di alcuni beni, ma la Corte d'appello di Venezia, in parziale riforma, ha respinto la domanda riconvenzionale, ritenendo che la ricorrente fosse solo detentrice per motivi familiari e non possessore ad usucapionem, in assenza di atti di interversione del possesso. In cassazione i ricorrenti hanno denunciato quattro omessi esami di fatti decisivi, sostenendo che la Corte territoriale avesse trascurato elementi probatori rilevanti per dimostrare il possesso utile all'usucapione, tra cui il mutamento del proprietario dal 1992 e l'esecuzione di opere sull'immobile; la censura, però, mirava in realtà a ottenere una nuova valutazione del materiale istruttorio.

La decisione

La Corte ha ritenuto il motivo inammissibile perché non denunciava un vero omesso esame di fatto decisivo nei limiti dell'art. 360, n. 5, c.p.c., ma proponeva una diversa ricostruzione dei fatti e una rivalutazione delle prove. Ha inoltre osservato che il fatto del mutamento del proprietario non era decisivo, perché collocato in un periodo che, secondo la stessa prospettazione difensiva, non consentiva comunque il compimento del ventennio utile all'usucapione. La Corte ha ribadito che l'accertamento dell'interversione della detenzione in possesso è questione di fatto rimessa al giudice di merito e non può essere riesaminata in cassazione come se si trattasse di una diretta lettura delle prove. Il ricorso è stato quindi rigettato; non è stata pronunciata condanna alle spese perché la controparte è rimasta intimata, ed è stato disposto l'obbligo di versamento dell'ulteriore contributo unificato, se dovuto.

Norme richiamate

Massime di principio

  • Il vizio di omesso esame di un fatto decisivo è configurabile solo quando il giudice di merito abbia completamente trascurato un fatto storico decisivo discusso tra le parti; non è invece deducibile quando la censura miri a sostituire una diversa lettura delle risultanze istruttorie.
  • L'interversione della detenzione in possesso ai fini dell'usucapione è un accertamento di fatto rimesso al giudice di merito e non è sindacabile in cassazione come riesame diretto della condotta delle parti.
  • In sede di legittimità non è necessario che il giudice di merito confuti analiticamente tutte le deduzioni e tutte le prove, essendo sufficiente che esponga gli elementi ritenuti decisivi e dia conto del proprio convincimento.
  • Ai fini dell'usucapione, il fatto storico dedotto deve essere davvero decisivo; se, anche assumendolo come vero, non consentirebbe comunque il maturare del termine utile o non dimostrerebbe l'interversione del possesso, la censura non supera il vaglio di ammissibilità.

Come è indicizzato

MateriePossessoImpugnazioni
RamiDiritti realiProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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