Cassazione Penale, Sentenza n. 38875/2022 del 14/10/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Costantini era stato condannato per aver venduto, in data 28/11/2017, una partita di cozze/spagnole con cariche microbiche superiori ai limiti di legge (addebito ex artt. 5 e 6 legge 30/04/1962 n. 283). In cassazione il difensore ha dedotto tre motivi: (1) erronea applicazione dell'art. 19 L. n. 283/1962 che escluderebbe la punibilità del distributore per prodotti in confezioni originali; mancherebbe inoltre prova della riconducibilità del prodotto alla ditta e il materiale sarebbe insufficiente per le analisi; (2) vizio di motivazione perché non sarebbe imposto al commerciante di analizzare partite regolarmente importate dall'UE e allevate in zone non soggette a depurazione; (3) omessa valutazione dell'eccezione di non punibilità ex art. 131-bis c.p. per particolare tenuità e dedotto ne bis in idem per precedenti assoluzioni.
La decisione
La Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha richiamato il principio della doppia conforme (sentenza di primo grado confermata in appello) limitativo del sindacato di legittimità sulla valutazione delle prove. Ha ritenuto infondato il motivo relativo all'art. 19 perché la deroga di non punibilità non opera quando il prodotto proviene da produttore straniero: il distributore/importatore ha l'obbligo di verificare la conformità anche dei prodotti in confezioni originali. Ha escluso rilevanza al fatto che il prodotto fosse in corretta temperatura poiché il rilievo riguarda cariche microbiche e non la conservazione apparente. Ha ritenuto valide le analisi anche se effettuate su una sola aliquota, ai sensi dell'art. 7 DPR n. 327/1980, purché il verbale di campionamento lo indichi. Ha dichiarato inammissibile la doglianza sull'art. 131-bis perché la Corte di appello ha motivatamente riscontrato l'abitualità della condotta alla luce di precedenti penali specifici; ha respinto il rilievo di ne bis idem perché le assoluzioni proposte riguardavano episodi con date diverse rispetto al fatto contestato. Conseguentemente è stata confermata la condanna e la condanna alle spese.
Norme richiamate
Legge 30 aprile 1962 n. 283 (disciplina igiene degli alimenti e delle bevande), artt. 5 e 6
artt. 5 e 6 L. n. 283/1962
Norme incriminatrici utilizzate per la responsabilità del distributore che immette in commercio alimenti non rispondenti ai requisiti igienico-sanitari; la Corte ha ritenuto che l'inottemperanza all'obbligo di introdurre alimenti conformi integra responsabilità colposa anche prima della commercializzazione.
Legge 30 aprile 1962 n. 283, art. 19 (causa di non punibilità per prodotti in confezioni originali)
La Corte ha interpretato l'art. 19 in senso restrittivo: l'esimente non opera per prodotti provenienti da produttore straniero, poiché l'importatore/distributore ha il dovere di verificare la conformità igienico-sanitaria anche per prodotti in confezione originale.
D.P.R. 16 marzo 1980 n. 327, art. 7 (modalità di campionamento e analisi)
Prevede che, in caso di insufficienza del materiale a costituire le cinque aliquote previste, sia comunque idonea l'analisi su un'unica aliquota se il verbale di campionamento lo registra: la Corte ha ritenuto valide le analisi eseguite.
Codice penale, art. 131-bis (causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto)
La causa è applicabile solo se coesistono particolare tenuità dell'offesa e non abitualità del comportamento; la Corte ha escluso la sua applicazione per la presenza di precedenti specifici che denotano abitualità.
Codice di procedura penale, art. 630 comma 1 lett. a (revisione per contrasto di giudicati)
art. 630, comma 1, lett. a) c.p.p.
Richiamato nel contesto della doglianza sul possibile contrasto di giudicati: la Corte ha osservato che le assoluzioni indicate dal ricorrente si riferivano a fatti occorsi in date diverse, quindi non configurano ne bis idem rispetto al fatto del 28/11/2017.
Massime di principio
- L'importatore o distributore è tenuto a verificare la conformità igienico-sanitaria dei prodotti alimentari anche se importati in confezione originale: l'art. 19 L. n. 283 non vale automaticamente per prodotti provenienti da produttori stranieri.
- La presenza apparente di corretta conservazione (es. giusta temperatura) non esclude la responsabilità quando il rilievo riguarda parametri non evidenti esternamente (es. cariche microbiche).
- Le analisi su materiale limitato possono essere considerate valide se la normativa di riferimento (es. art. 7 DPR 327/1980) prevede la possibilità di analisi su singola aliquota e ciò è annotato nel verbale di campionamento.
- La causa di non punibilità per particolare tenuità ex art. 131-bis c.p. è esclusa se dall'esame dei precedenti emerge abitualità o specificità dei precedenti penali dell'autore.
- Un presunto ne bis idem è valutato in base alla coincidenza degli elementi di fatto e delle date: assoluzioni riferite a fatti temporalmente diversi non impediscono la responsabilità per un episodio autonomo.
- In presenza di sentenze conformi di primo e secondo grado la Corte di Cassazione ha poteri limitati nel rivedere la valutazione delle prove, potendo intervenire solo se la prova è inesistente o vi è un risultato di prova incontestabilmente diverso da quello reale.
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